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Una cauzione invece delle firme per le candidature

di Redazione Pensalibero.it | 3 Dicembre 2005

La Rosa nel pugno di Pannella e Boselli protesta e si sente vittima: “ci boicottano, hanno studiato la nuova legge elettorale giusto per fregarci, tanto hanno paura di noi”. Infatti- affermano- siamo i soli, con la legge in discussione, a dover raccogliere le firme, almeno centottantamila in tutta Italia.
Siamo senza riserve solidali con il grido di dolore, ma ad una condizione: di condividere, con Pannella e Boselli, la considerazione che l’ingiustizia di cui sono vittime, consiste nella loro esclusione –tutta ancora da dimostrare- dal novero dei privilegiati: cioè di coloro che sono esentati dall’obbligo, che resta a carico di tutte le forze politiche nuove.
Del resto, molte sono le cose sbagliate nel complesso di norme che regolano le elezioni. La più eclatante è quella che prevede ancora la raccolta di migliaia e migliaia di firme autenticate per poter presentare le liste. E’ una procedura borbonica, burocratica, tenuta in piedi per rendere difficoltoso l’emergere di nuovi soggetti politici. Uno strumento di autoconservazione. Infatti la nuova legge ne rende esenti i partiti che già siedono in Parlamento o che hanno eletti al Parlamento europeo.
La par condicio, per essere una cosa seria, non può essere ridotta esclusivamente ad un fatto di spot. Ben più grave è la disparità creata da questo metodo assurdo e superato. Che potrebbe essere sostituito dal versamento di una cauzione da non restituire a chi resta sotto una determinata percentuale di voti.
Sarebbe oltretutto un metodo coerente con le norme che prevedono i rimborsi elettorali.

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Le prime risposte: Severino Saccardi, Daniele Capezzone, Fabio Roggiolani, Pieraldo Ciucchi, Maurizio Bianconi

Pubblicato in : Primo pianoTag: elezioni, italia, legge elettorale, nuova legge, pannella, parlamento, rosa nel pugno, severino

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Commenti

  1. riccardo

    25 Dicembre 2005 alle 13:01

    Ma dai, cerchiamo di essere seri, far pagare la cauzione per entrare tra il novero dei privilegiati al desco, raccoglere le firme è più equo, almeno possono dimostrare che in effetti fanno paura a qualcuno con la loro forza di raccoglier consenso.

    piuttosto cerchiamo di raccogliere noi qualche milione di firme, le dividiamo per 180.000 e formiamo nuovi partiti, così partecipiamo alla spartizione per le spese elettorali, se poi son pochi i soldi, in parlamento chiediamo subito un’aumento del rimborso e, oramai certificati, prendiamo un po di soldi in più senza bisogno di altre firme.

    Rispondi
  2. STEFANO POLIDORI

    15 Dicembre 2005 alle 17:17

    Sono d’accordo ad una condizione: che la soglia dello 0,5% valga solo per la restituzione della cauzione. Per partecipare alla ripartizione deoi seggi deve restare in vigore la soglia del 2% alla Camera e del 3% al Senato.

    Rispondi
  3. Severino Saccardi

    14 Dicembre 2005 alle 04:32

    Mi pare effettivamente una proposta di buon senso. Da portare avanti.
    Parliamone.

    Rispondi
  4. Giovanni Alemanno

    13 Dicembre 2005 alle 19:07

    I furboni dei quartieroni credono di aver “fatto il colpo” grosso: con la nuova legge elettorale le firme i vecchi partiti già presenti non dovranno presentarle. Ma questo vale solo per il Parlamento; per Regioni, Province, Comuni, Quartieri l’anacronistica raccolta di firme continua a valere per tutti. E allora: o una nuova norma discriminatoria di “impar condicio” o una soluzione seria come quella che voi proponete.

    Rispondi
  5. Pietro Caruso

    13 Dicembre 2005 alle 09:42

    Non mi sembra un’idea peregrina. Anzi. Temo solo che le chiusure su questo tipo di proposte nascondano quello che sta accadendo: la nascita di una “democratura”, una trasformazione della democrazia in elite autoreferenti partitiche permanenti…tutto il contrario della libertà dei movimenti d’opinione culturali e politici. Un rischio di grave arretramento di cui la vicenda delle firme è soltanto un ulteriore episodio e al quale seguirà dopo la brutta legge elettorale (non veramente proporzionalista) l’eliminazione della par-condicio. Principio assolutamente legittimo: perchè bisogna pesare Forza Italia come l’Udc e i Ds come l’Udeur…ma che contiene una grande anomalia. Perchè un partito diverso da Forza Italia deve pagare per essere visibile le strutture mediatiche di indiretta proprietà, ma comunque controllate dal Premier e leader del primo partito italiano?

    Rispondi
  6. puccio cartoni

    12 Dicembre 2005 alle 17:39

    Scusate,ma….cauzione per che ? Per aver osato frapporre la propria voce tra cori contrapposti ? Così , chi si fa sentire con più forza riesce ad incassare ,mentre chi non ce la fa ad avere un seguito elettorale sufficiente deve pagare………non è strumento di autoconservazione anche questo ? Che la forza del denaro abbia il sopravvento sulla forza della ragione ,è sotto gli occhi di tutti ,ma non mi sembra il caso di trovare ulteriori premi per questa prevalenza di fatto…..io chiederei firme a tutti i concorrenti ! Non troppe ,ma a tutti ……Il vincitore di ieri può essere il perdente di oggi , non mi pare abbia senso sostenere la ….forza o debolezza di chicchessia ! E perchè i rimborsi elettorali ?…….Per aver conquistato un posto a tavola ?!? Meditate ,gente ,meditate !

    Rispondi
  7. Paolo Betti

    12 Dicembre 2005 alle 16:02

    Proposta di buon senso, da realizzare senza bloccare l’attuale iter di modifica della legge elettorale in senso proporzionale. Basta risolvere il problema con un provvedimento separato, ad hoc

    Rispondi
  8. CARLO STEFANINI

    12 Dicembre 2005 alle 15:59

    Sono un elettore della CdL. Penso che l’attuale maggioranza dovrebbe sposare questa proposta: non per convenienza (è nota la superiore capacità di mobilitazione e di controllo del territorio della sinistra)ma come ulteriore passo verso un’Italia più moderna e meno attaccata ai riti di tradizione borbonica.

    Rispondi

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