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Pacs: Conformiamoci

Se questo significa riconoscere a tutti la stessa libertà di scelta di Chiara Boriosi

di Chiara Boriosi | 8 Febbraio 2007

Nei commenti agli articoli riguardanti i Pacs, alcuni lettori “accusano” – amichevolmente, si intende – la sottoscritta di non cogliere la volontà di omologazione e, dunque, l’istinto conformista, che attiene al mondo omosessuale, e quindi di condurre una battaglia ad occhi bendati, senza rendersi conto di quale sia l’obbiettivo finale. La cosa che induce a riflettere è che simile teoria accomuna lettori dichiaratamente laici a lettori dichiaratamente cattolici, e questo sarebbe già un buon motivo per chiedersi se per caso la benda del conformismo non stia sopra gli occhi di qualcun altro, ma ci interessa comunque affrontare questo argomento per capire come nascono certe pregiudiziali intellettuali che, di solito, non giovano a nessuno.
Desiderare un mondo di eguali non significa, neanche implicitamente, desiderare un mondo di cloni o, per meglio dire, di omologhi. Nessuno più di un liberale, infatti, è consapevole dell’unicità dell’individuo e del fatto che ognuno di noi, per sua stessa natura, costituisce un mondo a sé. Questa consapevolezza deve però per forza misurarsi con le dinamiche della vita sociale, ovvero con tutti quegli aspetti che costituiscono, caratterizzano ed infine regolano l’esistenza di una comunità che, nel caso di uno stato, racchiude in sé la vita di molti milioni di persone, individualità chiamate a far parte di un’entità più grande di loro. La concezione democratica che abbiamo abbracciato in tempi abbastanza recenti rispetto ad altri paesi europei, implica una serie di diritti e di doveri che, partendo dal presupposto del rispetto di alcuni principi basilari, ci rende eguali nelle possibilità di scegliere come ed a quali condizioni integrarsi con la comunità della quale facciamo parte. Ciò implica un principio fondamentale: la libertà di scelta, con il solo limite di non nuocere alle vite altrui. Allora, ci pare che una coppia di persone, siano etero od omo, che decide liberamente di condividere la vita, la casa, e tutte le forme sostanziali di reciprocità che un sentimento comune comporta, non si ponga il problema dell’omologazione, quanto piuttosto quello di attendersi, logicamente, dallo stato in cui vive un riconoscimento della propria scelta che, di fatto, non lede nessun diritto né causa danni a quelli altrui. Poiché stiamo parlando di libertà di scelta, è chiaro che non tutte le coppie compieranno lo stesso percorso, ma ci pare altrettanto chiaro che quelle che intendono dare una base solida alla loro stabilità affettiva abbiano il diritto di farlo. Non vediamo in tutto questo una corsa all’omologazione, né un bigotto desiderio di conformismo – solo una dignitosa, civile, giusta richiesta di pari diritti e pari tutele. Se i cattolici tacciono sul diritto dei deputati e dei giornalisti di disporre della loro pensione a favore di chi vogliono, non si capisce perché strepitino che, se tale diritto lo si riconosce alle coppie omo, si crea di fatto una voragine nei conti pubblici. Ma và, eppure non ci risulta che le pensioni di deputati e giornalisti siano pagate dal Vaticano. Dunque, nel sostenere la libertà di scelta di una coppia ed il diritto di tale coppia a tutelare la propria vita, ricordando per l’ennesima volta che il matrimonio non è per tutti e che non si può ricondurre la base sociale di un paese solo a simile istituzione – questa sì che è una volontà omologante – non c’è da parte nostra alcuna volontà di creare un mondo di conformisti tutti casa, chiesa, matrimonio e Pacs, quanto piuttosto la speranza che il nostro paese, peraltro con un ritardo abissale, si decida a riconoscere che la libertà di scelta è parte integrante di un patrimonio democratico che, forse, dobbiamo ancora finire di costruire. Non siamo teorici dell’anarchia, siamo perfettamente in grado di distinguere tra giuste aspettative e capricci momentanei, non crediamo ad un mondo “conformato” – ma crediamo, e crederemo sempre, alla libertà di scelta che, se ben esercitata, cioè nel rispetto di tutti, è la condizione indispensabile per poterci considerare individui portatori del bene insostituibile della libertà. Se agli occhi di qualcuno ciò significa surrettiziamente conformarsi, bene: conformiamoci, ovvero riconosciamo a tutti lo stesso diritto a decidere di sé, dei propri affetti e dei propri beni secondo ragione e non secondo dogma.

Chiara Boriosi

Pubblicato in : Primo piano

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Chiara

    12 Febbraio 2007 alle 18:25

    Caro Brigantesca, in Francia hanno risolto da tempi immemorabili il problema della laicità dello stato, mentre noi siamo ancora qui a chiedere permesso: perbacco, in fondo l’unità d’Italia l’abbiamo fatta espropriando terreni allo Stato della Chiesa, nato da un falso storico come la Donatio Constantini ma saldamente attaccato al proprio potere temporale. Chè delle anime, non so se hai notato, non gliene frega da gran tempo a nessuno. Il potere, solo il potere tradotto in imposizioni ferree e controllo totale, è l’obbiettivo dei pastori, un tempo di anime, oggi di pecore. Pensa se il Non possumus ci decidessimo a scriverlo noi, cittadini italiani, con l’intento di NON essere più sudditi ma padroni delle nostre vite…che gran giorno sarebbe, forse diventeremmo persino un paese democratico.
    Puccio, davvero non sapevi nulla dei privilegi pensionistici di deputati e giornalisti?! Guarda che non me li sono inventati io…dunque, informiamoci bene, che un domani potremmo capire che conformarci, a volte, è un atto di giustizia…

    Rispondi
  2. Brigantesca68

    12 Febbraio 2007 alle 16:32

    l’offensiva politica di questa Chiesa odierna é senza pari negli affari interni di uno Stato che dovrebbe essere sovrano.
    A questo punto a chi chiede progressione, cautela, calma, pazienza, tempo, rispondo che i tempi sono ormai passati, di fronte a tali atti si deve andare a fondo del problema se si vuol preservare il diritto di tutti i cittadini di vivere in uno stato Laico, oppure che si faccia entrare Ruini e Ratzinger ufficialmente nelle decisioni governamentali, almeno da togliere le ipocrise tutte.
    Dal mio punto di vista credo che quello che accade oggi in Italia ad opera della Chiesa Cattolica con connivenze politiche sia un fatto gravissimo, non oso pensare il putiferio che si scatenerebbe qui in Francia se i Vescovi puntassero ad avere valenza politica, indipendentemente dalla bontà delle loro idee.
    Nessuno vuol fare tacere nessuno, ma adesso hanno oltrepassato la misura, se uno Stato Laico ancora esiste in Italia che batta un colpo adesso o taccia per sempre.
    Approvo le dichiarazioni di Massimo D’Alema, si é oltrepassata la misura.

    Rispondi
  3. Brigantesca68

    12 Febbraio 2007 alle 12:29

    Signor Cartoni, lei ha scoperto che tutte le coppie non sono eguali, e bravo. Infatti anche tra le coppie etero esistono coppie ricche, coppie meno ricche, coppie povere, coppie belle e brutte, e persino coppie sterili, cioé che non sono previste per la riproduzione della specie, e nonostante questo sono come le altre nel diritto di adottare.
    Ritengo la soluzione della Spagna e dell’Inghilterra le piu’ giuste in fatto di uguaglianza, diritti e libertà, convinto come sono che per crescere sano un figlio ci si debba basare sull’armonia e amore con le quali due persone, independentemente da cosa abbiano tra le gambe, costruiscano la loro vita di coppia.
    Sugli insetti colorati, Cartoni, io sono una coccinella rosa fuxia.

    Rispondi
  4. Puccio Cartoni

    11 Febbraio 2007 alle 19:35

    Vedendo in televisione la scenetta pubblicitaria per la 307 Peugeot .mi sono sorpreso a chiedermi se il famoso “brigantesca”, dallo pseudonimo tanto minaccioso , possa tendere ad essere la coccinella rossa o quella gialla….
    Bo ! Chi …volesse indagare ,perderebbe comunque il suo tempo ,penso ,non essendo le caratteristiche sessuali di tali insetti coleotteri di immediata appariscenza. Comunque ,come dice Chi.Bo, ognuno deve essere libero di accoppiarsi nei modi e termini che preferisce. Ci mancherebbe, e che diamine ! Tale libera scelta va sicuramente salvaguardata ; se non esiste legge in merito ,sia prontamente fatta !….Essa dice ancora”una coppia di persone, siano etero od omo, che decide liberamente di condividere la vita, la casa, e tutte le forme sostanziali di reciprocità che un sentimento comune comporta, non si ponga il problema dell’omologazione, quanto piuttosto quello di attendersi, logicamente, dallo stato in cui vive un riconoscimento della propria scelta che, di fatto, non lede nessun diritto né causa danni a quelli altrui.” Fin qui ci siamo pienamente. Ma poi si va più a fondo ( in senso oratorio ,non sessuale !) : …”Poiché stiamo parlando di libertà di scelta, è chiaro che non tutte le coppie compieranno lo stesso percorso,(come già detto,e secondo libera scelta n.d.r.) ma ci pare altrettanto chiaro che quelle che intendono dare una base solida alla loro stabilità affettiva abbiano il diritto di farlo.” . Ed eccoci…..e come ?…”con una dignitosa, civile, giusta richiesta di pari diritti e pari tutele.”Pari a chi ,o che cosa ? Individualmente non mi risulta esistano eccezioni di diritto civile ,individuanti cittadini di serie B : …Tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge ,senza distinzioni…. E però c’è un però : in similari affermazioni si passa subdolamente ,senza parere , dal singolo alla coppia. E si chiede quindi che tutte le coppie siano eguali. Ma qui casca l’asino….mica tutte le coppie sono eguali ! Alcune divergono per categoria di appartenenza (mi si dice quelle giornalistiche ed onorevoli ,ma –giuro- non lo sapevo ),altre sicuramente per potere d’acquisto ( e quali le responsabilità ,in questi casi ? Della Chiesa Cattolica ?) ;altre –evidentemente per legge naturale ( illuminante al proposito ,l’intervista del Vernacoliere –giornaletto dissacrante livornese- al pontefice tedesco : “bambini non nascono da culo !”) .
    Ora ,si può anche concordare su “non si può ricondurre la base sociale di un paese solo a simile istituzione ( la Chiesa romana ,n.d.r.) “ ,ma basta togliere quel “solo” e si nota la tendenza dell’affermazione ad ergersi come condanna ad escludendum del diritto di parola altrui ( e di religione ,nel caso ). In termini logici ,si ha la pretesa di sostituire un credo ad un altro. Profeti di un credo mascherato da “laico”,contro esecrandi profeti di un regno “non di questo mondo “. E questo in nome del “bene insostituibile della libertà”. Ma contro alle leggi di natura e sociali ,che affidano da sempre (anche se non saprei dire esattamente da quando ) alla coppia etero un compito insostituibile ( e non omologabile ad altre coppie ) : quello di perpetuare e la specie e la società . Con relativi e funzionali diritti e doveri ( le regole giuridiche ,da omologare ) .Che si può fare per modificare questa assurda ,differenziale ed ingiusta regolamentazione ? A me sembra che occorra andarci cauti ,prima di sventolare le bandierine multicolori : andando troppo avanti ,c’è il serio rischio che i “brigantesca” et similia vengano minacciati di estinzione ( se l’intervista del Vernacoliere dice il vero)! Sarebbe un danno enorme , e per certi aspetti una forma di genocidio !
    “Non siamo teorici dell’anarchia, siamo perfettamente in grado di distinguere tra giuste aspettative e capricci momentanei”. Sicuro ! Basta accordarsi sul significato di quel “giuste “ : non si può portare avanti discorsi se non si parla la stessa lingua !
    . “Se agli occhi di qualcuno ciò significa surrettiziamente conformarsi, bene: conformiamoci, ovvero riconosciamo a tutti lo stesso diritto a decidere di sé, dei propri affetti e dei propri beni secondo ragione e non secondo dogma. “.Ed in che cosa questo “diritto a decidere” appare attualmente contestato,rispetto agli altri cittadini ? O è una pretesa di benefici aggiuntivi ….?

    Rispondi
  5. Antonio Dani

    11 Febbraio 2007 alle 15:17

    No,no,no,no, caro Brigantesca, lei non ha capito nulla, non solo non ha risposto alla mia domanda, ma nemmeno ha compreso perché l’ho posta, rifugiandosi nei compartimenti stagni degli argomenti in tema e fuori tema. Tutto è contemporaneamente in tema e fuori tema, bisogna capire perché. Nazismo, fascismo, comunismo, roba vecchia? Ma che dice, che dice? Lei crede che l’attualità esista, vero?Basta, autorizzo qualsiasi lettore di “Pensalibero” a darmi di imbecille se spenderò una sola altra parola con lei. Antonio Dani

    Rispondi
  6. brigantsca68

    11 Febbraio 2007 alle 14:38

    Mi scusi Dani, credo che lei sia andato completamente fuori dai binari, qui si parlava di diritti omosessuali, il capitolo tedesco l’ho aperto solo per specificare una cosa che evidentemente lei non ha capito, semplicemente il fatto che chi aspiri ad essere cittadino tedesco deve tra le altre cose accettare la convivenza pacifica con gli omosessuali, e questo era riferito a quegli islamici che vogliano installarsi laggiu’.
    Su tutto il resto non mi pare sia la pagina appropriata per parlarne perché é un altro tema.
    I tedesci si é vero soffrono di qualche complesso ancora, e i perseguitati di allora talvolta si sentono in dovere di potersi permettere qualsiasi cosa passi loro per la testa facendo perno proprio su quegli eventi storici….ma guardi, io in Germania ci abito praticamente, essendo al confine e recandomi là quasi ogni giorno, senza contare che spesso sono a Colonia, Francoforte Amburgo e Berlino….trovo che sia uno splendido Paese e che le condizioni generali di vita e la qualità dei servizi sia anni luce da cio’ che si trova in Italia, mi spiace doverlo riconoscere, ma é cosi.
    Sul resto, direi, roba vecchia ormai, ragionare ancora su nazismo, fascismo o comunismo lascia il tempo che trova.

    Rispondi
  7. Antonio Dani

    11 Febbraio 2007 alle 11:31

    Caro Brigantesca68,
    chiudiamo almeno una volta con gli omo e gli etero, e parliamo di qualcosa, questa volta sì, molto, molto più importante. Tu hai incautamente ricordato le libertà tedesche per gli immigrati. Ora se mi citi Francia, Gran Bretagna o altri, taccio, ma sulla Germania no, élevo la mia protesta! Al centro d’Europa sta un pauroso buco nero che una volta si diceva Germania, quel buco nero fu ad arte organizzato dopo il maggio del 1945 ed oggi l’incosistenza europea ne sconta le conseguenze, e ancora nessuno ne parla. I tedeschi, caso unico nella storia, si vergognano di se stessi, le persecuzioni naziste da delitto sono state trasformate in metadelitto, presto il 27 gennaio diventerà una festa religiosa, unico problema l’edificazione d’un rito condiviso, che i poveri tedeschi prima o poi ci regaleranno, rispolverando la “Sehnsucht” pur di essere liberati. Ma il metadelitto rende bene, e il processo dissolutore di un ex popolo prosegue, tutti concordi, vaticanisti e sinagogali, liberi scambisti e oppositori dell’obbligo, omo e etero, marxisti e destroni infurbiti, tedeschi in testa. Tu vedi come Ratzinger faccia le capriole perché la stampa più becera non pubblichi più la sua foto tessera di ragazzo arruolato nei servizi civili territoriali del III Reich. E’ un esempio emblematico. Sei persona intelligente e ben comprendi che il buco nero al centro d’un’Europa, che non esisterà mai se non per ingrassare gli euroceti, quel buco nero non si misura rispetto a Hitler o Bismarck, bensì in quanto la Germania, oserei dire il pangermanesimo se si capisse che questo solo nella sua involuzione fu nazionalista, in quanto la Kultur ci ha dato, e non solo di libresco, alto e individuale ma anche nel sociale, diritti sindacali, sanità, scuola, università, ricerca, insomma la “deutsche Weg des Lebens”, abissalmente più vera, ricca e legittimata dell'”american way of life”. La tragedia del XX secolo fu il risultato bellico del 1918, quando la nazione più avanzata della terra venne assoggettata fino a provocarne la reazione nazista traformando la “deutsche Weg” in caricatura folcloristica, quella propagandata dai “media” e assunta generalmente come immagine dell’eterna Germania da abbattere. Non solo: il 1918 aprì la questione israelo palestinese con la sconfitta turca alleata degli Imperi Centrali, sconfitta stranamente anticipata dalla sciagurata guerra italo turca del 1911; Il 1918 interruppe il processo liberale in Italia, per non parlare dello sfacelo in Russia e dell’ingresso americano in un’ Europa già in brache. Conclusione. Ciò di cui parlo va ben oltre le diatribe su revisionismo e negazionismo, è un problema immenso che non deve accendere rivalse demenziali ma dare carburante al pensiero critico, la vera e salutare rivalsa. Così quando mi sventoli le libetà germaniche nei confronti degli immigrati devi sapere che sventoli le libertà di un popolo che non esiste più, i tedeschi, combattutti tra il modello parigino, quello newyorkese e l’incipiente moscovita, incapaci di pensare la propria condizione miserevole e costretti a una recita storica per ingoiare un diktat antropologico. Questa recita coinvolge da sessant’anni le due Germanie e poi la sua unità, la stessa immigrazione turca, abbrivio dell’antica alleanza militare, ha avuto lo scopo di porre un cuneo irreversibile nel “volk” troppo pericoloso e assolutamente da spezzare con l’individualismo del mercato che solo l’ignoranza e la malafede equiparano ancora alle libertà. Ti prego di rispondermi a questa domanda con un sì o un no, senza tergiversare nel giochino dei punti di vista:
    ti va bene che le libertà “tedesche” sugli immigrati siano state pagate con la scomparsa dei tedeschi e la mutilazione inguaribile dell’Europa? E leggimi bene prima di rispondere, esci dalla tua generazione, da quella dei padri e da quella dei figli, e ti prego, solo un sì o un no, e soprattutto senza appellarti alle leggi naziste contro gli omo, perché significherebbe o che io parlo a vanvera o che tu non capisci quasi nulla. Antonio Dani

    Rispondi
  8. Gabriele Ariola

    9 Febbraio 2007 alle 17:08

    Nulla di nuovo.La montagna ha partorito il topolino,come temevo.
    Ripeto di essere per la gradualità……..ma bisognerebbe iniziare in modo credibile.

    Rispondi
  9. Chiara

    9 Febbraio 2007 alle 15:27

    Brtigantesca, alla tua strepitosa arringa, va aggiunta, DICO io, solo una cosa: come se i matrimoni di interesse, puramente etero e benedetti dalla Chiesa, non fossero mai esistiti a questo mondo…

    Rispondi
  10. brigantesca68

    9 Febbraio 2007 alle 01:42

    Proprio a proposito di questo articolo, pare davvero che questo governo abbia, dopo lungo e doloroso travaglio, partorito qualcosa di simile ai PaCS, che ancora non ho capito perché abbiano chiamato DICO e non so se questa sia la sigla di qualcosa tipo Diamo Il Contentino (agli) Omosessuali, appunto DICO, oppure la prima persona singolare del verbo DIRE, Io DICO (magari che sto assieme a qualcuno…), ma questo non é un problema che mi sta particolarmente a cuore, che lo chiamino come vogliono, purché sia il germoglio di qualcosa di piu’ solido in futuro di quanto la pachidermica nazione italica abbia saputo fare fino ad oggi.
    Dunque, non ho ancora letto bene…sembra che prima dei tre anni dichiarati di vita comune non si abbia alcun diritto (e qui si comincerà con la tiritera delle discriminazioni, a questo punto legalizzate), e per altri nove anni ancora non so cosa….e poi forse dopo le “nozze d’oro” il Comune inviterà i due supersiti per offrire loro una torta di festeggiamento del DICO, azzurra per i maschietti decrepiti e rosa per le arzille vecchiette… ma insomma, cerchiamo un po’ di sdrammatizzare con un sorriso su questa questione.
    Per gli omosex desiderosi di avere qualcosa di concreto e di averlo subito continuo a consigliare la via del San Gottardo, o del Frejus, o il primo aereo per Madrid o Londra e Berlino e di sperare che cupido passi da quelle parti insieme a loro, altrimenti di mettersi l’animo in pace e di stare a vedere, DICO io, di cosa appunto questo dico si tratti!
    Per tornare su un tono piu’ serioso, vorrei ricordare alcuni punti che sono sventolati dai teocon, dai bigotti, dai timorosi di Dio e da tutti gli altri contro le unioni gay e ricapitolarli, cercando di dimostrare quanto le loro paure siano infondate!
    1) l’unione legalizzata dei gay minerebbe la famiglia tradizionale! FALSO, basta mettere il naso fuori dall’Italia, in tutti i paesi europei dove esistono leggi in tal senso da piu’ o da meno di dieci anni per capire che niente é cambiato, e che ci si continua a sposare tradizionalemente, cosi come a divorziarsi.
    2) L’unione legalizzata dei Gay diseduca i giovani, FALSO, li educa invece al rispetto degli altri in senso lato, li aiuta a non temere per la loro sessualità che sarà comunque rispettata e pian pianino sradicherà il male che si chiama omofobia e del quale evidentemente moltissimi sentirebbero la mancanza -per fortuna!
    3) L’unione legalizzata tra omosessuali impoverisce lo Stato che dovrebbe trovare altri soldi FALSO e IPOCRITA; i soldi ci sono sempre, quel che manca é la volontà di fare le cose. Legalizzare anche l’unione omosex darebbe invece slancio all’economia perché consentirebbe la possibilità di progetti di coppie gay per acquistare case, per fare viaggi, per spendere insomma con beneficio di tutti, Stato compreso.
    4) Legalizzare le unioni tra due uomini o due donne provocherebbe pacs di massa che farebbero cio’ solo per risparmiare o avere diritti, FALSO, qui oltre al danno, la beffa. Ci si unisce legalmente se c’é prima un sentimento solido (che mi pare si chiami amore…) e una volontà di vita comune, sarebbe come pensare che perché esiste il matrimonio per gli etero non esistessero piu’ i single e che tutti si accoppiassero per finta solo per avere le case popolari, o per pagare meno tasse, fantascientifico e immensamente idiota!
    Purtroppo anche con i PaCS esisteranno sempre scapoli e zitelle, cupido non lo si incontra per forza, e questo vale per tutti i sessi, senza contare che in tantissimi ,etero o gay, l’idea di legarsi legalmente non sfiora neppure il cervello!
    5)L’unione legalizzata tra omosessuali renderebbe l’occidente senza principi e preda del fondamentalismo islamico, FALSO, si farebbe solo capire loro a quanti anni luce di distanza essi sarebbero dalla civilizzazione. In un modulo che viene dato ai musulmani che vogliano stabilirsi in Germania viene esplicitamente mostrata una foto di due uomini mano nella mano per strada, anche questa, come tantissime altre, é una condizione per poter divenire cittadino tedesco, quindi si obbligano persone di culture diverse ad accettare le nostre, come appunto tollerare una coppia gay, non picchiare le donne, e non imporre il velo.
    Al momento non mi vengono in mente altre cose, tranne la solita lagna del “contro natura” ,arma spuntata e priva di riscontri scientifici, usata per centinaia di anni per impedire ad una minoranza di avere il minimo diritto morale e materiale.
    Forse siamo giunti al giro di boa?
    Penso di si, qui lo DICO e non lo nego!

    Rispondi

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