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Una riflessione sulla riforma del denaro liberamente circolante

Fare la riforma giusta, nel momento sbagliato, può produrre molti più danni che benefici. E non è certo con le multe che si può invertire questo vulnus.

di Alessandro Silvestri | 28 Ottobre 2019

Lo stato etico potrebbe anche funzionare ma ad alcune precise condizioni:
1) Che sia efficiente almeno quanto le imprese private.
2) Che abbia un costo sostenibile e certificato.
3) Che sia effettivamente meritocratico nella scelta del personale e dei funzionari. Che premi gli elementi migliori e sanzioni severamente gli approfittatori.
4) Che abbia una burocrazia capace di autolimitarsi e di ridurre costi e perdite di tempo inutili per il cittadino. (Il costo della burocrazia non viene mai calcolato dalle statistiche ma se lo fosse scopriremmo numeri allarmanti nel rapporto costi/benefici).
5) Che abbia un sistema detentivo capace efficacemente di ridare un futuro a chi ha commesso crimini.
6) Che abbia un sistema inquirente/giudiziario efficace soprattutto nella lotta al grande crimine, ma che sappia infondere fiducia e sicurezza nella vita quotidiana di tutto il paese.
7) Che abbia un sistema realmente progressivo di tassazione. Le imposte e le accise, così come sono formulate e applicate sono inique, perché mettono tutti sullo stesso piano. E’ scientificamente dimostrato che un’IVA bassa aiuta l’economia, tanto la macro che la micro.
8) Che abbia un debito pubblico sostenibile e non oltre un certo limite. In questo modo anche l’intervento della Stato sull’economia può essere efficace, altrimenti l’utilizzo del debito pubblico cessa di avere effetti virtuosi e genera il noto effetto della rana nella pentola.
9) Che abbia una classe politica effettivamente preparata (fin dalle scuole dell’obbligo) e formata a gestire le Istituzioni.
10) Che abbia un sistema di servizi pubblici equiparato al gettito fiscale incamerato.
Domande: l’Italia soddisfa (qui ed ora) queste caratteristiche e il suo Governo è in grado di chiedere ulteriori sacrifici alla popolazione?
Nella fattispecie della riforma del denaro, da circolante ad elettronico, si è prima preoccupato, o è in grado di intervenire in tempi rapidi, alla riduzione delle diseguaglianze sociali ed economiche, che negli ultimi 25 anni sono aumentate drasticamente?
Il sottoscritto è un socialista democratico, riformista, liberale e libertario; ed è fermamente convinto che soltanto la riduzione delle diseguaglianze può portare ad un mondo nuovo, con più giustizia e libertà per ciascuno e per tutti. Però a che punto siamo noi, oggi, di questo processo di progresso ed emancipazione della società italiana?
Perché, fare la riforma giusta, nel momento sbagliato, può produrre molti più danni che benefici, e non mi pare proprio che l’attuale classe politica (nella sua globalità) sia così tanto in grado di avere una visione, non dico a lungo termine, ma nemmeno a medio termine, ma viva (meglio dire vivacchia) in una indefinita e costante campagna elettorale, dove l’insulto e la demonizzazione dell’avversario sono la sfibrante regola.
Dove alla fine non si capisce più chi è responsabile di cosa.
Anche perché nel frattempo, ha magari cambiato lestamente colore della casacca, a seconda delle proprie, temporanee “necessità”.
E non è certo con le multe che si può invertire questo vulnus. Serve una profonda battaglia culturale, che riporti i politici più tempo sui banchi di scuola, che nei salotti TV.

Alessandro Silvestri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, battaglia, campagna elettorale, classe politica, costi, danni, debito pubblico, futuro, governo, italia, iva, mondo, mondo nuovo, multe, processo, scuola, società italiana

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

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