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Un’adunata di individualisti con un leader “non-protagonista”

di Paolo Marini | 21 Febbraio 2013

Per un Giannino che sta già pagando e vieppiù pagherà caro – comunque vada a finire – questo scivolone, molti altri si perdonano e/o fanno perdonare ben altre colpe.

elezioniIn questa Repubblica costantemente assediata da notizie di scandali e di abusi in danno dell’erario e della pubblica fede, fa sinceramente sorpresa l’accanimento di taluni verso Oscar Giannino. Vien da dire: da quali pulpiti! Il suo ‘peccato’, al confronto di altri, è perfino risibile. L’Italia, si sa, è il Paese di coloro che non possono essere meno che dottori. Chi coltiva grandi ambizioni non può fare a meno di esibire un titolo di alto livello e così, quando non ce l’ha, (magari) se lo inventa o lascia che glielo attribuiscano (perché ad ogni ambizioso, magari incauto, corrisponde perlomeno un premuroso adulatore). Conosco io stesso tanti non laureati che si lasciano chiamare “dottore”. E’ come se, essendo soltanto “ragioniere”, tu potessi al massimo aspirare alla quarta fila del palcoscenico, dove nessuno ti vede. O dovessi essere pervaso da un senso di inferiorità.

Ci vuole senso della misura: non si può umanamente ‘condannare’ un nostro simile per una tale debolezza. Questo è il Paese dove per il famoso ‘pezzo di carta’ si fanno follie e dove quasi nessuno condividerebbe una proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio, che invece avrebbe valenza pedagogica – oltre che talune importanti e sottaciute implicazioni.

Per un Giannino che sta già pagando e vieppiù pagherà caro – comunque vada a finire – questo scivolone, molti altri si perdonano e/o fanno perdonare ben altre colpe.

D’altro canto, mi pare invece di non poter esprimere apprezzamento per il comportamento del Prof. Zingales – semplicemente perché non mi risulta chiaro: è possibile che si sia accorto di tale ‘misfatto’ così a ridosso delle elezioni? E quand’anche così fosse, in tutta buona fede, voi vi sareste comportati come lui? Egli avrebbe potuto sollevare il problema all’interno della formazione politica, avrebbe forse dovuto esigere delle risposte con una scelta dei tempi e delle modalità più rispettosa dell’arduo lavoro svolto, non solo o non tanto dal leader ma anche dalle migliaia di sostenitori.

Tutto ciò detto, ritengo che la debolezza di “Fare per fermare il declino” non sia dissimile da quella di altre formazioni (e questa vicenda non fa che metterla vieppiù in evidenza): tutte imperniate sulla figura carismatica del leader, tutte verticistiche e calate dall’alto e così destinate a seguire (o scontare) le alterne fortune del leader.

Mi piace – per contrappasso – vagheggiare alla testa di un rassemblement, di un’adunata di incalliti individualisti, neppure un “matto” (vedasi l’articolo di Stefano Folli sul “Sole 24Ore” di oggi) ma fatalmente un “antieroe”, un autentico non-protagonista.

Pubblicato in : Editoriale

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Marini

    23 Febbraio 2013 alle 18:53

    Penso che Zingales poteva – anzi avrebbe dovuto – fare altrimenti. Confermo quanto ho scritto.

    Rispondi
  2. mario rossi

    22 Febbraio 2013 alle 21:02

    E’ ridicolo votare Giannino in queste condizioni, dimostra che è un mentitore seriale, e i giornalisti sono lì a difenderlo perchè ….in questo paese…. basta! con la dizione “in questo paese” si deve dire “qui in Italia”

    Rispondi
  3. valerio giannellini

    22 Febbraio 2013 alle 17:46

    non pensa che Zingales, nella sua posizione, non potesse fare altrimenti?
    non sono della scuola di Andreotti, rimango spesso fregato, ma non penso subito al peggio. E forse do un voto a Giannino ugualmente

    Rispondi

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