Il denaro e la Chiesa cattolica non ebbero mai un buon rapporto come col sesso; d’altronde, essendo i veri poteri forti difficili a governarsi.
Papa Francesco, nei tentativi a suo tempo approntati, tutti andati a vuoto, nell’ incanalare un Istituto anomalo anche per il sistema bancario europeo, preso dallo sconforto ebbe ad esclamare: “Gesù Cristo non aveva una banca” . Come le tante espressioni “ a braccio” del Papa non bisogna darle il crisma dell’infallibilità. Sono battute. E anche in questo caso va pure ricordato che se non proprio una banca Cristo un tesoriere del gruppo l’aveva in Giuda Iscariota; non che fosse il primo amministratore delegato dello Ior, ma i conti in tasca ai seguaci del Messia li sapeva fare:
“Allora Giuda Iscariota , uno dei suoi discepoli , che doveva poi tradirlo , disse.<Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darlo ai poveri? Questo egli disse non perché l’importasse dei poveri , ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa , prendeva quello che vi mettevano dentro>”( Giovanni 12, 4-6).
E anche nella moltiplicazione del pane e del pesce mi piace pensare che “il traditore”, in quel tempo ancora non dimissionario e in servizio attivo una mano al miracolo l’abbia pur data.
Nel marzo 2015 papa Francesco aveva incontrato il mondo delle Cooperative e molto correttamente aveva messo in guardia da quelle false che sfruttano l’uomo da quelle vere e in quell’occasione poneva anche sull’avviso che chi maneggia il denaro avesse l’accortezza di investirlo in modo che “ sia l’uomo a comandare sul capitale e non viceversa” e se ne uscì con un’altra frase ad effetto: “Il denaro è lo sterco del diavolo”, traendo da San Basilio Magno (329-378), e accusando il liberalismo delle aziende che producono e accumulano ricchezza per poi devolvere allo Stato la redistribuzione di parte del reddito tramite le tasse, in un circuito malato che fa sì che le aziende tendono a sfruttare il lavoratore per accumulare senza uscire da tale serpente che si morde la coda, cioè dall’egoismo delle persone e delle aziende che hanno al centro il dio denaro. Mentre l’impresa deve coinvolgere tutti nella crescita globale dovendo essere se stessa alla fonte già distributrice del profitto.
In fondo era uno dei primi attacchi al liberalismo, al capitalismo occidentale. Un Papa venuto “ dall’altro mondo” dove veramente il capitalismo è nudamente brutale fino all’assassinio di massa , ben conosciuto da Bergoglio che denunciava e denuncia questo Occidentale parimenti feroce e schiavizzante.
Lo farà mettere per iscritto alla Congregazione per la dottrina della fede quando approvò il 24 gennaio 2018 la Lettera Placuit Deo . Il Prefetto Luis Francisco Ladaria S.J., arcivescovo titolare di Thubica la presentò alla stampa il 2 marzo, di concerto con il segretario della Congregazione, Giacomo Morandi. Essa condanna solennemente il neopelagianesimo, secondo il quale l’individuo, “radicalmente autonomo, pretende di salvare se stesso, senza riconoscere che egli dipende, nel più profondo del suo essere, da Dio e dagli altri” e “si affida alle forze del singolo, oppure a delle strutture puramente umane, incapaci di accogliere la novità dello Spirito di Dio”. La Lettera sferza inoltre “un certo neognosticismo (che) presenta una salvezza meramente interiore, rinchiusa nel soggettivismo”. Le due eresie costituiscono “pericoli perenni di fraintendimento della fede biblica”.
Ne varietur: “la salvezza non si ottiene con le sole forze individuali, come vorrebbero il neopelagianesimo e lo gnosticismo che la vede come liberazione dal corpo: due concezioni con le quali non sono possibili né dialogo né confronti”. Le due eresie vanno pertanto isolate come causa di infezione mortale ed escluse dal “dialogo sincero e costruttivo con i credenti di altre religioni”.
Quindi uomini occidentali che vi date da fare per portare a casa pane e companatico non vi salverete se lo farete per voi soltanto con la mente rivolta al vostro piccolo ego.
Mentre prega con i fedeli delle religioni abramitiche, islamici inclusi, e apre gran braccia a tutti i culti pullulanti nel mondo, per gli “eretici” cioè i nuovi gnostici che pensano di salvarsi da soli e per i neopelagiani moderni, i malati da liberalismo e capitalismo, la chiesa di papa Francesco ribadisce la condanna senza appello. “Meglio atei che cristiani ipocriti”. Più chiaro di così ! Molti l’hanno capito e si sono subito iscritti fra gli atei trovando che sia troppo faticoso essere cristiani cattolici con questo Papa.
Ma il problema è come farà lo Ior a ritrovare la sua missione originaria? Che non sarà certo quella di Solidarnosc, né quella del Banco Ambrosiano, né di Marcinkus, né del commercio di armi o del finanziamento della pillola contraccettiva. Una banca quindi Etica?
Lo Statuto nuovo per ora pone la figura centrale del prelato Segretario in diretto contatto con Bergoglio e presente in ogni consesso dell’Istituto, dal Consiglio dei cinque cardinali, all’Amministratore generale…Egli è l’occhio, l’orecchio del Papa. Ma la Banca è banca e nasce per fare utili e farli per egoismo di bilancio o per piacere a Dio non mette al riparo l’Istituto da sbagli o cadute, anche se per la prima volta si annuncia una società di revisione esterna. Sarà anche indipendente? Sappiamo con quanta cura il Vaticano ammetta ambasciatori che non siano massoni al suo interno, più difficile sarà adottare lo stesso criterio per le società di controllo. Ne creerà una propria affidandola all’Opus Dei, con l’inevitabile conflitto d’interessi?
Staremo a vedere, intanto il diavolo, ridendosela, si nasconde nel denaro e nei forzieri dello IOR pronto a colpire con rostro e corna.
Guglielmo Adilardi

….continuano a lavorare con lo sterco ma cercano – senza riuscirci- di non sporcersi le mani….
“Meglio atei che cristiani ipocriti ? ..l ho sempre saputo, mon occorreva lo dicesse il capo degli ipocriti..