A dar retta a Maurizio Lupi, imboccato da mane a sera dai superburocrati, le sue dimissioni da ministro sarebbero volontarie. Matteo Renzi, che pure è un presidente del Consiglio che sa farsi valere, non c’entrerebbe niente. Caro bugiardo.
Dopo averlo di fatto dimissionato, Matteo Renzi – che diamine, non si è stati democristiani per niente – ha espresso la sua solidarietà a Maurizio Lupi. A babbo morto.
Già professore ordinario di Diritto pubblico comparato e docente di Diritto parlamentare nell’Università di Genova, è stato deputato al Parlamento dal 1996 al 2001 e ha pronunciato più di mille discorsi. Ha pubblicato tra l’altro libri sul presidente della Repubblica, sulla governabilità, sulla grazia a Sofri, un vero intrigo costituzionale, e sullo strano caso di Fini e il suo doppio. Negli ultimi quarant’anni ha scritto quattromila articoli sui più importanti giornali nazionali: Il Tempo, il Giornale, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Nazione, Libero, La Voce, Il Secolo XIX. Collabora al “Corriere fiorentino”, supplemento quotidiano del Corriere della Sera.
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