Provocatoria, eccessiva e a momenti urtante, ma con una sua salda coerenza interna la regia realizzata da Damiano Michieletto (ripresa da Eleonora Gravagnola, scene di Paolo Fantin) per l’Idomeneo di Mozart, andato in scena al Manzoni di Pistoia per il Maggio Musicale. La vicenda del re di Creta, che torna in patria dopo la caduta di Troia, si trasforma in un drammatico contrasto fra lui e il figlio Idamante, che lo attendeva con trepidazione; quest’ultimo, interpretato con bravura – non solo sul piano della vocalità – dal mezzosoprano Rachel Kelly, si mostra come un adolescente ribelle, che, non comprendendo perché il padre lo respinga, intende imporgli con determinazione la sua personalità e le sue scelte, a cominciare dal suo contrastato amore per la giovane principessa troiana Ilia. Questa, interpretata da un’efficace Ekaterina Sadovnikova, appare perennemente indifesa e priva di energie – nonché in dolce attesa -, in netto contrasto con Elettra (anche lei innamorata di Idamante), una bravissima Carmela Remigio, arrogante, volgare e vera dominatrice della scena. Fra questi personaggi così ben caratterizzati, inseriti in una sorta di discarica a cielo aperto con detriti di vario tipo, scarpe abbandonate e mobili accatastati, si muove con aria sconvolta Idomeneo, un Michael Schade dalla vocalità a tratti un po’ forzata. Egli, contravvenendo al libretto, muore, lasciando l’eredità del regno al trionfante figlio Idamante, che sposa un’Ilia sofferente, ma pronta a partorire.
Non mancano scene di notevole forza espressiva, soprattutto con le masse corali e, nell’insieme, la recitazione è curata nei minimi particolari; tuttavia, in questo spettacolo dai toni accesi, Gianluca Capuano guida l’Orchestra del Maggio semplicemente adeguandosi, con una direzione tagliente e povera delle sfumature tipicamente mozartiane.
Buon successo dei cantanti, regia contestata da gran parte del pubblico.
Luca Summer

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