
La New Generation Foundation annuncia al Teatro del MaggioMusicale Fiorentino la nascita dei Nouveaux Ballets Russes, una nuova compagnia internazionale riunita, sostenuta e finanziata interamente dalla New Generation Foundation. La Compagnia è formata da alcuni tra i più importanti danzatori di carriera e formazione internazionale; le audizioni per il corpo di ballo si sono tenute lo scorso 26 settembre presso il teatro del Maggio.
Chiaramente ispirati allo spirito internazionale che animò i celebri Ballets Russes fondati nel 1909 da Sergej Djagilev, tesi peraltro ad abbattere i confini fra diverse discipline artistiche, i Nouveaux Ballets Russes intendono ridare vita al repertorio classico, tramite interpretazioni innovative e di intenso impatto visivo, in cui la danza dialoga, oltre che con la musica, anche con le arti visive, la moda e la tecnologia, fondendosi in un’unica dimensione creativa. La nuova compagnia si pone altresì l’obiettivo di sostenere i giovani danzatori, creando loro concrete opportunità di crescita artistica in una fase decisiva della loro carriera.
Il debutto della Compagnia sarà al Teatro del Maggio il 14 marzo 2027 (repliche dal 17 al 21 marzo) con una rilettura di uno dei più classici dei balletti, Il lago dei cigni di Cajkovskij. Lo spettacolo, in coproduzione con il Teatro del Maggio, andrà in scena esattamente 150 dopo la prima rappresentazione del balletto, che avvenne al Teatro Bolshoi di Mosca il 4 marzo 1877. La coreografia è firmata da Xander Parish, vera e propria star internazionale del balletto, mentre la direzione musicale degli orchestrali fiorentini è affidata all’esperto James Conlon. La regia è di Jean-Romain Vesperini, le scene sono di Bruno de Lavenère e i video design di Etienne Guiol, entrambi noti per la realizzazione artistica della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi del 2024. Ricordiamo, inoltre, che il cast principale comprende danzatori di livello internazionale, quali Joy Womack, Vsevolod Maievskyi, Boris Zhurilov e Anastasia Matvienko.
Ambientata nel periodo della Belle Époque, la produzione sviluppa un linguaggio visivo ispirato al surrealismo e all’eredità del balletto e del folklore russi, includendo lavori di Ivan Bilibin, Natalia Goncharova e Léon Bakst. Innovative tecniche di projection mapping, immagini digitali e scenografia olografica si integreranno con l’esibizione dal vivo, creando un mondo immersivo plasmato dall’illusione, con significativi mutamenti di percezione della realtà da parte degli spettatori.
La produzione, dopo le rappresentazioni a Firenze, proseguirà il suo cammino attraverso una tournée internazionale, approdando nei teatri di Venezia, Monte Carlo, Parigi, Londra, New York, San Francisco e in altri importanti palcoscenici asiatici.
Luca Summer

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