
Non aveva torto difatti Camillo Benso, conte di Cavour, quando disse: l’Italia è fatta; facciamo gli italiani. La specificità, la “parrocchianeità” dei 30.000 campanili, che si contrappongono anche all’interno dei comuni, piccoli particolarismi quasi alla stregua di squadrette di calcio, ne è la riprova.
In effetti la questione non è mai stata dirimessa e chi vi ha provato è sempre stato sconfitto: la popolazione italiana – sciogliamo l’arcano – si sente più un popolo di parrocchiani o di cittadini?
Da quanto “provocatoriamente” ho appurato, devo dire che è più verosimile la prima ipotesi: nell’italiano medio (a parte rare eccezioni) non è mai prevalso il senso dello Stato.
Aveva ragione ieri Armaroli a ricordarci che fino a poco tempo fa, una grossa componente era “cittadina” di uno Stato straniero, l’URSS, per il quale lavorava, ma alla stessa stregua, un’altre grande componente – che spesso comprendeva e comprende, parte della prima – è tuttora suddita di un altro Stato straniero, l’ex Pontificio, al quale deve obbedienza in quanto “fedele”.
E’ per questo che, malvolentieri, pagano – quando le pagano – ma dovrei dire paghiamo, le impopolari tasse, mentre aderiscono volontariamente ad esempio, a tutte le richieste di sostentamento delle organizzazioni cattoliche: è perché si fidano più di loro? Potrebbe anche essere visti gli esempi che i rappresentanti politici danno di se. Ma neanche le prime meritano la fiducia.
Sostentamento che partendo dall’offerta alle “funzioni religiose” ecc, non comporta meno di un centinaio di €. procapite, erogati annualmente dai cittadini (oltre l’8×1000), nei confronti della Chiesa cattolica che ovviamente non ha mai fornito i bilanci, né ne ha il dovere, considerandoli erogazioni volontarie a scopi religiosi e di caritàe senza obblighi di legge (beh, un po’ potrebbe essere “fuga di capitali”). Alla stessa stregua delle OOSS e derivati, che restano nella disponibilità dei sindacalisti. Il finanziamento dei partiti, anche accompagnato da “erogazioni illegali, impallidisce di fronte a queste cifre.
Cifre che comunque consentono a questi “padroni, di impedire la nascita di qualsiasi movimento serio che voglia modernizzare e laicizzare l’Italia, che cifre come queste difficilmente riuscirà a reperirle, convinta com’è la grande massa che “le nozze si possano fare con i fichi secchi”. Cosa che sarebbe quasi riuscita a Pietro Nenni ed ai liberal-socialisti, con l’approvazione di leggi che rendevano l’Italia civile e non più soggetta al peccato della “more uxorio”. ma rapidamente naufragata col berlingueriano compromesso storico.
Sia ben chiaro: personalmente non ho nulla contro la struttura eclisiastica alla quale vanno riconosciuti secolari meriti, che consentono oggi all’Italia di godere di un turismo culturale vastissimo che difficilmente avrebbe avuto con le sole rovine storiche dell’impero romano, etrusco o bizantino
L’aveva detto il vecchio rivoluzionario Napoleone Colajanni alla fine del 19° secolo: l’unica politica di cui sono capaci gli italiani è quella dell’osteria! Troppo difficile assumersi responsabilità; meglio discutere, anche a voce alta, millantando tesi che di nascosto si sconfessano, lasciando ad altri la responsabilità della gestione. Se ci pensiamo: la parrocchia è affidata appunto, dalla “gerarchia”, al Parroco, che non è eletto dal popolo. Per ciò un ceto politico di uomini formatisi alla cultura sociale, pervaso da forti idealità laiche è stato costantemente avversato e demolito.
Non voglio andate ai grandi filosofi greco-latini, né a quelli del rinascimento e dell’illuminismo. Ne voglio citare i grandi poeti e scrittori, i grandi musicisti ed ovviamente i grandi scienziati, delle cui opere e realizzazioni oggi gode il mondo. Mi fermo solo agli ultimi due secoli di storia ed ai suoi grandi pensatori, artisti ed inventori.
Ma vi pare che Saviano e la sua “gomorra”, che vende centinaia di migliaia di copie, possa essere paragonato, ad un Tolstoj, Dotstojevsky, Manzoni? O che Buttiglione possa essere paragonato a Croce? Ritenete che Vasco Rossi o Lucio Dalla, possano essere equiparati ad un Vivaldi, Bach, Mozart, o Verdi? Dov’è finita la creatività dei grandi pittori e scultori? Certo: la “modernità”, ma anche la modernità deve essere una cosa seria e non una vaccata!
Il consumismo sfrenato, da “ultima generazione”, ha distrutto un mondo fatto di artisti, ma anche di artigiani. Il “fai da te” ha sostituito la professionalità. L’uso sfrenato del sesso anche in tutte le sue derivazioni, ha soppiantato l’amore ed il senso di responsabilità di tipo familiare. Importanti in questa società sembrano essere gli “effetti speciali”, la “sensazionalità”. La bellezza dell’apparire ci fa sembrare più moderni, per cui mettiamo dei jeans sgualciti, reputati più “a la page” di vestiti di seria fattura. Siamo peggiori degli ex sessantottini: vogliamo tutto e di più, magari senza sacrifici!
Non sono fuori da mondo. Queste domande che mi pongo, derivano dal confronto con altre strutture nazionali o statali che poi vediamo riverberate nei risultati di tutti i tipi: dall’amor patrio allo spirito di cittadinanza, che, per quanti difetti abbiano, si possano riscontrare nella dignità degli altri popoli, compresi quelli che noi consideriamo “inferiori”. Qualche volta dovremmo ricordarci il “dagli Apennini alla Ande” del De Amicis: quanta dignità in quel piccolo. Lo dico con convinzione se penso che una mia amica , Giselle, non consente critiche al suo paese, sia che governino Holland (spero), o Sarkosy. Che non è becero nazionalismo, ma amor patrio!
La nostra piccola comunità laica dovrà fare quindi uno sforzo immane per ricreare, se mai c’è stata, una idealità aggregante, all’interno nella quale ogni confronto è possibile. Idee FORTI che possano dare al cittadino la certezza della propria dignità, alla stessa stregua che il dogma promette la felicità (più o meno eterna). Avremo però bisogno di ricostruire una classe dirigente degna di questo nome.
I giovani? I giovani dovranno porsele queste domande se ritengono di sopravvivere e progredire, allo stesso modo che i nostri resistenti se lo posero nella dura lotta alla monarchia fascista. Hanno l’obbligo di farcela con noi o anche senza di noi. Non è vero che è beato quel popolo che non ha bisogno di eroi. Senza stoici condottieri non si vincono le battaglie. Non è votando Beppe Grillo o il pseudo magistrato Di Pietro, che l’Italia potrà progredire pacificamente nella civiltà: sono dei clown dello stesso circo che ci propina questo squallido spettacolo.
Senza idealità aggregante non esiste un popolo, ma, come diceva il filosofo, solo una popolazione. Alla quale sta bene il detto” Francia o Spagna purché se magna” ed è disposta spesso a tradire tutto e tutti pur di garantire se stessa.
Ma noi, dovremo sempre tornare sconsolati alle nostre “superbe ruine”?

Mi sembra impossibile che un amico arguto come Puccio non abbia capito dove volevo parare. Mi riservo quindi in un prossimo articolo di spiegare il paese dei campanili chiamato Italia.
Che secondo le regole auliche sugli stati e sulle nazioni: non ha un popolo, ma una popolazione, non ha un terrotorio ma 8000 territori ancora in atto dalla riforma urbanistica del 1942, che conseguentemente manca della sovranità che viene invece riconosciuta, dalla medesima popolazione, ad uno stato straniero. Sono forse un pessimista, considerato che da noi i governi sono chiamati “tecnici” , ma generalmente fatti da persone (Ciampi; Dini; Monti – ma aggiungerei anche il “dottor sottile”) che praticano l’usura in quanto usano denaro degli altri che mettono a frutto solo per se stessi! Ma che i nostri pennivendoli definiscono invece pomposamente: ECONOMISTI!
Caro amico Giampaolo, resto stupito dal fatto che ,dovendisi additare la luna ,tu ti sia fermato a considerazioni circa la lunghezza del dito ! Potevi parlar di partito ,e di politica , ma ti sei concentrato sulla parrocchia ! Se non ti conoscessi dovrei pensare ad un tentativo di sviare l’attenzione ,di ciurlare nel manico . Secondo te la “fedeltà” (termine sul quale giochi nell’occasione) produce solo turismo culturale religioso ?Qui ho paura tu ti ponga fuori dal mondo ,almeno quello della forza delle idee, dei valori morali e sociali. Purtroppo il vero negazionista finisci per apparire tu . Parliamo di partiti piuttosto,previsti dalla Costituzione ma mai attuati nei termini indicati (non ti risulta?) e dei loro tenutari nostrani.Della legge laica italiana ,e non vaticana ,di finanziamento travestito da rimborso. E’ colpa della religione Cattolica ? Assomigli alla Fornero ,che accusa Confindustria per l’esistenza degli “esodati” … Non vorresti parlare dei furbetti che ,con i baffetti di Dalema o con l’ aplomb di G.F.Fini ,o l’ autorevolezza paternalista di Napolitano ,gridano all’antipolitica (bella parola ,ma che vuol dire?) , facendo già che ci sono man bassa delle risorse del paese ? Ma no ,parliamo dell’ ottopermille ,fa’ più fico ,è molto laico ,e non tocca gli interessi della “politica”…é questo che intendi per dare dignità al cittadino? Così la sudditanza sarebbe dei poveri fedeli…
C’è un po’ di confusione in questo incipit ,mi pare.