Come è arcinoto, il nostro è uno Stato di polizia, perennamente alla vigilia della sospensione di ogni garanzia costituzionale. In queste condizioni si trova sino dal giorno immediatamente successivo alla fine della seconda guerra mondiale. Pare che anche prima della guerra, nel ventennio fascista, le cose non andassero troppo bene dal punto di vista della democrazia. Ma di questo poco si parla o addirittura si tace, da quando gli eredi del fascismo sono stati riammessi a pieno titolo nel circuito democratico essendo il loro contributo indispensabile alla nascita della “seconda repubblica”.
In ogni caso, da oltre sessanta anni, questo è lo Stato di polizia nel quale mettere sotto processo e condannare i vertici delle nostre innumerevoli “forze dell’ordine”, Carabinieri, Polizia, Finanza, Guardie Forestali, Servizi segreti civili, Servizi segreti militari, Servizi segreti deviati, è perennemente all’ordine del giorno.
A questa simpatica consuetudine non è sfuggito il più grande tra i grandi superpoliziotti contemporanei: quel Gianni De Gennaro che è stato capo della Polizia dal 2000 al 2007 e al quale, in maniera bipartisan, viene riconosciuta la paternità di tutte le più grandi operazioni di polizia ed intelligence compiute in Italia e all’estero negli ultimi venti anni.
De Gennaro, infatti, è stato condannato in appello ad un anno e quattro mesi di reclusione per istigazione alla falsa testimonianza nei confronti dell’ex questore di Genova Francesco Colucci nel processo per l’irruzione alla scuola Diaz durante i disordini del G8 nel 2001.
La sua condanna, come quelle di altri esponenti delle forze dell’ordine in tutti questi decenni, possono suscitare reazioni contrastanti: che siamo in uno Stato serio nell’amministrare la giustizia, chiunque sia imputato; che si tratti delle solite faide interne ai corpi dello Stato; che se avessero condannato poliziotti che avevano represso allo stesso modo disordini di estremisti di destra sarebbe scoppiato un casino, etc.
Insomma, tutto ma non che viviamo in uno Stato di Polizia. Più credibile chde siamo in uno Stato da operetta.
UNO STATO DI POLIZIA CHE CONDANNA I POLIZIOTTI !
A questa simpatica consuetudine non è sfuggito il più grande tra i grandi superpoliziotti contemporanei: quel Gianni De Gennaro al quale viene riconosciuta la paternità di tutte le più grandi operazioni compiute in Italia e all’estero negli ultimi venti anni.

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