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Nemtsov, un anno dopo l’assassinio

Nemtsov era il principale rivale politico che la grande Russia poteva sperare un giorno di veder succedere a Putin ed aprire finalmente la strada alla democrazia.

di Enrico Martelloni | 27 Febbraio 2016

E’ trascorso un anno dall’assassinio di Nemtsov compiuto a Mosca da sicari filo governativi dell’attuale Russia. A Mosca decine di migliaia di persone hanno ricordato l’omicidio dell’unico vero leader oppositore del regime di Putin.  Una vecchietta sudi un ponte che attraversa la Moscova, si è fatta fotografare con un cartello “Meglio morire che vivere in ginocchio”. Segno che molti si rendono conto che la politica criminale di Putin ha portato la Russia alla miseria, alla guerra non condivisa contro l’Ucraina e quella in Sirya a sostegno del regime di Assad. Nemtsov era il principale rivale politico che la grande Russia poteva sperare un giorno di veder succedere a Putin ed aprire finalmente la strada alla democrazia, allo sviluppo, fermando l’opulenta oligarchia che appoggia il suo potere tra FSB e malavita. Come decine di altri oppositori veri, non certo alla Limonov, sono caduti sotto il piombo dell’agguato, procrastinando ancor oggi, l’avvento della libertà e della giustizia, Nemzov è l’ultimo di un lungo elenco di assassini. Dall’inizio del secolo la Russia insanguinata da stragi e guerre, tuttora combattute, è implosa in una sorta di tirannia mafiosa dopo la caduta del” muro” e la fine del comunismo, o “verso il comunismo” come di solito proclamava per mezzo della Pravda (La Verità) e gli atri media di regime, l’avanzata e mummifica élite sovietica, fino all’ultimo segretario nazionale Gorbaciov autore della famosa Perestroika. Resta sempre chiusa in Russia la strada alla ricerca dei veri colpevoli, dei mandanti di quest’assassinio come per gli altri, mentre aumentano i sentimenti separatisti di varie parti dell’impero che vogliono l’indipendenza da Mosca.  Oggi la Russia non è più così forte militarmente da poter vincere in campo aperto, ma è insidiosa e gioca un ruolo tenebroso e violento contro l’Europa appoggiata da politici come Salvini e Le Pen ben foraggiati da Putin per le loro campagne elettorali anti europee che trovano linfa nella paura delle stragi come per Charlie Hadbo. Dal momento che il Mondo gli ha imposto l’embargo e limitazioni finanziarie per l’occupazione della Crimea e la guerra nel Donbass, Putin e gli oligarchi a lui affini, non hanno potuto ancora occupare la città di Mariupol, per il semplice fatto che penetrare nella valle d’Azov, in ucraina, per congiungersi con la Crimea, rischierebbe ora troppo, quando è più semplice arrivarci via mare dall’Abkhazia a nord est sul Mar Nero. L a Crimea è oggi di fatto isolata, priva di corrente elettrica ed acqua che proveniva dalla diga del Dineper, il grande fiume che attraversa l’Ucraina e si getta nel Mar Nero nei pressi di Kherson. Per ritorsione gli ucraini gli hanno chiuso l’accesso e i rifornimenti. A Putn interessa solo Sebastopoli, il resto della Crimea non gli preme.   E’ dal giorno dell’embargo alla Russia, riconosciuta colpevole ed aggressore, che sono accaduti gli attentati in Canada e in Australia fino ad arrivare a quelle di Parigi dove gli attentatori erano o ceceni di Kadirov, o uomini che avevano prestato servizio e formazione para militare nel paese caucasico dove è stata proclamata la sharia. Nemzov aveva preparato una documentazione precisa e dettagliata sull’aggressione russa in Ucraina fornendo precisi dettagli e prove della responsabilità russa e di Putin, sui carri armati, i lanciamissili e le truppe dislocate nel Donbass, e delle armi non convenzionali usate nei combattimenti, come ad esempio all’aeroporto di Donets’k oggi raso al suolo. L’assassinio di Nemtsov, aveva interrotto questa raccolta di documenti, ma la testimonianza è stata portata avanti dal suo successore e amico Ilya Ysahin che ha potuto ultimare e pubblicare i documenti che testimoniano l’aggressione di Putin in Ucraina denunciando la politica anti europea dell’attuale regime russo.

Pubblicato in : Editoriale, MaidanTag: Boris Nemtsov, comunismo, democrazia, mare, mondo, parigi, persone, putin, regime, sostegno, sviluppo, Vladimir Putin

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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