Bazzico (traduco: faccio tappa) spesso in sti giorni, per lavoro ma anche per mangiare, alla Festa dell’Unità provinciale di Bologna. La chiamano provinciale ma per stand, osterie, dibattiti e ospiti è sempre quasi nazionale. Soliti tavoli, soliti volontari, tortellini a volontà e bettole tipiche, ma si capisce che non è più la festa di una volta. La caduta della politica e l’allontanamento di settori sempre più vasti della società dalla vita dei partiti ha una sua ricaduta anche sulla vita delle feste. Sì, ovviamente, trovi il gruppo di militanti, i dirigenti di partito, i volontari che da decenni servono vino in caraffa e bollito misto, ma capisci perfettamente che non è più il clima di una volta. E se è così per l’organizzazione di feste di quella che fu la più grande organizzazione di feste di partito, cioè del vecchio PCI, immaginarsi le altre feste dei partiti nuovi o rinnovati!? Più che feste di partito, in cui ci si fidelizza, son feste di tutto: famigliole in cerca di una serata all’aperto, gruppi di giovani e ragazzi che vagano tra giostre e stand sociali, coppie che tanto un gelato si trova anche qui, gruppetti di militanti politici spaesati. Vedi la differenza nelle sale conferenze e dibattito e nei luoghi politici più stretti. Ai dibattiti sedie vuote, al ristorante argentino tutto pieno. E non solo: per la prima volta ristorante argentino a due piani. Incontri su tagli e scuola con 35 persone e la coda per l’anguilla di Comacchio alla brace con polenta, 12 euro. E’ normale. I partiti dicono sempre di meno, si va alla festa di partito con altro spirito con altro obiettivo. M’è capitato di moderare un dibattito su “Europa Italia Emilia Romagna tra diritti valori e sviluppo”, un titolo da richiamo!! Sala grande centrale abbastanza piena e con sindaci di città importanti come Ravenna e Forlì che non vedevano l’ora di finire , tuttavia, la litania del dibattito e immergersi nella kermesse della festa. Al dibatttito su donne e violenza venti ascoltatori fissi. Mah. Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, ha vinto la competizione per guidare il comune contro un rappresentante ufficiale del Pd. Così va il mondo. Amici e ospiti nello stesso partito. L’ultima volta che c’era tanta ma tanta gente, dice un militante con grembiulino bianco e occhi da tortellino, è stato quando c’era Massimo D’Alema. Beh quello sì che riempie. E poi anche Rosy Bindi richiama, ma come si va sotto un certo calibro, non solo politico ma di richiamo giornalistico, beh allora l’anguilla ha la meglio. “Stasera alla sala centrale dibattito sulla cultura ed enti locali, partecipano, Tizio, Caio, Pinco, Pallo ecc”. “Voglio vedere quanta gente ci va” dice un vecchio militante comunista e quasi si segna, che tanto qui i simboli si sono tutti mescolati. Viva la Festa dunque che non è più la festa di una volta, ma forse è meglio così. La festa vera della politica è sempre in rete o in tv.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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