La terza sezione del TAR ha deciso di mandare “a sentenza” il ricorso contro lo Statuto della Regione Toscana e contro la legittimità delle ultime elezioni che hanno portato alla conferma alla presidenza di Claudio Martini e al rinnovo dell’assemblea.
Anche se niente autorizza previsioni circa l’esito del procedimento, si tratta di un punto a favore dei ricorrenti perché è stata riconosciuta l’ammissibilità della impugnazione.
In sostanza il Tribunale amministrativo regionale dovrà decidere se annullare la promulgazione dello Statuto e, conseguentemente le ultime elezioni, oppure confermare la validità di questi due atti.
Come Pensalibero ha già riportato, si tratta di una vicenda estremamente complessa che ha preso l’avvio dal ricorso presentato da quattro esponenti del comitato che si battè per sottoporre a referendum confermativo il nuovo Statuto regionale.
L’obbiettivo venne mancato per poche migliaia di firme, tanto che il comitato promotore annunciò, proprio l’ultimo giorno utile, la rinuncia a presentare il quesito referendario.
Fu così che lo statuto venne promulgato ed entrò in vigore, di conseguenza, anche la nuova legge elettorale approvata con il concorso delle principali forze politiche di maggioranza e di opposizione ma fortemente e polemicamente avversata da numerose associazioni di estrazione laica e cattolica.
Ma tutto ciò potrebbe decadere se il TAR della Toscana dovesse considerare fondato il ricorso.
Secondo i quattro firmatari, Giampaolo Pagliai, Paolo Cintolesi, Massimo Taiti e Stefano Ghilardi, l’atto di promulgazione del Presidente Martini sarebbe avvenuto un giorno prima del dovuto e perciò da annullare. E si tratterebbe- secondo i ricorrenti- di una fretta tutt’altro che disinteressata. Infatti a loro parere, se si fosse atteso ancora a promulgare lo statuto, sarebbe slittata anche la nuova legge elettorale e sarebbe stato impossibile rispettare il termine di 45 giorni che devono intercorrere tra la convocazione delle elezioni ed il loro svolgimento.
In altre parole, le elezioni si sarebbero tenute con la vecchia legge, sarebbe rimasto in vita il voto di preferenza e la soglia di sbarramento meno alta avrebbe consentito ad un maggior numero di partiti di essere rappresentati.
Non sarà facile per i giudici del Tribunale amministrativo districarsi nella ingarbugliata matassa.
A complicare le cose, la sospensione dei termini dovuta all’impugnazione dello Statuto toscano da parte del governo, che sta all’origine della complicatissima querelle.
Proprio tale sospensione (107 giorni) avrebbe provocato l’errore di promulgare in anticipo lo statuto, tanto che- secondo i ricorrenti- il mese di settembre sarebbe stato conteggiato di 31 giorni.
La sentenza è attesa entro dieci-quindici giorni.
REGIONE TOSCANA: A SENTENZA IL RICORSO CONTRO LA PROMULGAZIONE DELLO STATUTO E LE ULTIME ELEZIONI
La terza sezione del TAR ha deciso di mandare “a sentenza” il ricorso contro lo Statuto della Regione Toscana e contro la legittimità delle ultime elezioni che hanno portato alla conferma alla presidenza di Claudio Martini e al rinnovo dell’assemblea.

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