Ancora incalza il dibattito sulla morte del Socialismo.
Biagio Marzo, sul quotidiano “L’Opinione delle Libertà”, ha scritto che sono i socialisti ad essere
morti ed il collega Daniele Mengacci replica che ciò non è vero.
Probabilmente non sono “i socialisti ad essere morti”, ma certamente il socialismo, nelle istituzioni italiane o è assente o è mal rappresentato.
Possibile che il Socialismo italiano sia ancora minoritario e rappresentato in Parlamento dalla vecchia guardia che ha fatto il suo tempo ? Ovvero da De Michelis, Del Turco, Villetti e dai figli di Craxi, i quali, tutti assieme, rappresentano una generazione socialista passata, trita e ritrita. Qualcuno di voi peraltro conosce le loro socialistiche proposte per il presente ?
Se parliamo di questi socialisti, insomma, essi sono morti, sepolti e, qualora presenti, risultano essere i fantasmi di sé stessi.
E qui mi sento di riprendere un discorso che mi è caro, ovvero la proposta che da qualche tempo sto tentando di portare avanti: la costituzione di un grande Partito della Democrazia Laica e Liberalsocialista che raccolga al suo interno tutti gli anticonservatori di entrambi gli schieramenti, ovvero socialisti, liberali, radicali e repubblicani senza distinzione alcuna.
Un Partito nuovo dalle radici antiche che potrebbe nascere da singoli Circoli da radicare sul territorio.
Qualche nucleo di giovani esiste peraltro già e mi auguro che si faccia strada.
E’ più che mai necessario investire non già sui figli dei figli di, ma sulla generazione nata dagli anni ’70 in poi. Su persone che sono vicine agli ideali laico-socialisti, ma che vogliono al contempo impegnarsi concretamente nella macchina amministrativa.
Il Partito della Democrazia Laica dovrebbe essere l’esatto opposto del costruendo Partito Democratico cattocomunista, riedizione del compromesso storico, ed allo stesso tempo l’esatto opposto della Cdl, polo conservator-democristico.
Francamente non sono così illuso dal credere che tale prospettiva possa nascere e/o nasca in tempi brevi.
Semplicemente ritengo possa essere una prospettiva, oltre che per l’area laico-socialista, anche per aggregare in un solo forte nucleo gli innovatori del nostro Paese.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Il giovane Luca dice, ancora una volta, cose che condividiamo e per questo gli chiediamo aiuto per dipanare un nostro laicissimo dubbio. Un nuovo partito fondato sui valori laici, liberali e socialisti è cosa buona e giusta in sé oppure ha valenza positiva solo se a proporlo è, per proprio conto, ciascuno di noi? Il dubbio ci tormenta ogni volta che coloro che avanzano la proposta trovano poi mille difficoltà a partecipare ad iniziative che altri adottano per realizzarlo davvero questo nuovo partito. Il riferimento a certi giudizi espressi dai dirigenti del Partito di Azione Liberalsocialista dopo l’assemblea per il Polo laico, liberale e socialista organizzata da Pensalibero a Firenze, è assolutamente voluto. Non siamo riusciti a capire che cosa significassero. Per nostra incultura, certamente. Ma una cosa è certa: spaccando il capello in quattro l’obbiettivo di cui parla Bagatin non si realizza. E non si va da nessuna parte. (n. c.)

Sono d’accordo con entrambi gli interventi. L’uno si completa con l’altro. Il fatto è dove, luogo fisico e ideale, trovare lo spazio per fare socialdemocrazia. Ancora meglio: se il PD è la conclamanza di una fusione fredda che abbandona il socialismo, non credo che mi accoglierà. E allora, vorrei davvero, poter essere nella socialdemocrazia, in uan visione nuova e positiva del mondo e delle posssibilità per ogni individuo, dai diritti civili a quelli del lavoro. Con l’espereinza dei compagni più anziani, con la “vis” di quelli più giovani. Attendo vostre comunicazioni.
fraterni saluti
Penso che nel tuo discorso ci sia un pò di disordine e di spregiudicatezza giovanile.
Sono d’accordo che bisogna costruire un nuovo soggetto politico lasciando più spazio alle nuove generazioni, ma attenzione, non si può essere tanto ingenui da pensare che si possa fare a meno dell’apporto dell’esperienza e della saggezza dei socialisti più anziani.
Il problema non sono gli uomini e la loro età, ma l’assenza di lungimiranza e di valori forti, mancano le grandi idee che come diceva Nenni camminano con le gambe della gente.
Un giovane anche di fronte alla nascita di un nuovo partito socialista non si avvicinarebbe soltanto per la data anagrafica dei suoi vertici, ma se questi saprànno suscitare nuovi interessi, uscendo dal solito frullato demagogico della sinistra attuale ( se esiste la sinistra !)
Comunque ammirando la tua passione politica e chiedendoti di far tesoro dei suggerimenti che ti vengono dati, ti dico di tenere alto il dibattito, forse qualcosa di buono ne verrà fuori.