Come altrimenti definire i penosi spettacoli offerti dal governo e dai suoi ministri nel caso drammatico e grottesco dei due Marò, oppure da Bersani che consulta la qualunque?

Assistendo alle performances della nostra classe dirigente in questi giorni, è questo il commento che più spesso mi è venuto in mente.
Come altrimenti definire i penosi spettacoli offerti dal governo e dai suoi ministri nel caso drammatico e grottesco dei due Marò, oppure da Bersani che consulta la qualunque nel tentativo di fare un governo purché sia per dire a casa che è un premier? E che dire dell’assessore a non si sa che della regione Sicilia, Battiato, che da di troie ai parlamentari italiani, a conferma del fatto che scrivere canzoni di successo non ti esime dall’essere una testa di cazzo? Infine lo stesso neo eletto presidente del Senato, Grasso, il quale, incapace di consapevolezza del proprio ruolo, si precipita a polemizzare in tv con quel mediatico picchiatore fascista, anche un po’ fellone, di Travaglio? E avanti con tutto il resto del caravanserraglio dell’intellighentia di una nazione che scivola sempre più verso un cupio dissolvi.
Mi aggrappo quasi disperato all’intelligenza e al buon senso dell’unico che mi pare abbia conservato queste qualità, Giorgio Napolitano, ma temo che anche lui ad un certo punto non potrà fare altro che guardare amaramente i propri interlocutori e dire sconsolato: “poveri brodi!”

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