
L’opposizione sapeva benissimo che, col voto segreto, ci sarebbero stati i franchi tiratori. Ma non per dissenso politico verso il governo. Bensì per puro e semplice spirito di autoconservazione (quanti di loro sarebbero eletti con le preferenze?).
Il risultato, oltre all’indecente e giubilo finale, è un’occasione persa per sanare un vulnus democratico che ha logorato e delegittimato il parlamento portando l’astensione ai massimi storici.
Il che, evidentemente, a un’opposizione profondamente conservatrice (nel senso più deteriore del termine) va bene assai.
Infatti non avevano presentato alcun emendamento sulle preferenze.
Preservare la palude, per loro, vale ampiamente il gusto di “aver mandato sotto la Meloni”.
Per fare cosa? Boh…
Stefano Pillitteri

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