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Un anno di corsa: Politica col fiatone

di Fabrizio Binacchi | 23 Marzo 2014

La politica oltre ai vecchi riti fatti di liturgie stantie, sta rottamando anche la lentezza. E questo va bene a patto che non vada scapito della positiva riflessione. La fretta fa i gattini ciechi.

montecitorio-runnnig-club_emb4Si corre, e si corre molto. Lo stesso Matteo Renzi si sposta a piè veloce. Giornalisti e intervistatori con l’affanno. Non fanno in tempo a lasciarlo all’ingresso della sede nazionale del PD e dopo cinque minuti è già alla Camera, e due ore dopo a Berlino o Bruxelles. La politica oltre ai vecchi riti fatti di liturgie stantie, sta rottamando anche la lentezza. E questo va bene a patto che non vada scapito della positiva riflessione. La fretta fa i gattini ciechi. Ad ogni modo l’anno politico è cominciato di corsa. Il nuovo anno 2014 per la politica è iniziato l’8 dicembre del 2013 giorno del boom Renzi ed ora stiamo vivendo settimane e mesi che in altre stagioni avrebbero occupato semestri e anni. Il bello di tutto questo è che si hanno tempi certi: riforma elettorale entro il 25 maggio, 80 euro di sconto recupero tasse in busta il 27 maggio, riforma istituzionale entro il semestre. Gli impegni sono sogni con la scadenza. Va tutto bene ma in giro c’è anche la politica col fiatone. Siamo a un quarto di anno e l’abbiamo fatto tutto di corsa, con poca e scarsa metabolizzazione. E quel che in politica (come nel corpo) non si metabolizza prima o poi è un nodo che viene al pettine. Letta sì Letta no, Renzi subito Renzi dopo, Renzi immediato, svolte contro svolte, corri a Berlino, corri a Parigi telefona al mondo e cerchiamo i capitoli del risparmio. Questo può essere la svolta ma nello stesso tempo il problema. Un contro è trovare la soluzione tecnica, che può essere anche geniale, e un conto è trasformare quella soluzione tecnica in misura politica, che a volte e non è geniale ma dev’essere approvata e digerita, condivisa da una maggioranza e quindi digeribile. Due esempi. Che senso ha andare di corsa e annunciare al mondo, facendo agitare il mondo, le possibili soluzioni tecniche di taglio della spesa compresi 85 mila statali per poi dire ci penserà la politica? Che gusto c’è nell’allarmare sindacati, dipendenti, associazioni mondi vari con anticipazioni tecnico o tecnocratiche di tagli di qui e risparmi di là, taglio di dipendenti pubblici e prelievi sulle pensioni, quando poi dovrà essere la mediazione politica a cominciare dal governo a fare la scelta vera? Anche queste presunte tecniche fanno venire il fiatone alla politica ma soprattutto tolgono il fiato ai cittadini. Che direbbero in buona sostanza così: diteci i provvedimenti che avete deciso senza farci fibrillare tra ipotesi tecniche e misurazioni partitiche. Secondo esempio. Via il Senato elettivo, si passi al monocameralismo perfetto. Anche questo sembra un po’ il frutto della corsa di questi mesi. Dice un vecchio della politica italiana che da qualche anno veste i panni del saggista e del senatore riflessivo (appunto) Cirino Pomicino: attenzione a cancellare una camera, si può ottenere lo stesso risparmio economico ed istituzionale cambiando forma al Senato, cambiando sostanza e prerogative ovviamente nel senso anche di rappresentanza territoriale,  senza cancellarne la figura, storica e istituzionale. Anche qui: la fretta fa spesso i gattini ciechi.  Che Grecia e Spagna e anche Italia e Irlanda avessero il fiatone economico era risaputo, ma che tutta l’Europa avesse il fiatone sociale e politico l’ha dovuto scoprire e sottolineare il presidente brasiliano  Lula a Matteo Renzi in una colazione a Palazzo Chigi. Sembra di sentirlo Lula che dice a Renzi: sembrate sfiduciati, sembrate un continente senza voglia di reagire. Parole miele per lo stesso Renzi che deve dare una svolta al sistema Italia ma anche al sistema di relazioni tra Stati e Unione Europea e tra gli stessi Stati membri. Per avere più fiato non basta riempire i polmoni, bisogna anche avere sicurezze in testa. Il respiro lungo è un prodotto di neuroni e sinapsi e non solo un problema di diaframma.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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