
– la restituzione ai partiti di un ruolo dominante
– l’aumento delle divisioni fra forze alleate
– l’impossibilità di dare vita ad una coalizione stabile
Risultato: la frammentazione del quadro politico e l’impossibilità per il cittadino di scegliere la maggioranza da cui vuole essere governato. Nei rilievi è implicita la considerazione che tutti questi problemi erano stati invece risolti dalle legge in vigore dal 1993, il cosiddetto Mattarellum che in parte è maggioritaria e in parte proporzionale. Non è così. Il Matterellum è una legge che assomma i difetti e non i pregi di entrambi i sistemi, quello maggioritario e quello proporzionale. Basta scorrere la cronaca degli ultimi anni per rendersene conto. La stabilità dei governi è stata solo apparente. Quando il centro sinistra è stato al potere ha espresso tre presidenti del consiglio e una serie infinita di crisi politiche interne, stessa cosa per il governo di centro destra, anche se non ha mai cambiato il presidente del Consiglio. Lo stesso dicasi per le divisioni fra i partiti. Non si erano mai viste tante forze politiche, la maggior parte delle quali con percentuali irrisorie. Non si può nemmeno dire che con la legge attuale il ruolo dei partiti è andato diminuendo basti vedere, con argomentazione a contrario, come il centro sinistra non sia mai riuscito a fare un solo passo avanti sulla strada del consolidamento dell’Ulivo. Del resto quando nel 2000 si andò al voto su un referendum che aboliva la quota proporzionale per rendere il sistema elettorale coerente al maggioritario, andarono a votare solo il 32,4 per cento degli elettori e il 18% di questi votò NO. La verità allora è una sola. Il Paese, per la sua storia, per la sua cultura e tradizione, è fondamentalmente proporzionalista e il maggioritario, anche nella forma edulcorata del Mattarellum, si è dimostrato una camicia di forza che teneva insieme, appunto a forza, partiti tra loro molto diversi.
Nessuno scandalo quindi nella nuova legge. Semmai qualche rimpianto per l’abolizione delle preferenze. Ma il tentativo è giusto. Su alcune delle critiche poi avanzate da più parti, sulla truffa insita nella legge e l’impossibilità di modificare il sistema elettorale al termine della legislatura , non merita dilungarsi. Come si può chiamare truffa una legge che assegna i seggi in “proporzione” ai voti ottenuti, sia pure con qualche minimo sbarramento per assicurare la stabilità? E quando dovrebbe essere modificata una legge elettorale, forse a metà legislatura così da dare a molti il destro di affermare, con qualche ragione, che le istituzioni rappresentative non rappresentano più il corpo elettorale perché è cambiata la legge elettorale?

Sono perplesso. Il proporzionale senza preferenza da tutto il potere ai partiti. Almeno, con i collegi uninominali la gente poteva scegliere tra un candidato e l’altro…
Molto patetico, secondo me, è l’atteggiamento di chi, come il sig. Prevedini, fa del maggioritario una religione. I sistemi elettorali devono essere valutati caso per caso, secondo le circostanze. Il 32% di elettori citato nell’articolo si riferisce a quanti si recarono alle urne nel 2000 a votare sulla richiesta di rendere completamente maggioritaria la legge elettorale. Al sig. Prevedini consiglio caldamente di riflettere su questi punti:
1- il Referendum del ‘ 93 avvenne in un contesto infame, nel pieno del golpe mediatico giudiziario, con una classe politica spaurita e perseguitata, salvo coloro che erano funzionali al golpe;
2- ciononostante venne forzata la Costituzione perchè il quesito referendario, con una sapiente opera di “taglia e cuci” chiedeva di abrogare una serie di norme relative alla legge elettorale del Senato in modo tale che ciò che restava trasformasse la vecchia legge. Insomma, proprio quello che la Costituzione non consente, cioè un referendum non abrogativo ma legislativo;
3- il maggioritario non ha fatto diminuire i partiti;
4- il potere di ricatto dei piccoli che sfruttano posizioni marginali è aumentato;
5- l’abolizione della preferenza era già stata trionfalmente introdotta in Toscana, con il voto concorde della maggioranza di centro-sinistra e della minoranza di centro-destra: Anche ora nessuno ha protestato troppo per questo scippo alla sovranità popolare. Non pare all’imprevidente sig. Prevedini che anche questa sia una conseguenza della caduta di sensibilità democratica provocata dal maggioritario?
Cesare Fargion
Treviso
L’ argomento che gli italiani non furono a favore del maggioritario è patetico.Lo furono all’ 80% di un referendum valido. Menzogna perciò che votorano il 32,4% degli elettori, il che avrebbe reso nullo il referendum. Votarono anche altre cose gli italiani, come il NO al fin. pub. dei partiti, oggi invece finanziati come mai sono stati finanziati. PERCHE’ UN LIBERALE DEVE MENTIRE? Con la nuova legge l’ Italia farà l’ ennesima restaurazione della sua vita e accellererà la sua decadenza come conferma la sciagurata devolution che si sta votando. Malagodi e La Malfa si stanno rivoltando nella tomba. Einaudi e Croce guardano sbalorditi i loro eredi che amano il ruolo di impiegati!!