• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

USA: Cattolicesimo e voto cattolico fino al 1960

di Mauro Della Porta Raffo | 30 Novembre 2014

Tredici, come noto, le ex colonie che hanno dato vita agli Stati Uniti d’America (e, per inciso, tredici, a ricordarle e celebrarle, le strisce orizzontali nella bandiera USA).

Ebbene, tra queste, solo il Rhode Island, il Maryland e la Pennsylvania non proibivano all’epoca l’esercizio della religione cattolica!

E si pensi che ancora a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento alcuni estremisti sostenevano che i vescovi avrebbero dovuto essere iscritti negli elenchi dell’Attorney General (in buona sostanza, il Dipartimento di Giustizia) come ‘foreign agents’ in quanto dipendenti da una potenza straniera quale doveva essere ritenuta la Santa Sede.

I dati di cui disponiamo ci dicono che i cattolici erano meno di trentamila nel 1790 e che i preti erano solo venticinque.

Nel successivo 1818, l’arcivescovo Ambrose Marshall informava Roma del fatto che in tutti gli USA i fedeli erano centomila circa e i sacerdoti cinquantadue.

Fu però solo nella seconda metà dell’Ottocento che con l’arrivo di folle di immigrati irlandesi, tedeschi, franco canadesi, italiani, polacchi, lituani, ungheresi e messicani il numero dei cattolici si moltiplicò.

I nuovi venuti erano in larghissima parte dei poveri diavoli che quando andava bene balbettavano un inglese pessimo.

Offrendo, pur di guadagnare un tozzo di pane, le braccia al ribasso, svalutavano le paghe la qual cosa non gli faceva guadagnare il favore degli altri.

Ci volle tempo, molto tempo, perché le cose, socialmente parlando, cambiassero.

Dal punto di vista numerico, l’incremento fu tale che nel 1928, allorquando per la prima volta un cattolico – un ‘papista’, secondo i suoi denigratori e gli avversari – il democratico Alfred Smith ottenne la nomination per poi essere sconfitto a novembre dal repubblicano Herbert Hoover, ben il sedici e mezzo degli americani, cioè poco meno di venti milioni, erano fedeli del papa romano.

Trent’anni dopo, il loro numero fu ufficialmente fissato a 39.505.475 e la loro percentuale salì a quasi il trenta per cento.

Nel momento in cui John Fitzgerald Kennedy, provenendo dal Massachusetts, Stato da sempre assolutamente protestante, cominciava a farsi largo sostenuto dalla immensa fortuna economica, peraltro di origini assai sospette, del padre, l’arcidiocesi di Chicago poteva contare su oltre due milioni di fedeli, quelle di Boston e di New York su all’incirca un milione e mezzo.

In tutti gli Stati Uniti, trentatre arcivescovi, centoottantasette vescovi, cinquantaduemila preti.

Favorito anche dalla decisione presa in quel 1960 da Richard Nixon e dai repubblicani di non usare la religione a scopi elettorali, Kennedy volle sgombrare da subito il campo dichiarando di non voler essere affatto identificato come ‘il candidato cattolico’.

Come già detto altrove, il vecchio ex presidente Harry Truman, con una battuta diventata subito celebre, su questo crinale, gli diede in sede di convention a Los Angeles una grossa mano dicendo che quel che lo preoccupava non era l’influenza che avrebbe potuto avere il Papa sul futuro presidente quanto quella che avrebbe potuto esercitare il di lui padre (“It’s not the Pope I’m worried abaut, It’s the Pop”).

Passeranno quarantaquattro anni prima che nel 2004 un altro cattolico riesca a ottenere, sempre tra i democratici, la nomination.

Si tratterà di John Kerry – oggi, segretario di Stato nella seconda amministrazione Obama.

Vincerà le primarie ma sarà dipoi nettamente sconfitto da un George Walker Bush alla ricerca di un secondo mandato.

(Da: www.dissensiediscordanze.it)

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Della Porta Raffo

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti