• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Un giorno contro l’antisemitismo

L’antisemitismo becero e volgare ha superato i confini dei ristretti gruppetti neofascisti ed è dilagato nei comportamenti di gruppi sociali più vasti.

di Valentino Baldacci | 10 Marzo 2019

L’estendersi (meglio sarebbe dire il dilagare) dell’antisemitismo in Europa e anche nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti, nonostante i silenzi, le reticenze e la cattiva informazione di tanta parte delle TV e della stampa, solo che si vogliano usare gli occhi per vedere e le orecchie per sentire. Antisemitismo che prende le forme più diverse, dalle più becere e volgari a quelle che vorrebbero assumere le forme della critica o addirittura dell’analisi politica ma che finiscono tutte per rafforzare una tendenza che è diventata senso comune: ripetere i più tradizionali stereotipi antiebraici, disegnare un’immagine distorta e perfino caricaturale dello Stato d’Israele. Quando si usano parole come “apartheid”, “pulizia etnica”, “genocidio” è evidente che non è più possibile una distinzione tra un antisemitismo volgare che trova sfogo nei cori degli stadi e nelle scritte oscene sui muri e un antisionismo che non critica questa o quella condotta del governo israeliano ma nega alla radice il diritto all’esistenza stessa di uno Stato degli ebrei o ne dà un’immagine così caricaturale e distorta da richiamare inevitabilmente alla memoria una tradizione antisemita le cui conseguenze sembrano oggi essere state rimosse.
L’antisemitismo dei nostri giorni mantiene quella carica di irrazionalità e di visceralità che gli permette di penetrare negli angoli meno protetti delle coscienze più deboli, ma indossa anche i panni della critica politica e ideologica ed è questa veste che gli fornisce il lasciapassare per entrare nei luoghi della politica e perfino della cultura, anzi, per rientrare, perché a lungo da quei luoghi era stato espulso mentre oggi la sua presenza è di nuovo invadente e pervasiva.
A lungo, negli anni che sono seguiti alla fine della II guerra mondiale, l’antisemitismo politico è stato patrimonio pressoché esclusivo dell’estrema destra. Come tale era confinato in un ambito che permetteva di isolarlo e perfino di ignorarlo. D’altra parte la guerra fredda aveva fatto sì che l’Unione Sovietica assumesse un atteggiamento ostile verso lo Stato d’Israele e a questa linea si erano adeguati i Partiti comunisti europei, compreso quello italiano; ma – almeno fino alla guerra dei Sei giorni – questa ostilità rimaneva confinata all’ambito dei rapporti internazionali e non contribuiva a modificare l’immagine del mondo ebraico e nemmeno quella dello stesso Stato d’Israele. Il periodo che è seguito alla guerra dei Sei giorni, con l’esplodere del terrorismo palestinese e le profonde modifiche che si sono prodotte soprattutto nel mondo giovanile con il movimento del ’68, hanno fatto emergere una realtà politica nuova, quella di un’estrema sinistra che – con una radicalità sconosciuta al linguaggio del PCI – ha costruito una nuova narrazione antisionista che è durata nel tempo e che è giunta fino ai giorni nostri. Tuttavia non si poteva ancora dire che questa nuova forma di odio fosse diventata senso comune diffuso, perché, al contrario, quella che si imponeva era l’immagine degli “opposti estremismi”: si può dire che la grande maggioranza dei cittadini restasse estranea sia alla truculenza dell’antisemitismo neofascista sia ai fumi ideologici dell’antisionismo dell’estrema sinistra.
Negli ultimi anni – ma l’inizio di questa nuova fase risale a qualche decennio fa – il quadro si è profondamente modificato: l’antisemitismo becero e volgare ha superato i confini dei ristretti gruppetti neofascisti ed è dilagato nei comportamenti di gruppi sociali più vasti. Al tempo stesso l’antisionismo è andato estendendo la sua presa soprattutto nella direzione dell’area di sinistra democratica che a lungo ne era rimasta immune: ai nostri giorni sempre più vediamo fare professione di antisionismo partiti come quello laburista inglese e quelli di indirizzo socialista della Scandinavia, per non parlare di quanto avviene nell’universo populista, in Italia e altrove. Se poi si guarda a quello che accade all’ONU ci si rende conto che l’antisionismo è diventato, passo dopo paso, una dottrina pressoché ufficiale dell’organizzazione delle Nazioni Unite.
Di fronte a questo rinnovato dilagare dell’antisemitismo non si può dire che non ci sia stata reazione, sia da parte delle Comunità ebraiche che di uomini politici, di giornalisti, di intellettuali. Ma è stata una reazione debole, soprattutto quella del mondo della politica e della cultura non ebraica, che non è stata finora in grado di rovesciare l’espandersi dell’antisemitismo e di proporre una diversa lettura della realtà capace di coinvolgere, soprattutto, il mondo giovanile.
Esiste in Italia una realtà che è caratteristica del nostro Paese e che non è presente – almeno nelle stesse dimensioni – in altri Paesi europei: quella delle Associazioni che, con vari nomi e denominazioni, si richiamano all’amicizia verso Israele e alla lotta contro l’antisemitismo e i cui aderenti sono, in maggioranza, non ebrei. È una realtà diffusa, soprattutto nelle città del Centro-Nord; ma è una realtà debole perché divisa, frantumata da personalismi che mostrano tutta la loro irrilevanza di fronte al compito e alla funzione che queste Associazioni dovrebbero svolgere, quella, soprattutto, di contrastare l’antisionismo nel mondo giovanile. Lasciando da parte divisioni e personalismi, sarebbe questo il momento per una grande iniziativa alla quale partecipino tutte le Associazioni che si richiamano all’amicizia per Israele, una giornata contro l’antisemitismo, che sia il punto di partenza per un’azione diffusa e capillare di contrasto a tutte le forme di antisemitismo e di antisionismo presenti nel nostro Paese. Sono certo che a questa iniziativa non mancherebbe l’appoggio e la partecipazione di una parte rilevante del mondo politico, del giornalismo, della cultura.

Valentino Baldacci  (moked.it – il portale dell’ebraismo italiano)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, europa, governo, guerra mondiale, informazione, italia, mondo, movimento, nuova fase, paesi europei, populista, sconosciuta

Info Valentino Baldacci

Valentino Baldacci ha insegnato nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Liberalismo e liberismo, liberalismo e borghesia nel pensiero di Piero Gobetti (1963); Estremismo e catastrofismo in Franco Rodano (1964); Il calcio come ideologia (1970, con Gerhard Vinnai); Pinocchio e la sua immagine (1981, con Andrea Rauch); L’”Encyclopédie” nella Toscana del ‘700: successi e fallimenti di progetti editoriali (1985); II 18 aprile 1948: la campagna di Toscana (1988); Filippo Stecchi. Un editore fiorentino del Settecento fra riformismo e rivoluzione (1989); II lampione e la lanterna: una chiacchiera sulla satira politica nella Toscana del Risorgimento (1993); La satira politica nella Toscana del Risorgimento – Periodici 1848/1860 (1993); Pietro Leopoldo, un grande riformatore (2000); Il sistema dei beni culturali in Italia – Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale (2004); Gli itinerari culturali – Progettazione e comunicazione (2006); Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana tra ‘800 e ‘900 (2008, con Zeffiro Ciuffoletti); La Toscana nell’età del Risorgimento (2010 – con Cosimo Ceccuti); Ernesto Nathan, Paolo Orano e l’antisemitismo in Italia (2012); Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza (2013); Tre diverse concezioni del patrimonio culturale (2014).

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti