
Stanotte si è tornati all’ora solare: alle 03:00 le lancette sono tornate alle 02:00.
Un’ora di sonno in più, l’alba sorge prima e il tramonto oggi arriva più presto.
Non so voi cosa ne pensiate.
Ci sono studi che hanno rilevato, nei primi giorni del passaggio, 1–3 giorni, picchi transitori di aumento di eventi cardiovascolari e ictus, incidenti stradali e infortuni sul lavoro.
Questo accade particolarmente dopo il passaggio all’ora legale, in primavera, quando si perde circa un’ora di sonno, mentre il ritorno all’ora solare, in autunno, non mostra gli stessi fenomeni ed è associato soprattutto a disagi psicologici per una parte di popolazione.
Il risparmio energetico dell’ora legale esiste ancora ma è piccolo e in calo.
Il servizio studi del Parlamento europeo parla di benefici “marginali” perché ciò che si risparmia in illuminazione si compensa con riscaldamento/raffrescamento; per questo la Commissione ha proposto nel 2018 di abolire i cambi semestrali .
Il Parlamento Europeo ha anche votato per abolire i cambi d’ora, ma senza l’ok del Consiglio della UE, cioè degli Stati membri, la riforma è rimasta bloccata.
Le principali società scientifiche del sonno suggeriscono un orario stabile (spesso ora solare permanente) per allinearsi meglio ai ritmi biologici.
A me dispiace soprattutto quando, come oggi, viene buio presto. Invece mi piace l’ora legale per i suoi tramonti estivi che sembrano allungarsi nelle ore della notte.
Però se è evidente che questi passaggi, dall’ora solare a quella legale, provocano danni alla salute e problemi alla sicurezza sarebbe meglio fare una scelta definitiva e così non stressare più le persone.
Una politica attenta ai problemi dei cittadini non dovrebbe trascurare questi temi, dovrebbe discuterne e prendere decisioni responsabili.
Enrico Rossi

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