Lo stesso Leopardi, nelle sue “Operette Morali”, scriveva:
“Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?”.
Tuttavia, vale la pena ricordare come il dualismo sia parte integrante della storia e della vita di ognuno di noi; si apprezza il bene perché conosciamo il male e si ambisce alla felicità perché abbiamo sperimentato l’infelicità.
Ecco perché, nell’augurare ad ognuno di voi un felice e prospero 2025 ci tengo anche a ricordare di volgere uno sguardo all’anno che si sta concludendo.
Osservatelo nella sua interezza. Guardatelo scorrere con il dovuto distacco e forse, e dico forse, per un istante scoprirete anche voi di aver comunque vissuto e vivere, amici miei, è la cosa più emozionante che ci possa mai capitare.

AL VECCHIO ANNO
Brindo al vecchio anno
che sparisca
come le stelle al mattino
come l’odore di asfalto
passata la pioggia di maggio.
Brindo al passato, che è stato.
…
Alzo un calice; qui ed ora.
…
Brindo al vecchio anno
che si dissolva
arcobaleno vaporizzato dal sole
pensiero inutile riaffiorato per caso.
Brindo a quello che è stato
che poi, per fortuna o sfortuna,
mai più potrà essere.
…
Alzo un calice; qui ed ora.
…
Brindo al vecchio anno
e ringrazio
e mi aggrappo al presente
e aspetto che il nuovo abbia inizio.
…
Alzo un calice; qui ed ora.
…
Brindo al vecchio anno
al passato, al presente, al futuro
e brindo alla vita che scorre
Treno che passa
meraviglia senza ritorno.
…
Alzo un calice; qui ed ora.
…
Brindo al vecchio anno e
brindo pure alla vita e
ringrazio per quello che è stato
e per ciò che verrà
e mi sorprendo
mentre il nuovo anno
anch’esso, inizia a passare.
…
Zairo Ferrante @2024; tutti i diritti riservati.
*Quadro liberamente tratto dalla rete: Henri Matisse, Armonia in rosso, 1908. Olio su tela, 180 x 220 cm – San Pietroburgo, Museo Statale dell’Ermitage

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