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Una giornata particolare ma ormai lo sono tutte

di Carla Ceretelli | 23 Marzo 2015

Il lavoro nobilita l’uomo la corruzione lo mortifica e lo annienta.

 

16 marzo. Arresto di Ercolinosempreinpiedi super menager/burocrate che ha attraversato sette governi  di ogni colore. L’inchiesta è  partita dal nodo fiorentino dell’Alta velocità, ma nel mirino ci sono le Grandi opere, compresa Expo. “Articolato sistema corruttivo”.

Per dare a cesare quel che di cesare è,  ricordiamo che stato allontanato da Tonino perchè coinvolto in tangentopoli, quando il magistrato ebbe l’incarico al ministero infrastruture e trasporti.

17 marzo.   Il  ministro Lupi immerso  nello scandalo Grandi opere

18 marzo.  Tunisi, morte in vacanza: la strage al museo del Bardo. Diciassette turisti e due tunisini morti,  circa 40   feriti. Il premier tunisino Habib Essid assicura che  questo  è il bilancio definitivo  del sanguinoso attacco al museo del Bardo  per mano di una cellula jihadista, molto probabilmente collegata all’Is . Intanto i militanti esultano su twitter .

Nel frattempo Lupi, che per un appaltino in più  si trova inguaiato,    si difende in parlamento pensando alle dimissioni ma non troppo, tranquillo  perchè  sicuro dell’appoggio renziano che potrebbe anche rischiare un tantinello.

19 marzo. Mentre in casa nostra  ci si trastulla con rolex e favori che fanno perdere il pelo ma non il vizio e  con le probabiissime  dimissioni,  si ha contezza delle 4 vittime  nostri connazionali  a Tunisi.  E l’occidente trema per l’ennesima volta. Ma Tunisi è occidente?

20 marzo.  Dimissioni conclamate e spontanee…Il capro espiatorio dato che i funzionari ci sono sempre stati. Difficile eradicare la malerba da soli, anche se si volesse. Dunque ci si adegua per non soccombere.

 

Fragoroso silenzio del premier, all’inizio. Non è stato categorico, per giusta riflessione e per uscirne al meglio, chè il rischio è sostanzioso.  Anche Angelino  ha preso tempo, prima con la difesa del suo ministro,  con  morbidezza demoscristiana.  Nel Palazzo l’impressione  era che la vicenda, in un modo o nell’altro, fosse destinata a concludersi con il reciproco consenso.  Che non è neppure una scelta sbagliata bensì  equilibrata e  di buon senso, per evitare lacrime e sangue. Che ricadrebbero tutte su di noi, spettatori inermi.

 “Per il bene del governo” esclama con la consueta verve, il Capo,  e degli italiani, attraverso le ineluttabili e necessarie  riforme, facendo finta che la decisione  appaia spontanea. E dunque non lo Incalza.

Le frasi di circostanza sono ormai obsolete, trite e ritrite. Davanti a eventi di questo  tipo,  nè il primo nè l’ultimo ma davvero corposo. E,  se da un lato ci si rizzano i capelli in testa, dall’altro siamo attanagliati da cupa rassegnazione. Non tanto  per i  Lupi, padre e figlio, ma per Ercole, che sotto gli occhi di tutti ha spadroneggiato per decenni. Ecco,  questo vorremmo chiedere al Matteo nazionale. Che metta in pratica ciò che ha promesso . In primis l’avvicendamento dei superburocrati di Stato, ma anche dei modesti. Ci rendiamo conto e siamo consapevoli che in un anno non si rivolta e ripulisce l’Italia. Cantone ha affermato addirittura, e  e ce ne ha fatto partecipi,  che nemmeno in cinque, ce la potremmo fare. E così ha messo le mani avanti. E  anche i piedi.

Potrebbe essere  uno dei papabili. Chi meglio di lui. Ma che si dia una smossa, eventualmente.

Esiste anche l’ipotesi di dimissioni di massa dei sottosegretari indagati. Di tutti, per evitare l’accusa di due pesi e due misure. In questo caso il rimpasto sarebbe davvero considerevole, dato che si salvano in pochi.

Per l’inevitabile e pronta  sostituzione, Matteo,   oltre al supermanager anticorruzione avrebbe, pare,  contattato  anche Michele Emiliano.  Pure lui   magistrato e già  sindaco di Bari e   ora  candidato per  la Regione Puglia. Fa  sapere che  ci sta riflettendo. Mentre il premier è stato anche protagonista di un nuovo scontro con i magistrati aperto da una frecciata del presidente dell’Anm, occhi di ghiaccio.

Della serie sono sempre in mezzo, nel bene e nel male.

Dunque meglio scegliere la via del mesto silenzio.

Ohh,  ma ci ha pensato  la Nunzia NCD in PD ,  entrambi  alla resa dei conti,  a scaldare le platee. Finalmente è il suo momento di gloria, dopo le dimissioni di qualche tempo fa. Imposte. E anche un po’ persiane…”Se diventiamo predellini di un Pd sempre più arrogante o degli organismi geneticamente modificati non mi va più bene” tuona  vivacemente dai talk e nelle interviste che rilascia senza tema a destra e a manca. E non ha tutti i torti. Insieme alle   carucce europarlamentari Moretti,  Picierno, De Micheli, sì quella delle scc scc e delle vocali sempre aperte, nonchè il Governatore furlan, Serracchiani. Ops. lei no, vivace proprio no,  solo  gatta morta con i dentini stretti. Che ripete a pappagallo le cosette mandate  a memoria, si quelle di prammatica, tipiche piddine.

Si salvi chi può.

 

Quanto alla strage del museo non possiamo  che essere che sgomenti. Per l’ennesima volta. Dunque sentire il Capo dello Stato che senza un briciolo di  viva e vibrante commozione e partecipazione, ci narra che è un atto incivile e obbrobrioso e altro.. bè.. questo lo pensa il mondo.

 

Intanto nel Paese delle meraviglie e  dei balocchi  la ripresa stenta, almeno  per quello che si tocca con mano.

Un esempio, in  un quadro della vita reale:  immigrati manifestanti  contro la Misericordia che si occupa dell’organizzazione di un centro di  accoglienza,  per la mancanza di internet. il rifiuto di  buoni pasto e richiesta di  moneta corrente per il   ristorante non essendo di loro gradimento  la cucina del centro . Il  responsabile  appare  piuttosto mesto e sconfortato . Certo non gli brillano gli occhi.

Volontari della   della Misericordia di  Caritas e  di altre Assciazioni di volontariato  raccontano a loro volta esperienze drammatiche per   la presenza sempre più massiccia di   anziani che percepiscono 400 € al mese di pensione e sono costretti a chiedere aiuto per pacchi viveri o pagamento di bollette e affitti.  O persone già benestanti  con una vita dignitosa che  hanno perso il lavoro e devono obtorto collo a superare la “vergogna” di rivolgersi all’assistenza sociale pubblica e privata. Vecchi e famiglie con bambini e giovani che il lavoro non lo trovano.

Siamo xenofobi e razzisti? Se non lo siamo potremmo diventarlo, per legittima difesa.   Se la crisi  morde,   la guerra tra poveri diventa  la regola , e  il livello di legalita’ sempre piu’ basso .

Caro Presidente (della Repubblica).

Pubblicato in : Editoriale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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