
Non si tratta di un incidente di percorso sulla strada lastricata di successi ma quello della maggioranza di governo e della sua premier si tratta di una sconfitta politica bell’e buona che apre virtualmente l’inizio della fine della legislatura nel peggiore dei modi ovvero con la crisi interna alla maggioranza oramai conclamata.
L’inganno tentato ancora in queste ore da Giorgia Meloni, ovvero quello di ritenere che il cuore di una Riforma della Legge Elettorale, partorita nell’ultimo anno di legislatura come scudo dalle insidie di quella vigente , fossero le cosiddette preferenze non può reggere a lungo.
Sul Premierato coatto, sui premi di maggioranza generosi ed abnormi é calata la scure dell’insoddisfazione dei partiti minori della maggioranza (FI e Lega) e c’è chi sospetta persino di una eutanasia procurata ( come nel caso Ranucci) per far finire in fretta la recita e precipitare ad elezioni quasi immediate per cogliere in contropiede le opposizioni impreparate.
É accaduto invece, al contrario, che la compattezza parlamentare delle opposizioni ha rigenerato un quadro di coalizione alternativa che sembrava essersi sbiadito per via delle numerose false partenze; Si tratta di ricostruirne il profilo di Governo depurandolo da tutti gli inutili e controproducenti eccessi verbali a scopo propagandistico su questioni tutt’altro che secondarie, ma dinanzi ad una crisi così evidente del centrodestra italiano l’alternativa deve dare segnali di esistenza reale e non virtuale. Dopo quattro anni il cdx mostra un bilancio magro, una perdita di credibilità e di equilibrio tale che ha persino generato dal suo seno il mostro di una destra populista, razzista, intollerante perdipiú guidata da una figura tragica e grottesca come quella del “generale” Vannacci in coerente collegamento con le potenze autocratiche che insidiano l’Europa e l’Italia con la loro Guerra Ibrida (per ora);
L’eco dei cupi linguaggi hanno risuonato anche nell’aula, che Meloni ha ridipinto come “una palude”, non aggiungendo “sorda e grigia” solo per decenza; si sono sentiti cori per “Hitler” e promesse di rappresaglie contro i “traditori badogliani”
Il Ministro dell’Agricoltura, meno preoccupato di noi per la crescente siccità che colpisce i raccolti, ha promesso che andrà a cercarli ad uno a uno.
L’intuitivo Magi ci aveva invitato a promuovere un sit-in che si sarebbe dovuto protrarre nella notte per opporsi civilmente alla Legge confezionata su misura per Giorgia Meloni; non era cominciato il raduno delle minoranze extraparlamentari che é arrivata l’eco della sconfitta parlamentare che archivia la legge di ispirazione Orbaniana in stile Acerbo con le preferenze finte, il nostro Maraio ha avuto tempestività nel dire che più che la “Notte della Democrazia” si era convenuti per auspicare un “nuovo inizio”; un Alba possibile dopo il tramonto; e tutto questo avveniva mentre il “sole rideva calando dietro” il Parlamento.
Bobo Craxi

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