
Una fantasma si aggira per la penisola, una pubblicità di Esselunga in cui una bambina dice la più grande delle ovvietà: “Perché papà e mamma non tornano insieme?”. Il mezzo per far passare questo messaggio è una pesca, regalata a papà dicendo che la manda mamma. Ora, un messaggio del tutto banale viene contestato da più parti. I motivi principali mi paiono tre:
1. “Ecco, sempre coppie etero, mai coppie omogenitoriali”. Questa obiezione è sbagliata per ragioni di marketing. La pubblicità mira a vendere i prodotti Esselunga, tra i quali non figurano i bambini. Avrebbe, quindi, creato confusione se un prodotto comprato (la bambina) avesse regalato un altro prodotto comprato (la pesca) all’acquirente 2 da parte dell’acquirente 1. Pertanto l’obiezione non ha pregio.
2. “Ecco, sempre a colpevolizzare i genitori che si dividono”. Questa è l’obiezione più trasversale e meno ideologica. Espressa, tra l’altro da Selvaggia Lucarelli. Non voglio apparire greve, ma pensare che una bambina di quell’età non abbia tutti gli strumenti per valutare i motivi e chieda la cosa più naturale del mondo, ovvero avere i due genitori assieme, non sia un’accusa a nessuno. Ma su questo punto ci torneremo.
3. “Ecco, non si supportano mai le famiglie moderne”. Le famiglie moderne di norma non fanno la spese da Esselunga, probabilmente. O forse riceveranno un altro spot. Di sicuro vorremmo tutti molto più bene alle famiglie moderne se, cortesemente, la smettessero di pretendere di cancellare le altre perché, vedendole, si sentono in difetto.
In generale, ci sono quindi due scuole di pensiero: chi contesta per problemi ideologici e chi per senso di colpa. A meno che, ovviamente, non vogliamo dire che una pesca possa davvero giudicare qualcuno e farlo sentire in difetto. Lo scenario più probabile è che, dunque, in quel frutto si riversi quello che una vocina interiore urli costantemente a tutti i genitori moderni e con famiglie polinucleari (qualsiasi cosa voglia dire) ciò che passano la vita a negare. Ovvero che le scelte individuali, legittimi e talvolta sacrosante, hanno conseguenze anche impreviste.

In sostanza, questa società che chiede libertà infinite, ha dei grossi problemi a gestirne le conseguenze. E risolve il paradosso di una libertà senza responsabilità annichilendo il diritto di parola altrui. Ma se questo atteggiamento sui temi politici è necessariamente sfumato, sulle cose banali, naturali, umanamente normali diventa evidente e macroscopico. Come diceva qualcuno di molto più intelligente di me:
“La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.” G.K. Chesterton
Luca Rampazzo

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