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Una targa offende ancora Calabresi

Lettera aperta al sindaco di Milano Letizia Moratti del segretario regionale del PLI, Mario Rampichini.

di Mario Rampichini | 8 Febbraio 2007

Gent. sig. Sindaco,

nell’aiuola verde di piazza Fontana ci sono due targhe, affiancate, entrambe dedicate
A Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico …

Ma quella apposta dal Comune lo definisce

…INNOCENTE MORTO TRAGICAMENTE..

mentre su quella collocata abusivamente dagli anarchici il 23 marzo 2006 si legge che Pinelli fu

…UCCISO INNOCENTE…

Ricordo che all’epoca sui muri di Milano comparvero le scritte, in
successione:

PINELLI E’ STATO UCCISO (la denuncia)
CALABRESI ASSASSINO (l’accusa)
CALABRESI TESTA DI CAZZO (l’insulto)
CALABRESI AVRAI LA TUA FINESTRA (la minaccia)

Sappiamo bene il seguito: l’accusa fu dimostrata falsa ma la minaccia fu eseguita.
La permanenza di tale falsa accusa in una lapide in bella vista in pieno centro, di fronte a un palazzo sede comunale, costituisce indubbiamente un’istigazione all’odio e alla violenza. E’ solo una delle tante, un’altra ben nota è la dedica di un’aula di Montecitorio a un giovane squilibrato assalitore dei carabinieri, che fortunatamente non riuscì nel suo tentativo omicida, ma purtroppo ci rimise la pelle. Anche e forse soprattutto da istigazioni di questo tipo nasce la violenza messa in atto da giovani e meno giovani sciagurati, come quelli che hanno assassinato un poliziotto a Catania e che nulla hanno a spartire con lo sport, il tifo, il calcio.
Perciò ritengo indispensabile rimuovere la suddetta targa accusatrice e La invito a farlo legalmente, adempiendo così la promessa del Suo predecessore, prima che qualche cittadino di Milano o di Opera, amante della verità e della decenza, provveda abusivamente.

Con la massima stima

Dr. Mario Rampichini
PLI Lombardia

Pubblicato in : Primo piano

Info Mario Rampichini

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gabriele Ariola

    9 Febbraio 2007 alle 15:54

    Pinelli e Vapreda,due innocenti morti innocenti.
    Uno volò dalla finestra.L’altro dopo,presumibilmente a causa di quanto subito.
    Mi faccia il piacere…diceva Totò.

    Rispondi
  2. Stefano Longo

    9 Febbraio 2007 alle 15:07

    Non credo ai miei occhi!
    Forse ho capito male! Togliere la targa dedicata a Pinelli? Quella targa offende Calabresi e la sua memoria? No, è uno scherzo vero? Il liberale parla di quel Pinelli che voleva dimostrare che la forza di gravità esiste? Ma si, con i tempi che corrono, leviamola e facciamone una più grande per il patriota Julio Valerio Borgherse o per la X MAS e visto che ci siamo, in questo periodio di revisionismo, perchè non cambiare sempre a Milano la dicitura da Piazzale Loreto a Piazzale Mussolini-Statista!!
    Pinelli è stato assassinato caro amico, Calabresi o non Calabresi Pinelli non voleva imparare a volare proprio lanciandosi dalla finestra della questura! Pinelli è stato una vittima di quegli anni. Io non so e forse non si saprà mai se è stato o no Calbresi ma una cosa è certa: Pinelli non voleva morire, proprio come Calabresi!
    E’ una vergogna che un “liberale” che legittimamente difende la memoria di un morto ammazzato, il commissario Calabresi, non faccia lo stesso per difendere l’omicidio politico dell’anarcosindacalista Pinelli.
    Con la speranza di aver capito male (temo di no) colgo l’occasione per esprime tutta la mia delusione: se questo è essere liberali poveri noi!
    Comunque, ora e sempre w Il Socialismo e i Socialisti e sono orgoglioso di essere stato iscritto al Psi che, proprio con l’allora Segretario Nazionale Mancini, denunciò per primo l’impossibilità di credere al teorema del suicidio e dichiarò, credo a un comitato centrale o a un Congresso:” non mi risulta che gli anarchici abbiano imparato a volare……eccezion fatta per i sogni”.
    Onore a Pinelli!

    Rispondi

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