Si dia un’occhiata rapidissima ai titoli di questa home page di Pensalibero: stallo sulla giustizia (da venti anni!); missione di pace in Libia, che è un originalissimo modo di dire che siamo in guerra, e conseguente congelamento di qualsiasi riforma o ipotesi di riduzione di tasse; prestazioni di assistenza e servizi sempre più ai minimi termini mentre continua lo smantellamento del nostro welfare; ancora ombre e nubi che non si diradano sui terribili primi anni ’90, quelli del golpe mediatico-giudiziario, delle bombe e delle stragi e dei furti legalizzati delle floride aziende di Stato; crisi implosive nel PDL e nel PD che dovrebbero rappresentare i perni del sistema.
L’Italia non regge per un motivo molto semplice: la caratteristica di ogni democrazia e la sua superiorità rispetto ad ogni altro regime sono date dalla capacità di autorigenerarsi. E’ stato così persino nei primi decenni della repubblica: è vero che avevamo un sistema bloccato, ma ciò non impediva, tra mille difficoltà, di cambiare uomini e formule di governo (centrismo, centrosinistra, pentapartito) per dare nuovo slancio al sistema e superare le terribili prove della ricostruzione, della Cortina di ferro, del terrorismo, dell’inflazione a due cifre.
Ed è proprio questa possibilità di autorigenerarsi che oggi non si intravede.
Le ragioni sono molte, alcune determinate da cause accidentali, cioè non volute: effetti collaterali. Come il costo inavvicinabile della politica, determinato dai ricchissimi finanziamenti pubblici: un euro all’anno per ogni elettore per ogni elezione: regionale, Camera, Senato, Parlamento europeo. Significa, per essere chiari, che sui contribuenti gravano ogni anno 200 milioni di euro per i partiti del sistema. Sono quattrocento miliardi di vecchie lire che però aumentano ancora per effetto del frequente ricorso ad elezioni anticipate. Siccome vengono definiti rimborsi elettorali (per eludere il referendum che aveva abolito il finanziamento pubblico), se si vota ad es. per la Camera e questa viene sciolta dopo un mese, il rimborso corre per tutta la legislatura e va a sommarsi a quello per le nuove elezioni.
Contro questa montagna di danaro distribuita ai partiti, oggi forse non ce l’avrebbe fatta nemmeno Berlusconi.
Come se non bastasse, ci sono le leggi elettorali varate apposta per consentire ai partiti attualmente rappresentati di autoconservarsi: contro le insidie esterne (vedi sbarramento) e contro quelle interne (vedi abolizione del voto di preferenza).
In queste condizioni, chiunque intenda introdurre qualche novità, ha un solo dovere: evitare le questioni di lana caprina, i distinguo sottili, e mettere quante più forze possibili attorno a una o due grandi idee.
Ci sono segnali non trascurabili, al riguardo, dai gruppi dispersi del mondo laico liberale e socialista. Segnali che provengono dai laici non schierati e da quelli che si trovano in entrambi gli schieramenti e provano, oggi, la medesima e speculare insoddisfazione.
A questi segnali è necessario offrire uno sbocco da subito mettendo in cantiere un nuovo soggetto (movimento o partito si vedrà in seguito) che consenta un confronto senza pregiudizi e senza inutili sofismi.
Si tratta di dare vita all’unica novità possibile in questo sistema bloccato sì, ma alla vigilia di una scomposizione dagli esiti imprevedibili.
Ci stiamo lavorando, sappiamo di non essere i soli e ne siamo lieti. Ci daremo da fare per collegarci e favorire tutte le aggregazioni possibili di personalità, circoli, associazioni dell’universo laico liberale e socialista ovunque collocati.
E, intanto, sollecitiamo anche le vostre proposte ed il vostro impegno.
Nicola Cariglia

Solo una precisazione, sono diecimila miliardi di Galassie, ognuna con circa diecimila Soli, ovviamente in Italia, abbiamo cose più importanti:
Renzi o Vendola??
Berlusconi spariglia?
Chiedetevi poi perchè non ci considera nessuno al Mondo.
Caro Nicola
condivido il tuo appello a Matteo B e le tue proposte. Suggerirei però di dare un corpo tangibile a questa idea laica e liberale che stenta a (ri)formarsi.
Una di quelle idee “forti” e oggi, visto il degrado diffuso, aggiungerei “rivoluzionarie”, non potrebbe essere rappresentata da una battaglia vera per la Cultura? In fondo il M° Muti, con il suo appello alla Scala di Milano, ha ottenuto l’impegno del Governo al ripristino del FUS.
Hai visto mai che insistendo….
Caro Matteo B,
non sarò certo io a dirti che stiamo viaggiando verso sorti progressive e magnifiche. Però, con tutto il disincanto del caso e tenendo in mente le difficoltà che ho ricordato (leggi elettorali blindate, costi che solo i partiti che già godono dei soldi pubblici possono permettersi) vale ora la pena di presentare una proposta.
L’Italia non è messa bene ed i partiti che occupano attualmente la scena, soldi a parte, stanno peggio.
Sarà che ormai sono totalmente disilluso sulle possibilità di un’evoluzione democratica in Italia, ma per me questo appello sembra disperato quanto un massaggio cardiaco ad un uomo già morto.
La “grande” onda liberale e socialista del periodo 2006-08, dalla nascita della RnP al fallimento del PS, è andata via e credo che sia irrimediabilmente persa. Ormai anche la bandiera del terzopolismo, per cui molti su Pensalibero e in altri circoli si battevano, è saldamente in mano alla trimurti Rutelli- Casini-Fini.
Perdonate lo sfogo, ma ormai qui al nord sembra di combattere contro i mulini a vento, ormai anche persone tranquillissime e relativamente intelligenti hanno conati di razzismo e/o qualunquismo improvvisi appena si toccano determinati argomenti, c’è proprio una mancanza culturale alla base, prima che politica, contro cui ogni giorno mi sembra sempre più difficile sbattere.
Caro Nicola,
Per questa sola volta, lasciami esporre qual è la base culturale da cui provengono i miei commenti, così questi siano più intellegibili agli altri lettori.
Scrivendo per l’illustre Firenze mi limito a porre a base di tutto, la forma dell’Italia, com’è vista da un satellite e i sentimenti che questa m’ispira, rispetto alla questione posta.
Gli antichi Romani guardavano le interiora degli uccelli, altri, foglie di Te o sfere di cristallo etc.
Dalla sua forma ricavo molta più ispirazione:
L’importanza d’essere cavalieri, una certa durezza nei miei commenti (Lo sperone nel Gargano) ma mai offensivo (che è arrotondato); ma l’apprezzamento per il Calcio (la Sicilia); una certa avversione per la Francia che si è presa la Corsica… il desiderio di Roma al Papa (Per farne la rotula rotonda) etc. Soprattutto per farci essere a servizio e non in capo al Mondo, ci voleva proprio lo stivale.
Una volta esposta la chiave di lettura credo mi capiranno un Po’ meglio (ovvio che il Po sia importante).
Credo che la superiorità di tale ispirazione, sulla sfera di cristallo, per non parlare del resto, è che comunque si tratta del nostro habitat, cosa può essere meglio che adattarci a esso?
Il punto forte di tale ispirazione è che vivendo in un universo di dieci miliardi di galassie, ognuna con dieci miliardi di stelle spesso abitabili, se persino l’Italia richiama con la sua forma a noi che lo abitiamo (e viceversa noi ci richiamiamo a Lei), questo da luogo a un’idea di Gaia universale che ci da la sicurezza, o almeno una forte speranza, che arriveremo sulle Stelle.
Guardando il Mondo intero, si vede come solo l’Italia ha una forma così espressiva, il fatto che sia quella di uno stivale, credo sia in perfetto accordo con una politica laica (ci mancherebbe che ci mettiamo ad adorare lo stivale…) socialista (ma comunque siamo pur tutti, quelli dello stivale.)
E liberale come la Sicilia che ci fa tutti calciatori.
Aggiungerei “Espansiva” perché in fondo, se faremo tutto questo, lo meritiamo.