Grazie a Salvini e a Landini e con un Berlusconi che si è trasformato in Don Chisciotte, Renzi si trova a presidiare saldamente il centro. L’ex sindaco di Firenze non è certo il massimo ma tutti gli altri sono peggio. E di gran lunga.
Fra le indubbie qualità di Matteo Renzi una prevale su tutte. E’ il fattore C. Per dirla in italiano un culo come non se ne vedevano da anni. Petrolio in caduta libera, euro che si avvia alla parità con il dollaro e manovra economica della BCE, un tris capace di dare più di una boccata d’ossigeno all’asfittica economia italiana. Come se non bastasse nel 2015 due eventi, come l’Expo e il Giubileo, che convoglieranno in Italia milioni e milioni di turisti, un’altra leva economica di non poco conto. Con l’avvio e il consolidarsi della ripresa le vele di Renzi e del suo PD si dispiegheranno al massimo anche perché gli avversari, interni ed esterni, stanno facendo di tutto per dare qualcosa di più di una mano. Stanno infatti regalando all’ex sindaco di Firenze le chiavi del forziere del voto moderato. Milioni e milioni di voti, oggi per lo più parcheggiati nell’astensione, pronti a convergere sul PD per l’assoluta mancanza di alternative. Osserviamo lo scenario. La crisi di Forza Italia più che una tragedia sta diventando una farsa. Berlusconi, come Don Chisciotte, prepara la sua ennesima carica senza rendersi conto che sostanzialmente è rimasto solo. Con lui, nel ruolo di Sancio Panza, un manipolo di pretoriani che fanno di tutto per compiacere il capo rappresentandogli un mondo che non c’è più. Il partito azzurro ha già perso 10 milioni di voti ma l’emorragia non è ancora finita. Sarà la dura realtà delle urne ad aprire gli occhi all’ex Cav. Nel resto del centrodestra, ad eccezione della Lega, regna il deserto. Nemmeno a farlo apposta Ncd ed Udc potevano inanellare tutti gli errori che invece hanno fatto. E’ stato un record mondiale che ha messo in luce l’assoluta pochezza di una classe dirigente che pensava di essere tale solo perché a suo tempo Berlusconi l’aveva innalzata all’onore degli altari. Fratelli d’Italia tenta di rispolverare le vecchie bandiere di AN ma l’odore della naftalina si sente da miglia di distanza. Su quelle posizioni non si va da nessuna parte e tanto meno verso il futuro. Nel centrodestra quindi un deserto totale. Si dirà. Ma perché tutti questi voti dovrebbero andare da Renzi? In fondo il presidente del Consiglio sta facendo una politica di piccolo cabotaggio, un colpo al cerchio e uno alla botte, ma senza quell’incisività che invece la situazione italiana rischierebbe. L’assenza di una proposta politica credibile nel centrodestra non obbliga a votare PD. Vero ma il fatto è che a destra sta venendo fuori una proposta, quella della Lega, che sull’onda di quanto sta accadendo in molti paesi europei, si appresta a fare incetta del voto di protesta di quanti vedono come il fumo negli occhi Europa ed euro. Posizione legittima ma nella quale non vuole e non può riconoscersi la gran parte dei moderati. Di converso a sinistra Landini sta rispolverando le utopie operaistiche. Così Renzi, senza fare niente, solo per le opposte scelte di Salvini e di Lnadini si trova ad occupare lo spazio di centro.
E chi dovrebbe appoggiare quello che per definizione chiamiamo elettore moderato? Può correre il rischio di rifugiarsi nell’astensione facendo mancare la maggioranza ad un partito e ad un leader che pur facendo poco e parlando tanto va comunque nella direzione giusta?

No, caro Magni, il fattore C dell’individuo di Palazzo Chigi, non è il culo, ma il cattolicesimo che si finge politico, ma è sempre extrapolitico. Un po’ come il culo, questo lo ammetto.