
Firenze è una città magica che ti prende il cuore al primo sguardo e non lo lascia più.
Firenze è una città che si fa amare anche nelle situazioni più estreme.
Firenze è una città che ami anche quando ti tradisce, con il suo abbandonarsi al degrado, anche quando si trasforma sotto i tuoi occhi in una città sempre più priva di quella personalità che l’aveva resa unica, Firenze che continui ad amare anche quando diventa vittima di chi non la ama e la disprezza con il suo comportamento.
E non sto parlando solo dei fiorentini vandali e maleducati, e non sto parlando solo dei turisti che fanno pipì nella fontana del Biancone o che si arrampicano sui monumenti o devono scrivere il loro piccolo nome sui marmi, parlo anche ,e a ragion veduta, di chi questa città la dovrebbe amministrare con amore e lungimiranza.
Appurato che Firenze è una città sempre più degradata (è sotto gli occhi di tutti che la sera Firenze muore): se durante il giorno il passaggio è pressoché frenetico , la sera quando le saracinesche dei negozi del centro si abbassano, quando le luci della periferia, anche immediata, si spengono, Firenze diventa territorio di balordi. Ci sono quartieri degradati da sempre e per questi si è cercato e si cerca di attuare una sorta di risanamento, risanamento che però non dà il risultato perseguito anche perché basato sullo spostamento del degrado da una zona all’altra.
Tutto questo si attua in vari modi. Grazie alle grandi opere (Tranvia e Tav) che portano all’abbandono delle zone interessate da parte dei residenti, alla chiusura degli esercizi pubblici nei pressi del percorso delle linee 2 e 3 (già la linea 1 ha portato alla chiusura di più di duecento negozi più o meno grandi , con più o meno dipendenti) all’eliminazione di alberi lungo i viali interessati alla linea 3; e la fuga dall’enorme buco della tav e dell’erigenda stazione Foster ai Macelli. In poche parole gran parte del Quartiere 5 sarà stravolto e comincia già a denunciare un degrado che avanza a grandi passi.
Una pubblicità che gira sulle fiancate degli autobus di Firenze in questi giorni, mi fa arrabbiare. Per pubblicizzare l’apertura del Multiplex di Novoli si afferma “…oggi a Firenze nasce una nuova Arte”. Ma brutto ignorante. Firenze è stata una delle città in cui si può affermare che sia nato il cinema. Ci sono sale, adesso chiuse, che sono state fra le prime ad essere aperte in Italia. Ci sono cinema di periferia (sempre meno purtroppo) in cui si proiettano film che hanno fatto la storia della settima arte e parliamo della Cineteca di Castello, ma ci sono anche sale che stentano a sopravvivere e cercano disperatamente di offrire un buon prodotto scegliendo con intelligenza fra i titoli che si affollano e dovendo accettare per un film “buono” un titolo meno buono, più di cassetta, da proiettare nella seconda sala (e parlo dell’Adriano e del Flora).
Il Multiplex di Novoli non risolverà né sconfiggerà il degrado che si sposterà un po’ più in là e finirà per soffocare la voglia di uscire degli abitanti più o meno giovani che siano.
Un de profundis per una Firenze che muore lentamente per colpa dei poteri forti che portano alla chiusura delle piccole sale, una Firenze quasi senza teatri, quasi senza cinema, quasi senza librerie…in poche parole una Firenze “quasi senza cultura”.
Il tutto sotto gli occhi di amministratori distratti o disinteressati.
Firenze amata, nonostante tutto, da chi continua a viverci, da chi continua a visitarla con intelligenza e nostalgia.

Quanto poi ai fiorentini che da più di 20 anni votano sempre nello stesso modo e niente fanno per cambiare c’è del vero ma coloro che vorrebbero cambiare o almeno collaborare non trovano orecchie per essere ascoltati. Purtroppo chi si definisce maggioranza in base ai numeri non vuole ascoltare e abbiamo constatato che scendere in piazza serve a poco, ma anche cercare di salvare il patrimonio (vedi arroganza di chi buca affreschi per trovare qualcosa che probabilmente non esiste più). Nascondersi e far finta che tutto funzioni è grave sia da parte delle autorità preposte, sia da parte dei cittadini non sempre e non tutti indifferenti.
Direi che nel tuo ” non mi lascio andare a valutazioni assolute ” emerge un problema di bon ton che è una valutazione assoluta. Proiettare un bolide al rallentatore non rallenta la sua velocità reale.
Bene per il motivato, ma non ritengo di mettere in gioco solo una parte di me se non mi lascio andare ad affermazioni assolute.
Chiara,
in tempi di sabbie mobili io cerco come acqua nel deserto le valutazioni assolute, educate, motivate, non apodittiche ma che abbiano il coraggio d’essere rigorosamente assolute perché sono le uniche che mi mettono in gioco per intero. Mettere in gioco solo una parte di noi a che serve?
infatti il degrado e la mancanza di cultura vengono da lontano e nell’elenco di Marzio manca la Libreria del Porcellino, luogo storico di incontro, di cui ricordo i lunghi tavoli di legno e il parquet che scricchiolava anche se cercavi di camminare in punta di piedi. Se qualcosa è stato fatto da questa amministrazione è ben poca cosa specie dopo che il vice sindaco Dario Nardella aveva assicurato che mai avrebbe permesso questa chiusura!!
la domanda di Chiara è una bella domanda a cui potremmo aggiungere “perché i fiorentini e gli italiani continuano a votare una casta che ha difficoltà a ridursi gli emolumenti da migliaia di euro?
infatti il degrado e la mancanza di cultura vengono da lontano e nell’elenco di Marzio manca la Libreria del Porcellino, luogo storico di incontro, di cui ricordo i lunghi tavoli di legno e il parquet che scricchiolava anche se cercavi di camminare in punta di piedi. Se qualcosa è stato fatto da questa amministrazione è ben poca cosa specie dopo che il vice sindaco Dario Nardella aveva assicurato che mai avrebbe permesso questa chiusura!!
la domanda di Chiara è una bella domanda a cui potremmo aggiungere “perchè i fiirentini e gli italiani continuano a votare una casta che ha difficoltà a ridursi gli emolumenti da migliaia di euro?
Caro Marzio, il Niccolini era pieno di un pubblico giovane, e questo era il suo merito. Per il resto, ognuno fa le proprie valutazioni personali, tutte legittime, nessuna assoluta.
Cara Maria Rita, in parte e’ vero, in parte no. Tanto degrado e’ una eredita’ che arriva da lontano, ti ricordi i tempi gloriosi del teatro Niccolini con la gestione di Carlo Cecchi?! Nessuo mosse un dito per salvarlo, gli attuali amministratori allora andavano ancora alle scuole elementari. Ma la Pergola, che a a causa della chisira dell’Eti era condannata a chiudere, e’ stata salvata velocemente e positivamente dalla attuale Giunta, e prosegue la sua missione di teatro più antico d’Europa. Voglio dire, con questo, che quello che scrivi e’ vero, ma purtroppo era vero an he vent’anni fa, e i fiorentini allora dov’erano?! Perché non protestavano ed hanno continuato a votare obbedienti i responsabili del degrado della nostra città?!
Non so come su un teatro in più o in meno possa misurarsi crescita o decrescita della decadenza di Firenze, visto che la scena in tutto il mondo non è più deputata all’indicibile e non ha più alcun impatto politico. I tempi del glorioso Niccolini forse erano debitori alle ingenuità giovanili. Se l’attuale giunta ha salvato la Pergola niente ha fatto per evitare il collasso della libreria Martelli, che con la Seeber era la storica libreria dei fiorentini, mentre la Edison è in lista d’attesa. Giusto dire che la decadenza viene da lontano, ma che l’amministrazione attuale abbia cambiato rotta mi sembra frutto di strabismo, e del resto cambiare rotta è impossibile. Firenze è destinata a diventare una Disneyland del consumismo culturale usa e getta, in cui il panorama, cioè la falsa sintesi visiva, è responsabile di molta superficialità.