
Buono il titolo “Spirito libero”. Uno dei tanti think tank che ormai vanno di moda. Un gruppo di socialisti e laici attempati e di lunga durata, che avendo visto le innovazioni dei social media e le istanze innovative dei giovani indignados e di Occupy Wall Street sulla scia dei movimenti delle Primavere Arabe, cercano (loro malgrado) di darsi una bella verniciata per apparire nuovi e riciclarsi.
Fin dall’inizio del convegno si lamenta la presenza dei giovani. E si fanno tante paternali su come i giovani dovrebbero essere e di come ci si dovrebbe relazionare con i giovani.
Ma poi la maschera cade e si entra nelle solite logiche della mentalità partitica fino, da parte di un Professore, fare un elogio a Riccardo Nencini. Ora, prescindendo dalla persona Nencini, che non conosco e perciò non posso dire nulla, se questo, come diceva il Professore (di Diritto di qualcosa…) è l’unica figura valida in Toscana per un rilancio politico beh allora non meravigliamoci dell’assenza dei giovani.
E’ l’ora che le persone come Nencini se ne vadano. Spariscano dalla scena politica: come altrettanto dovrebbero fare i Bersani, i Casini, i Di Pietro…
Ma ci rendiamo conto che abbiamo rischiato di avere un Amato come presidente del consiglio?
Questi politici sono i dinosauri del passato, il cotto che permane di una visione politica ottocentesca, vecchia, predona, senza idee, non innovativa, incapace di creare sviluppo perché chi sta ai vertici non ha coscienza di come si produca e si sviluppi lavoro e ricchezza e per assurdo pretende insegnare a chi effettivamente produce come si debba produrre con effetti disastrosi (Monti docet).
Basta allora con questi profili! spazio ai creativi, spazio a chi ha ormoni capaci di azionare visioni e generare visionari come Steve Jobs o innovativi come Mark Zuckerberg, Larry Paige per non parlare di Bill Gates…largo ai giovani (soprattutto giovani di mente) ai loro ormoni per far sì che questo paese diventi anche un paese per giovani e non solo di vecchi bacucchi.
Fabrizio Ulivieri
Coordinatore Socialisti Autonomisti
Caro Ulivieri,
ci fa comunque piacere che Lei sia stato presente all’Assemblea di Spirito Libero che si è svolta all’Hotel Adriatico di Firenze. E’ venuto da Empoli, e per assistere all’inizio dei lavori ha certamente fatto una levataccia che l’avrà lasciato sonnecchiante per tutto il giorno. Dunque ha tutta la nostra comprensione per i suoi ricordi un tantinello confusi. Ma non parliamo di noi, ormai vicini all’appuntamento fatale, come lei sottolinea con rara eleganza. Parliamo di lei. Lei è giovane, ma non si è ancora stancato di parlare e scrivere sotto l’impulso del vuoto pneumatico? Guardi che la civiltà del copia-incolla, nella quale gioiosamente naviga, può avere effetti devastanti. E’ compito di noi matusa avvertirla.(n.c.)
PS: lasci stare paroloni, citazioni e riferimenti nei quali palesemente annaspa. Se non le procura troppo disturbo, veda in poche parole di dirci cosa concretamente vuole dalla politica. Ci basterebbe un proposta in positivo, una ideuzza. Altrimenti ci riporta, lei si, alla politica politicante dei tempi che furono e dei tempi che sono ancora.

Sarà perché mi vado incamminando verso la quarta età e quindi un po’ di cose le ho viste, mi permetto di ricordare a tanti rottamatori che dopo la II guerra mondiale in politica c’erano sì tanti giovani, ma avevano un ruolo di guida, di esempio, grazie all’esperienza di una vita, tanti antifascisti. Cito qualche nome a caso di diversa estrazione politica: Ferruccio Parri, Alcide De Gasperi, Benedetto Croce e anche Nenni e Saragat non erano proprio giovincelli. Largo ai giovani, ma con qualche idea! Altrimenti aveva ragione Mastro-don Gesualdo quando diceva alla figlia innamorata che quell’amore era solo un modo per dire “Levati di lì e dammi il fatto tuo!” Ora se il “fatto” non viene rinnovato, vuol dire che in realtà si punta a un cambio generazionale di tipo gattopardesco. Ragazzi, per favore, fuori idee e progetti!
Tutto vero e tutto giusto: Nicola, Puccio e soprattutto il mio omonimo Stefanetto.
Ma, appunto, dove sono i giovani che fanno politica?
Nonostante la mia “classe ’43”, per ragioni di lavoro ho pemanenti contatti con imprenditori da 30 a 45 anni, con i quali, fuori dal lavoro, ho lunghi ed interessanti scambi di opinioni.
Essi stessi lamentano che nella loro generazione ci sono persone “politicizzate”, che interpretano la loro “militanza” come quella degli ultrà allo stadio.
Se si parla loro di “fare” politica non hanno nemmeno idea da dove cominciare. Ripetono a pappagallo gli slogan di Berlusconi o di Bersani, condendoli di opinioni personali a convalida della loro scelta di campo.
Una volta DC e PCI avevano le scuole di partito.
Ovviamente non è il modello a cui penso, ma è anche vero che dalle medesime uscivano i rispettivi “revisionisti” che aprivano nuovi spazi politici.
Che speranza esiste di creare un “incubatore politico” del libero pensiero?
La libertà di pensiero, opposta alla disciplina di partito, è di per sé stessa un ostacolo alla creazione di una simile “Scuola”?
Forse l’unico modo per far conoscere ai giovani il grande progetto di Spirito libero è che ciscuno di noi si prenda la briga di comunicarglielo…..o no?
Caro Puccio,
secondo me Spirito Libero non può significare mancare di rispetto alle persone. In nessun caso. E sono totalmente impegnato a capire cosa ci faccio io e quale contributo posso dare….
Caro Nicola ,essendo (ahimè)un poco più attempato di te ,non mi sono sentito offeso per il richiamo sui “capelli bianchi” ( e non perchè li tengo rasati ) , ma consideravo solo che era la realtà…il compito( ed il contributo possibile ) di chi tratta di politica sarebbe quello di indirizzare correntemente e correttamente le giovani leve.Ma mi dici qual’è il contributo possibile da parte di chi rappresenta a pieno titolo la Casta ? E pretende di rappresentarla? Questo non puoi far finta di non saperlo,via…e l’intervento del mio amico e compagno di studi Paolo Armaroli mi ha stupito e non mi è sembrato un gran segnale ,visto che non eravamo nella sede del “partito”, ma caso mai a “casa nostra” (visti anche i motivi negli interventi dei promotori). Credo che il modo migliore di procedere sia quello di sgombrare il campo da ogni equivoco ; la cultura fa la storia ed é la base di partenza di ogni costruzione , ma non può essere solo una rèmora.
Andare a rimorchio non può portare alcun contributo,mi pare un punto obiettivo di considerazione. Avanti quindi con gli incontri e con lo scambio di pareri e conoscenze ( e la tua attività in questo senso è veramente impagabile ) ,ma le bandieruole lasciamole sventolare solo a chi non sa fare altro. Non è questione di rispetto ,mi pare …
Va benissimo anche la replica piccata ,caro Cariglia ,che ha spunti condivisibili ,ma…mi spieghi (inter nos ) cosa ci facevano un Nencini ,un Ciucchi ,un O.Dini , e simile nomenklatura ?Od un docente che ,dopo un breve commento , evidenzia-ma che c’ entrava- tale presenza ( quale compagno di studi , glielo ho personalmente rinfacciato ) come un agit-prop qualunque ? Sinchè si consentirà a simili personaggi di mettere cappello su ogni “movimento” ,matusa o meno ,pensi si possa evidenziare “spirito libero”? Oppure ridare alla politica il significato di ” cura della cittadinanza” ,e non della Casta?