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Un chiodo fisso: il Nazareno

di Carla Ceretelli | 21 Giugno 2015

Sicuramente l’uomo del monte, il vecchio Silvio ancorchè rifatto e tirato e inceronato, e questo ci interessa il giusto, avrebbe offerto un notevole sostegno  nelle trattative con altri premier. Europei e Africani.  

“Pago le tasse e pretendo che lo Stato trovi una soluzione. Ospitare i profughi è gentilezza: io preferisco la giustizia”  ma anche  “dovreste aiutare PRIMA gli italiani”: no, questo non lo faremo mai. In medicina l’unico criterio accettabile è il bisogno. Italiani, congolesi o marziani: prima chi ha bisogno,  chiunque sia”. Vero, in medicina. Chi  non  conosce l’autore del pensiero vada oltre…

Da sempre,  insomma da un paio d’anni  abbiamo pensato, io e pochi/tanti altri non so, che i due uomini con tutti i pregi e difetti del caso, che   avrebbero potuto mandare avanti questo martoriato paese sarebbero stati Matteo e Silvio. Il primo sullo scranno con lo scettro, il secondo con la barba bianca, si fa per dire,  sintomo di saggezza buono e affidabile consigliori. Non sperticatevi dalle risate…state a sentire.

Il peccato originale è stato quello di volere a tutti i costi e pervicacemente scegliere un Presidente della Repubblica praticamente inesistente e trasparente. No, non perchè sincero e puro,  ma  proprio invisibile. E senza nerbo alcuno. I suoi discorsi sono così banali che fanno venire il latte ai ginocchi come si dice nella mia città.

Il secondo, a monte, quello di aver voluto altrettanto pervicacemente attorniarsi di troppe donne e troppo giovani  senza adeguata esperienza. Come abbiamo già detto spesso, essere donna e giovane  non è automaticamente virtuoso. La scelta di Mogherini poi è stata una debacle pesante.  La  signora è trasparente e invisibile quasi quanto il Capo dello Stato.

Nell’ultimo anno  anno la patologia conclamata dell’ immigrazione si è aggravata parecchio. Ed era prevedibile. Ma chi aveva una lungimiranza  poi avvalorata dai fatti , veniva tacciato di  visionario e accusato di razzismo.

Ci siamo occupati per un anno di legge elettorale e di scuola.  Ora, pur  considerando  la scuola fondamento di  un paese, c’era qualcosa di  ben più pregnante  da affrontare,  almeno contestualmente.  E in modo coordinato e coinvolgente tutte le forze politiche. Invece no, fra gli ipocriti  buonisti e  gli insensati cattivisti,  solo un sacco di legnate verbali sui media  e qualche volta anche fisiche, in parlamento.

Ma  non si può  continuare a giocare  e trastullarsi  nè con l’umanità nè con la dignità e  tanto meno con la legalità.

Chi li voleva tutti  e chi non voleva nessuno. E intanto abbiamo assistito all’esorbitante aumento dell’esodo/invasione di massa  per niente   imprevista e  imprevedibile.

Eppure il glissaggio del premier sul tema è stato abissale. E mollare il vecchio compagno di merende, in senso buono naturalmente, del patto per le riforme è stato un errore madornale. Ora si che ne avrebbe avuto bisogno. Noi abbiamo sostenuto Matteo e  abbiamo creduto, eccome, alla sua volontà  capacità di cambiamento. Ma non abbiamo  certo  pensato che avesse esperienza e competenza  in  politica estera, uomo solo al comando. tale da    affrontare un dramma  epocale così imponente come l’esodo migranti. Sicuramente l’uomo del monte, il vecchio Silvio ancorchè rifatto e tirato e inceronato, e questo ci interessa il giusto, avrebbe offerto un notevole sostegno  nelle trattative con altri premier. Europei e Africani.  Parecchi ormai sono certi e alcuni ammettono, seppure  obtorto collo,  che i suoi rapporti con il fu capo libico erano stati la scelta giusta. Ma azioni militari  perverse d’oltralpe e l’antiberlusconismo intestino hanno prodotto solo male, quando gli hanno rotto le uova nel paniere, per primi i francesi guarda caso. Si quelli della nutella.

Ma che gli abbiamo fatto ai nostri cugini. E d’ora in poi solo prodotti italiani.

D’altra parte l’odio non genera bene. E i nostri cuginastri la fanno da padrone e continuano a imperversare con la loro mancanza di buon senso. Passando sopra a certi accordi,  spesso non troppo  chiari e anche contrastanti,  come sempre .

E ora siamo ridotti ad usare il volontariato per l’accoglienza, quanto mai  doverosa, ma personale. Pannicelli caldi che affrontano il problema in  contingenza  ma non radicalmente. Le scelte organizzative politico/istituzionali son ben altro.

Anche Cecilia Strada, per i pochi  distratti,  presidente di Emergency,  afferma :”Pago le tasse e pretendo che lo Stato trovi una soluzione. Ospitare i profughi è gentilezza: io preferisco la giustizia”. Ma naturalmente sostiene di essere ironica.  Se non l’avesse dichiarato non si sarebbe capito.

Per non dire dell’elsapensiero  che talkeggia a destra e a manca  ‘bisogna gestire l’emergenza’. Ci mancava lei ad aprirci gli occhi. Peccato che ormai i nostri    sono  ben spalancati sull’orrore che ci circonda.

Mentre  Angelino  tuona sull’equa distribuzione in Europa che continua bellamente a fare orecchie da mercante  per  questa patata bollente che solo noi ci ritroviamo fra le mani.

Intanto offre case ai  Rom, purchè non le rifiutino  ehhh, altrimenti se ne vanno. Cioè li rimanda da dove son venuti.. o bella forse lui lo sa. Ma se fino a ieri asserivano di non sapere nulla della loro provenienza . Ma qui siamo fra i pazzi.

Trattasi di autolesionismo conclamato .

Mentre noi per anni abbiamo fatto gli europeisti,  gli altri facevano i francesi i tedeschi ecc. e continuano in modo vergognoso a farlo nonostante la grande emergenza.   Ma ne hanno tutti i diritti. Quelli di difendere  la propria gente  e le proprie frontiere, anche se le frontiere in Europa non ci sono più.  Così almeno pensavamo. Ma per i cittadini europei con documenti al seguito. Quando cambia il gioco si cambiano le regole. Magari  non proprio durante. E  anche Dublino è  regola ormai fuori gioco. Gli italiani, nonostante la grandezza di questo Paese, che ha dato natali a pincopallo… ecc ecc,  sono  affetti da grandi complessi:..primo la paura di essere cattivi. Ma fra essere cattivi  e essere  buonisti ci sarà pure  una terza via dettata dal buon senso .

Quella della  legittima difesa. Come? Non sta noi decidere. Fortunatamente.. Ma un popolo se pur decadente ha diritto di difendersi perfino  dalla scabbia, anche se qualcuno blatera sulla quisquilia.. che vuoi che sia, basta una pomatina allo zolfo..  e dai cosidetti “disperati”. Che forse non lo sono, almeno non tutti. Per trovare il coraggio di imbarcarsi bisogna essere invece  pieni di sogni  per  l’avvenire.  Quello che noi non gli possiamo garantire. Dato che  disperati sono gli italiani le cui aspettative continuamente decrescono e che perciò hanno smesso di far figli. Voglio che i miei figli li facciano invece e che li possano mantenere decorosamente. Nel rispetto dei i sacrifici che i nostri genitori e i nostri nonni hanno fatto. Al contrario di chi vorrebbe importarli da altri paesi dove li fanno anche se sanno che non possono sfamarli.

Tutto ciò detto, i profughi devono essere accolti  sfamati  non per buonismo ma per pietas.

Amnesty interviene   e denuncia la “Risposta vergognosa al problema profughi” e auspicando “più cooperazione tra gli Stati”  Lo definisce ”la peggiore crisi dalla seconda guerra mondiale”. Mentre non ha dubbi sul fatto che la risposta sia assolutamente inadeguata: ”I leader mondiali condannano milioni di rifugiati a un’esistenza insopportabile”. “La drammatizzazione e il non fare distinzione tra problemi diversi”, dice il portavoce di Amnesty Italia  Riccardo Noury, “non aiuta ad affrontare il problema in modo adeguato. Nessun paese dovrebbe essere lasciato solo, la risposta della comunità internazionale è stata vergognosa. E l’Europa, guardando ai numeri, non è certo la più colpita”.

C’è chi ha dato l’allarme vent’anni fa , vedi Oriana. C’è chi l’ha presa per grulla e lo ha negato fino a ieri. E si è fatto prendere in contropiede.

E inter nos assistiamo perfino al negazionismo della sinistra struzzona,  nonchè a quello  della terza carica dello stato.  La prima perchè  non può permettersi di  avvicinarsi e adeguarsi al salvinipensiero,  il baubau che esprime , male, ciò che la maggioranza degli italiani  pensa, pur senza  volerlo ammettere.

Della serie  se- lo -dice- lui- non- si- può- dire- noi.

Le ragioni della  seconda,  che nega l’emergenza e si limita ad elogiare il volontariato, non pervenute.

Pubblicato in : Editoriale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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