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UN VICINO TRANQUILLO

Se la Russia in tre anni non riesce a sfondare in Ucraina, dove non c’era un esercito degno di questo nome prima del 2001 e dopo ne aveva uno che si addestrava con fucili di compensato, può Putin pensare di aggredire l’Europa, in cui tutti si stanno armando, Germania in testa? Sotto questo profilo è plausibile che Putin dica la verità quando asserisce che lui mai attaccherebbe il continente. Non perché non ne abbia voglia, ma perché non ne ha la capacità. La Russia conquistò mezza Europa perché gliela regalò Roosevelt fino ad un quarto di Berlino. Altrimenti, perché le spianò la strada Hitler, senza il quale Stalin non avrebbe occupato i paesi baltici e la Polonia orientale.

di Riccardo Bruno | 29 Novembre 2025

Se la Russia in tre anni non riesce a sfondare in Ucraina, dove non c’era un esercito degno di questo nome prima del 2001 e dopo ne aveva uno che si addestrava con fucili di compensato, può Putin pensare di aggredire l’Europa, in cui tutti si stanno armando, Germania in testa? Sotto questo profilo è plausibile che Putin dica la verità quando asserisce che lui mai attaccherebbe il continente. Non perché non ne abbia voglia, ma perché non ne ha la capacità. La Russia conquistò mezza Europa perché gliela regalò Roosevelt fino ad un quarto di Berlino. Altrimenti, perché le spianò la strada Hitler, senza il quale Stalin non avrebbe occupato i paesi baltici e la Polonia orientale. Tentato di entrare in Finlandia con le sue sole forze Stalin venne respinto. E senza Roosevelt mai sarebbe riuscito a prendere paesi che gli erano ostili come l’Ungheria o tornare a Katyn dove aveva fatto trucidare tutta l’intelligenza polacca. Di fronte alla Nkvd, la Gestapo era una banda di criminali dilettanti che se la prendeva giusto con gli ebrei e i dissidenti politici. La Nkvd teneva tutta la popolazione nel mirino a cominciare dai suoi stessi appartenenti. Divenuta Kgb ripulì i governi ungheresi e cecoslovacco, fucilando, impiccando e torturando. Bolscevichi della prima ora, combattenti della guerra di Spagna vennero eliminati. Neanche si poteva accusare più Stalin. Al potere c’era Krusciov, c’era Breznev. E l’America cercava il dialogo con Krusciov e Breznev. Si chiamava distensione.

Per lo meno Roosevelt era convinto in buona fede che la Russia si sarebbe democratizzata. Nella sua visione illuministica del mondo non poteva nemmeno immaginare che un qualsiasi paese arricchito sarebbe rimasto immerso in un regime feudale brutale e sanguinario. Roosevelt aiutò la Russia più dell’Inghilterra appena scattata l’invasione tedesca, senza nemmeno preoccuparsi che era stata l’alleata di Hitler fino al giorno prima. Il patto di non belligeranza con la Russia, consentì ad Hitler di scatenare i suoi panzer e Stalin davvero pensava di potersi fidare del caporale viennese. Avevano lo stesso interesse, distruggere la democrazia borghese. Di tutto questo a Roosevelt non importava assolutamente niente. Churchill avrebbe ritardato lo sbarco in Normandia per consentire a Hitler di liquidare la Russia di Stalin, Roosevelt voleva salvare il santo popolo russo.

Se Roosevelt non era particolarmente preoccupato di dare a Stalin mezza Europa, ci si può stupite che un tale Witkoff voglia che Trump regali a Putin il Donbass? Pur di fermare la guerra, sembra una piccola cosa. L’americano medio più o meno la pensa come Witkoff. Già non trovava molto sensato fare una guerra per difendere l’oceano pacifico dal comunismo, figurarsi se si preoccupa di chi controlla il mar Nero.

Dovrebbe essere l’Europa a prendere in mano la situazione, lasciando all’America badare agli affari suoi, in Venezuela e Taiwan, per non parlare dei rischi di una crisi eventuale sino giapponese. Se l’Europa non può accettare una modifica dei confini nazionali con la forza, prima o poi sarà lei che dovrà attaccare la Russia per ripristinare l’indipendenza del Donbass e della Crimea. Se invece vuole mantenere la pace, dovrà lasciare fare agli americani ed accettare un compromesso temporaneo, come tanti ne ha accettati nella sua lunga storia. Se la Russia è costretta alla pace, è possibile che imploda.

L’Ucraina non è integrata nell’Europa, per cui se Zelensky, a torto o a ragione, è incline ad un compromesso, sarebbe incredibile che non lo fosse la von der Layen. Mosca voleva spazzare via il regime di Kyiv, avrà fatica ad ingoiare il piano di pace americano. Più di tre anni a combattere e l’Ucraina è ancora fieramente indipendente, tranne un venti per cento di territorio, occupato quasi tutto nel 2014. Se Bruxelles vuole riconquistarlo, farebbe benissimo. Basta mobilitare i paracadutisti.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Apertura

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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