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Unioni gay (civili quanto le altre): goleada per Renzi

Massimo risultato con il minimo sforzo. Dopo anni di discussioni e di tentativi andati a vuoto, entro la primavera l’Italia avrà una legge sulle coppie gay.

di Daniele Marchetti | 27 Febbraio 2016

Tutto come da copione: come l’articolo 18 non poteva essere abolito se non dalla sinistra, le unioni gay non potevano essere approvate se non da un cattolico (non troppo adulto alla Prodi) boy-scout.

Un vero colpo da manuale per il Capo del Governo che ha sempre interpretato la legge sulle unioni omosessuali come un dazio da pagare alla sinistra tanto da scendere in campo solo a cose fatte (dai suoi fedelissimi capeggiati, in questo frangente, dalla fiorentina De Giorgi); ovvero dopo lo stralcio definitivo ed assoluto (nessuna mediazione su questo punto era culturalmente plausibile per l’ex sindaco) della stepchild adoption.

Gestione perfetta destinata a rafforzare il Governo, la maggioranza ed a seppellire sotto una coltre di fango gli avversari al momento più temibili: il Movimento Cinque Stelle.

Massimo risultato con il minimo sforzo. Dopo anni di discussioni e di tentativi andati a vuoto, entro la primavera l’Italia avrà una legge sulle coppie gay: Renzi 1 avversari 0.

Una legge assai edulcorata: senza equiparazione tra le unioni omo-sentimentali ed il matrimonio e, soprattutto, senza l’indigesta (anche a gran parte della sinistra) adozione del figliastro, in modo da salvaguardare i buoni rapporti con gli alti Uffici d’Oltretevere: Renzi 2, avversari 0.

Ma anche una legge approvata grazie alla forte leadership esercitata dal Premier (ormai capo indispensabile al PD) a fronte di una goffa quanto patetica figuraccia -l’ennesima- rimediata dalla sinistra PD (Zanda, Cirinnà, Speranza, Gotor tanto per non fare nomi) nelle trattative con i Cinque Stelle: Renzi 3, avversari (anche interni) 0.

Quindi una legge collegiale, non iscrivibile interamente al PD ma, grazie al voto di fiducia che Renzi ha voluto per far compromettere pressoché tutti i centristi di governo, una legge di maggioranza in grado di ridimensionare le esultanze alfaniane e di ridistribuire su tutto l’arco governativo gli eventuali malumori dell’elettorato cattolico: Renzi 4, avversari (anche di governo) 0.

Infine ai brontolii della sinistra sinistra, quella che vedeva nel Ddl Cirinnà una mediazione al ribasso, un compromesso appena appena accettabile, Renzi ha consegnato i Cinque Stelle da far fritti alle prossime amministrative: Premier 5, avversari 0.

Ma non è tutto! Renzi ha anche allargato la maggioranza (i verdiniani per la prima volta hanno votato la fiducia al Governo entrando di fatto in maggioranza) senza colpo ferire: rendendo superflui i voti di Ala (ovvero senza pagare dazio a Verdini & c.) ed evitando -con tanti saluti per mister Brunetta- ogni dibattito parlamentare sul cambio di maggioranza.

Tutto davvero troppo facile: abilità del Premier o imbarazzante pochezza del resto?

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, capo del governo, fiorentina, governo, leadership, movimento, pd, prodi, renzi, speranza, voto di fiducia

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    28 Febbraio 2016 alle 17:15

    Scusi, ma direi che si tratti piuttosto di imbarazzante del premier. Approvare oggi in Europa, 2016, una leggina che da qualche diritto, ma che insiste nella discriminazione, equivale a essere in ritardo di 20 anni rispetto alla storia di altri Paesi europei, e lei la chiama una vittoria?!? Qui in Francia le unioni civili sono state discusse e approvate negli anni ’90! Oggi ormai esistono ancora (e sono valide per etero e omosessuali) ma affiancate dal matrimonio con adozione anche per le coppie gay.
    Renzi non aveva altra scelta, anche obbligato dalla Corte Europea che piu volte ha condannato l’Italia su questi temi. Diciamo che Renzi, 20 anni dopo che il muro della discriminazione è crollato fuori, si accinge ad aprire una breccia, ma è fuori tempo massimo.
    Sul resto delle leggi approvate, stendiamo un velo pietoso.

    Rispondi

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