• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

USA: piano di pace per Gaza al Consiglio di Sicurezza ONU

L’attuazione della seconda fase del piano di pace di Trump é imminente. Oggi gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che prevede il dispiegamento di una forza multinazionale (International Stabilization Force-ISF) nella Striscia di Gaza nonché le altre misure previste dai venti punti del piano per Gaza presentato dal Presidente Donald Trump. Questo testo é stato discusso ieri a New York in un incontro a cui hanno partecipato i dieci membri non permanenti del UNSC nonché l’Egitto, il Qatar, l’Arabia Saudita la Turchia e gli Emirati. Non si conoscono, invece, ancora le posizioni della Cina e della Russia che hanno ciascuna il diritto di veto e che – é bene ricordarlo – anche dopo il 7 ottobre hanno continuato ad ospitare come se niente fosse successo delegazioni ufficiali di Hamas nei lo rispettivi Ministeri degli Esteri.

di Marco Mayer | 7 Novembre 2025

L’attuazione della seconda fase del piano di pace di Trump é imminente. Oggi gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione   al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che prevede il dispiegamento di una forza multinazionale (International Stabilization Force-ISF) nella Striscia di Gaza nonché le altre misure previste dai venti punti del piano per Gaza  presentato dal Presidente Donald Trump. Questo testo é stato discusso ieri a New York in un incontro a cui hanno partecipato i dieci membri non permanenti del UNSC nonché  l’Egitto, il Qatar, l’Arabia Saudita la Turchia e gli Emirati. Non si conoscono, invece, ancora le posizioni  della Cina e della Russia che hanno ciascuna il diritto di veto e che – é bene ricordarlo – anche dopo  il 7 ottobre hanno continuato ad ospitare come se niente fosse successo delegazioni ufficiali di Hamas nei lo rispettivi Ministeri degli Esteri. La bozza americana per il Consiglio di Sicurezza prevede la smilitarizzazione della Striscia e il “decomissioning” delle armi in possesso di Hamas e degli altri gruppi terroristici presenti a Gaza. Il termine decomissioning” fu usato per il celebre accordo in Irlanda del Nord ed indica lo smantellamento e la disattivazione  degli armamenti e talora il disarmo. L’uso di questo termine ha prodotto qualche preoccupazione sulla stampa israeliana come testimonia il pezzo di Yenetnews intitolato ” Disarm or decommission?”https://www.ynetnews.com/opinions-analysis/article/hy4nhkyy11e . 

Non c’é dubbio che  (al di là delle armi nascoste nei tunnel dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre scorso come peraltro   accade sempre in casi analoghi) il disarmo di Hamas sia il nodo politico più importante e più complicato da sciogliere. A differenza della missione  UNIFIL II in Libano nel testo della risoluzione la ISF ha la possibilità di autorizzare l’uso della forza ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni. Tuttavia é difficile trovare Stati disposti da usare la forza per disarmare Hamas. Il dilemma pare essere  emerso con chiarezza anche il 3 novembre  a Istanbul nell’incontro  tra i Ministri degli Esteri Emirati, Qatar, Giordania, Arabia Saudita,  Pakistan e Indonesia.  In questo ambito la nazione più “interventista”  é apparsa la Turchia – che sul suo impegno cerca sostegni a Washington –  ma che  é proprio il paese meno gradito ad Israele, ma anche all’Egitto (perché costituisce insieme al Qatar, ed in parte del Sudan  una sponda importante per i Fratelli Musulmani). Secondo alcune indiscrezioni l’Arabia Saudita – a differenza della Turchia – sarebbe viceversa favorevole ad una presenza militare limitata e poco più che simbolica dei paesi islamici nelle operazioni di stabilizzazione di Gaza. Qualcosa di analogo accade per  la  governance transitoria  di Gaza.  Turchia e Qatar spingono per un coinvolgimento indiretto di Hamas, prospettiva a cui invece gli altri paesi arabi sarebbero decisamente contrari. Comunque la si pensi sulle politiche di  Donald Trump la sua iniziativa di pace ed il cessate il fuoco del 10 ottobre hanno rappresentato un passo molto positivo  per Gaza. Finalmente dopo due anni di assoluto stallo la macchina diplomatica si é rimessa in moto. A questo punto il problema sono i tempi perché la delicatissima situazione sul terreno impone di accelerare gli sforzi negoziali. In questo   momento esistono due emergenze. La prima é la riorganizzazione ed il riarmo di Hezbollah nel sud del Libano.  Il presidente del Libano Joseph Aoun ha dichiarato che l’esercito non é in grado di disarmare le milizie di Hezbollah e ciò aumenta i rischi di escalation. La seconda emergenza é a Gaza. Nella  parte di Rafah ancora controllata dalle forze israeliane sono intrappolati in un tunnel circa 200 terroristi di Hamas. Secondo Al Arabya i mediatori egiziani hanno proposto che essi consegnino tutte le  armi di cui sono in possesso all’Egitto e che siano successivamente  trasferiti nella parte di Gaza non controllata da Israele in applicazione dell’amnistia prevista dal pano di pace di Trump.https://english.alarabiya.net/News/middle-east/2025/11/06/mediators-propose-deal-to-get-hamas-fighters-out-of-gaza-s-israeli-zone-sources-say

 La vicenda é molto complessa perché da un alto potrebbe rappresentare il primo atto di disarmo di Hamas, una sorta di azione  pilota; dall’altro non ci sono garanzie che il piano di disarmo decolli veramente anche perché sin dall’inizio Hamas si é detto contrario. Si tratta di una materia di cui i Ministri dell’ultra destra Smotrich e BenGvir non vogliono  neppur sentir parlare ,https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-872802, viceversa é uno dei terreni su cui le diplomazie a partire dagli USA sono alacremente al lavoro.

Al momento Hamas ha restituito 22 corpi sui 28  che avrebbe dovuto consegnare in 72 ore e ci ha messo quasi un mese utilizzandoli in modo vergognoso come carta negoziale. Ma al di la’ di questo il Primo Ministro  Benjamin Netanyau – Smotrich o non Smotrich – dovrà decidere il che fare perche’ la vicenda dei miliziani di Hamas intrappolati nel tunnel rappresenta una sorta di anteprima delle decisioni che Israele dovrà assumere non appena inizierà la fase 2 del piano. 

Marco Mayer 

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti