Alfano grida alla vittoria perchè ha limitato il danno, togliendo la possibilità al partner di adottare il figlio dell’altro (stepchild adoption) e togliendo l’obbligo alla fedeltà, che lo distingue dal matrimonio. ( per Alfano “loro” sono evidentemente una sottospecie umana ).
La parte moderata è contenta perchè è stata salvata almeno l’ultima parte dell’articolo 3. Quella che fornisce alle coppie gay un paracadute sulle adozioni, lasciando ai giudici la facoltà di decidere con le sentenze i casi in cui ammettere l’adozione agli omosessuali del “figlio del partner”. Legge 184/ art.44
Con un giudice tipo Alfano e un giudice laico avremo la dimostrazione che la “legge non è uguale per tutti”.
Resta però il cognome unico, la reversibilità della pensione e l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.
La minoranza Pd ha votato la fiducia, ma senza entusiamo: il Pd ha sbagliato a scegliere la strada al ribasso con Alfano. Ora non bisogna fermarsi. La battaglia per l’uguaglianza dei diritti è appena cominciata”. “Entro la legislatura anche la legge sulle adozioni”. Parole,parole,parole….
Di Verdini e dei suoi 19 mercenari si sapeva……..
L’illusionista ringrazia Grillo per aver favorito l’intera operazione che senza la sua “retromarcia” non sarebbe stata possibile.
In conclusione: la legge c’è. Lascia stare se è monca e giocata al ribasso,e precipita i figli delle coppie Gay in una situazione di cui un cattolico dovrebbe vergognarsi. C’è e prima non c’era. Punto.
Rimaniamo il fanalino di coda del’Europa ? Non dimentichiamoci che nel nostro Paese, fino a pochi anni fa, non si dava la morfina ai malati terminali perchè, come direbbe Alfano, è contronatura. Quindi di cosa ci lamentiamo.
Quindi inanelliamo anche questo risultato storico insieme alla riforma del senato, della scuola, del lavoro e, Corte Costituzionale permettendo, dell’Italicum.
Il Governo di centro? Esce rafforzato e marcia speditamente verso il 2018.
Ditemi se questo non è un capolavoro, in più, costruito per telefono satellitare mentre era in Argentina.

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