Nel momento in cui stiamo scrivendo il Presidente della Repubblica deve ancora consultare Veltroni e Berlusconi ma già sappiamo che le loro posizioni sono agli antipodi: governo per le riforme il primo, subito alle urne per il leader di Forza Italia.
Una crisi di Governo, come appariva fino dal momento della sfiducia, difficile da gestire e ancor più da risolvere.
La caparbietà e l’ostinazione con le quali il premier Romano Prodi ha innescato il braccio di ferro con l’opposizione, nonostante i consigli del Capo dello Stato, non potevano non scatenare una reazione uguale e contraria soprattutto in chi vuole il ricorso alle urne in tempi rapidi per sfruttare la favorevole contingenza suggerita dai sondaggi sull’intenzione di voto degli italiani.
Ma non solo. Anche nello schieramento opposto molti chiedono lo scioglimento immediato delle Camere e le elezioni con il “porcellum” vale a dire l’attuale legge elettorale, meno rischiosa per i piccoli partiti di un eventuale riforma con un “quorum” più alto per accedere al Parlamento.
Sta di fatto che tutte le ipotesi, Governo tecnico o del Presidente con tutti dentro per fare le riforme, si scontrano con la maggioranza dei partiti dei due schieramenti che vogliono le elezioni sia per motivi di convenienza sia per ripicca verso chi ha voluto forzare la mano fino alle estreme conseguenze.
Anche un eventuale “esploratore”, si fa il nome del Presidente del Senato Franco Marini, rischia di perdersi nella nebbia che avvolge il panorama politico italiano.
Allora la saggezza del Presidente Napolitano dovrebbe prevalere sui tatticismi e i suoi desiderata e decidere in tempi brevissimi se ci sono spiragli per un incarico, spiragli che non si vedono, o mandare gli italiani immediatamente a votare anche con questa legge elettorale.
Lo impongono le condizioni del Paese che dopo una breve stagione di ripresa economica sta di nuovo precipitando nel rallentamento con il calo del Prodotto Interno Lordo e la crescita dell’inflazione come indicano tutti gli organismi economici.
C’è insomma bisogno in tempio brevi di strategie per rilanciare l’economia e per riformare l’apparato statale, compresa la Costituzione, per non dire definitivamente addio alla competizione globale e diventare il fanalino di coda in Europa.
Le spinte contrapposte all’interno della maggioranza che ha sostenuto il Governo Prodi, pur con alcune cose fatte, hanno accantonato problemi importanti: rimangono da definire l’Alta Velocità, la vicenda Alitalia non può essere rimandata all’infinito per il drenaggio di risorse che comporta le cui conseguenze sono sulle spalle degli italiani. A ciò si lega il nodo di Malpensa e lo sviluppo aeroportuale del nord per il quale, con enfasi degna di altre cause, si invoca la rivoluzione.
La battaglia dei rifiuti della Campania rimane aperta. Ma le scelte per individuare discariche e costruire termovalorizzatori non coinvolge solo il sud.
Se non bastasse quanto sino qui detto, ogni giorno arrivano i dati di vari organismi nazionali e internazionali (ammesso che fosse necessario visto che ognuno lo constata direttamente) a dirci che il Paese si sta impoverendo: i salari sono i più bassi d’Europa, i servizi fra i più scadenti e i più cari.
L’ultimo rilevamento di Bankitalia,poi, conferma che il reddito da lavoro dipendente, stipendi e salari, è fermo al 2000, solo più 0, 90 per cento mentre il reddito da lavoro autonomo è cresciuto del 13 per cento. Come tutte le statistiche si parla di una media per cui all’interno delle varie categorie ci può essere chi si discosta da questi parametri ma la realtà complessiva e questa.
Dunque bando alle tattiche e agli attendismi. Il Paese non può aspettare. Si vada ad una verifica di cosa chiedono gli italiani e se ancora una volta le urne daranno un risultato di parità si dia vita alla “Grosse Kolationen” per togliere il Paese dal pantano e fare delle scelte, magari impopolari ma condivise, per risolvere i problemi di questo nostro povero Paese che dopo il sorpasso della Spagna è insidiato da vicino da Grecia e Portogallo e sta “conquistando”, come si paventa, la maglia nera in Europa.
Dunque Presidente Napolitano via tatticismi, attendismi e soluzioni… rapide!
Marcello Paris

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