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Usa: proposta accettata da Israele non soddisfa Hamas

Le discussioni in merito alla proposta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza sono ancora in corso: lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, precisando che prima di essere trasmessa ad Hamas la proposta era stata approvata da Israele.Secondo la rete satellitare al Arabiya, le parti avrebbero già raggiunto un’intesa per un cessate il fuoco di sessanta giorni; l’accordo potrebbe essere annunciato ufficialmente dallo stesso Donald Trump nelle prossime ore. Giunge la proposta degli Stati Uniti accettata da Israele non soddisfa le richieste di Hamas. Lo afferma all’Afp Bassem Naim, uno dei leader in esilio di Hamas. 

di Giuseppe Basilico | 30 Maggio 2025

“Ma questo è esattamente il contrario di quel che vogliono i fedayn, “partigiano o devoto a una causa”, primo ministro  Benyamin Netanyahu! I fedayn vogliono distruggere Israele, non riconoscono il diritto di Israele ad esistere.”

Le discussioni in merito alla proposta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza sono ancora in corso: lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, precisando che prima di essere trasmessa ad Hamas la proposta era stata approvata da Israele.Secondo la rete satellitare al Arabiya, le parti avrebbero già raggiunto un’intesa per un cessate il fuoco di sessanta giorni; l’accordo potrebbe essere annunciato ufficialmente dallo stesso Donald Trump nelle prossime ore. Giunge la proposta degli Stati Uniti accettata da Israele non soddisfa le richieste di Hamas. Lo afferma all’Afp Bassem Naim, uno dei leader in esilio di Hamas.  Secondo Naim, la risposta di Israele “significa in sostanza la perpetuazione dell’occupazione, la prosecuzione degli omicidi e della  fame, anche durante il periodo di tregua temporanea”, senza soddisfare le principali richieste di Hamas, tra cui “la fine della guerra e  della fame”. Nonostante ciò, Naim ha aggiunto che la leadership del movimento sta “esaminando con razionalità e senso di responsabilità e patriottismo” come  rispondere alla proposta. È salito ad almeno 70 palestinesi uccisi il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall’alba di ieri . Lo ha affermato il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas. Lo riporta al Jazeera. Sirene di emergenza stanno suonando in tutto il centro di Israele – inclusa Tel Aviv – in seguito al lancio di un  missile balistico dallo Yemen. Lo ha reso noto il Times of Israel.  L’Idf ha comunicato di essere a lavoro per abbattere il proiettile.  Prima delle sirene, era stato emesso un allarme preventivo per un’area più ampia. L’ospedale Al-Awda nel nord della Striscia di Gaza ha affermato che le forze israeliane stanno evacuando con la forza i suoi locali nel territorio palestinese, dove l’esercito continua la sua offensiva. “Le forze di occupazione israeliane stanno attualmente evacuando con la forza i pazienti e il personale medico dall’ospedale Al-Awda di Tel al-Zaatar, l’unica struttura ancora operativa nella Striscia di Gaza settentrionale”, ha affermato l’ospedale in una nota. Interpellato dall’agenzia di stampa Afp, l’esercito israeliano non ha commentato. Il Times of Israel, citando un funzionario israeliano, ha smentito l’indiscrezione di Al Arabiya  secondo cui sarebbe stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. L’emittente saudita, citando fonti anonime, aveva  parlato di un annuncio da parte di Donald Trump, già nelle prossime  ore, di una tregua temporanea di 60 giorni. In collegamento da Gaza City, Hani Mahmoud di Al Jazeera afferma che i palestinesi che hanno raggiunto a piedi un punto di distribuzione degli aiuti aperto di recente nel corridoio di Netzarim, nel centro di Gaza, non possono andarsene a causa delle attività militari israeliane nella zona. “Molte delle persone che si sono presentate al sito sono intrappolate in questo momento e non possono lasciare l’area a causa della presenza di carri armati e veicoli blindati israeliani. Secondo quanto riferiscono fonti palestinesi, le forze di difesa israeliane hanno issato una bandiera israeliana sulla cupola della moschea di Abu Bakr al-Siddiq nel campo profughi di Nur al-Shams a Tulkarem. Le riprese video effettuate in loco confermano la notizia. Le forze di difesa israeliane non hanno ancora commentato i fatti.

Il governo italiano ha dato la sua  disponibilità a trasferire in Italia Adam, l’unico dei dieci figli di  una dottoressa di Gaza scampato a un raid israeliano contro la sua  casa a Khan Younis una settimana fa. Lo fa sapere la Farnesina in una  nota, secondo cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani sta seguendo il caso della famiglia della dottoressa Alaa al- Najjar, colpita nei  giorni scorsi da un attacco militare israeliano che ha ucciso 9 dei  suoi 10 figli e ferito gravemente il marito. Il decimo figlio, Adam, è sopravvissuto ma è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale  Nasser di Khan Younis, uno dei pochi ospedali ancora funzionanti a  Gaza. Il Governo italiano ha dato la sua disponibilità a trasferire in  Italia il ragazzo gravemente ferito. Il via libera dato dal governo israeliano di ultradestra di Benyamin Netanyahu ai piani di costruzione di 22 nuovi insediamenti di coloni nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania rappresentano “un deliberato ostacolo” contro la pace e un futuro stato di Palestina. Insomma non nega che Israele sia una realtà storica e ineliminabile primo ministro Benyamin Netanyahu.

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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