La Camera dei Deputati ha approvato la nuova legge elettorale che dovrà ora essere discussa dal Senato. Essa introduce, per entrambe le Camere, la ripartizione proporzionale dei seggi con premio di maggioranza allo schieramento vincente. Il Gruppo dei Centouno ritiene che il testo approvato dalla Camera abbia molti difetti : in particolare viene negata la possibilità di esprimere la preferenza (come per la legge elettorale della Regione Toscana), sono previste soglie di sbarramento differenti per Camera e Senato e vengono penalizzati eccessivamente i partiti fuori dalle coalizioni.
Ma il nuovo sistema permette comunque di superare un bipolarismo bastardo (le coalizioni si basano solo sull’interesse elettorale e non sui programmi ) che non assicura capacità di governo nè una adeguata selezione della classe dirigente, formatasi soprattutto per cooptazione. Al di là di quanto succederà alle elezioni del prossimo anno, è dunque prevedibile che grosse novità siano destinate a maturare nell’immediato futuro.
Sulle prospettive che si aprono con la nuova legge elettorale, il Gruppo dei Centouno organizza un dibattito con:
Paolo Armaroli Docente Universitario
Massimo Baldini Sen. Forza Italia – Sottosegretario alle Comunicazioni
Riccardo Nencini SDI – Presidente del Consiglio regionale
Michele Ventura DS – Deputato
Moderatore: Nicola Cariglia
Venerdì 28 ottobre 2005 ore 17,30
Firenze Parterre – Sala Conferenze Piazza della Libertà

Ora che i margini per la non modifica, almeno in questo fine legislatura, del nuovo sistema elettorale vanno sfumando le ragioni di una critica sensata al nuovo meccanismo possono esserci. I pochi pregi di essa, a mio avviso, sono che i simboli dei partiti renderanno chiaro, ma soltanto alla Camera, il peso percentuali alla mano delle varie forze politiche italiane e consentiranno di non pre-pesare le forze minori ai danni delle maggiori, e viceversa. Per il resto i benefici sono finiti. E non si dica che un modello elettorale buono per una regione, vale per l’intero Paese…non mi convince. Nel merito delle critiche, invece, ve ne sono alcune molto serie: l’eliminazione del collegio elettorale di ambito provinciale o subprovinciale…l’unico in grado di fornire un potenziale rapporto fra elettori ed eletti; l’eliminazione di ogni tipo di preferenza conferendo alle presidenze e segreterie centrali dei partiti più di quanto ne abbiano avuta almeno dal 1970 in poi; l’invenzione perversa del miglior resto perdente e della doppia soglia di sbarramento per chi vince e per chi perde che è una clausola di maggioritario neppure tanto scoperta. La certezza, o quasi, di una perigliosa governabilità chiunque vinca. In Italia il coraggio di fare un sano proporzionalismo con sbarramento al 4 o 5% alla Camera e magari 8-10% al Senato non c’è. Le responsabilità delle storture del maggioritario furono sulle spalle di Salvi (Pds), Mattarella (Ppi) e Maroni (Lega Nord). E i responsabili di questo “finto” proporzionalismo chi sono? No. Non è così che rinasce la democrazia, oggi in crisi.
Pietro Caruso (Forlì)