Urgenza di Governo
Pd e Pdl imparino dai propri errori.Fin qui si sono retti a vicenda, prendendo in ostaggio i rispettivi elettorati, da domenica scorsa rischiano di affondare assieme.

Su due punti fondamentali, la politica economica orientata allo sviluppo e il rapporto con l’Unione europea e l’euro, il Pd e il Pdl hanno posizioni simili. Hanno passato anni a tirarsi dietro i problemi, accusandosi di volere uscire dall’euro o di volere un’orgia fiscale, ma nessuno dei due è riuscito né a far scendere la pressione fiscale, né a far correre meno pericoli alla moneta unica. La loro propaganda è divenuta stucchevole. Perché falsa, ma soprattutto inutile. Volete una prova della sostanziale convergenza? Eccola: se Mario Draghi accettasse di guidare il governo entrambe lo voterebbero. Allora, il punto è: facciano per loro volontà e capacità quel che sono già stati e che saranno costretti a fare per assenza di lucidità e imposizione di commissariamento, lavorino, subito, a un accordo.
Lascino perdere il tremore al labbruzzo che solo li coglie se sentono parlare di Grillo: i voti di 5 Stelle prosperano sui loro fallimenti, non sulle loro decisioni. E imparino dai propri errori: il governo Monti fu, da parte loro, una fuga dalle responsabilità, aggravata dall’improvvida decisione di Monti stesso, che ha trasformato il governo in una lista. Tocca a loro il lavoro di governo. Per farlo devono violentare la natura che si sono costruiti: Il Pd chiamando al voto contro Berlusconi, esercitando un moralismo senza etica che ha generato mostri dell’antipolitica; il Pdl chiamando al voto contro comunisti che oramai si vergognano d’essere stati tali, e per cambiare uno Stato che non sono riusciti neanche a intaccare. Se credono di andare avanti in questo modo si sbagliano, perché il tempo è scaduto e il risultato chiarissimo: questo giochino non intriga più la grande maggioranza dell’elettorato. Fin qui si sono retti a vicenda, prendendo in ostaggio i rispettivi elettorati, da domenica scorsa rischiano di affondare assieme.
Quei due punti di convergenza sono determinanti, nella situazione in cui ci troviamo e con i mercati pronti ad aggredirci, a farci pagare ogni mancanza d’affidabilità. Quei due punti, inoltre, segnano una distanza enorme dal resto delle offerte politiche, e da Grillo in particolare. Se ci si dovesse trovare nella necessità di farlo, c’è qualcuno disposto a credere che un governo retto dai voti di Grillo possa negoziare lo scudo europeo? Ma proprio perché è evidente la risposta negativa è assolutamente certo che i mercati ci metterebbero immediatamente in quella condizione. No, la razionalità non offre altra via che l’accordo. Il fatto è che si deve percorrerla in fretta, senza pensare di potere traccheggiare per settimane.
Quanto può durare, un governo di questo tipo? Domanda sbagliata, quella corretta è: quanto “deve” durare? Deve mettere in sicurezza i conti, allentare il cappio fiscale, mediante riduzione della spesa, e usare la maggioranza per far correre il Parlamento verso riforme istituzionali e un nuovo sistema elettorale. Deve durare almeno un anno, usando anche le elezioni europee quale termometro politico e occasione di sfogo. Quando ci saremo addentrati nel 2014 la ripresa non sarà solo un’eterea visione, ma un refolo reale. Questo restituirà la sensazione che i sacrifici saranno serviti. A quel punto la missione sarà compiuta e si potrà tornare a un gioco democratico normale, avendo avuto cura d’insediare al Quirinale un garante solido. E’ probabile che Pdl e Pd, come oggi li conosciamo, ne muoiano. Il cordoglio sarà limitato e la loro successiva incarnazione sarà in una destra e una sinistra che abbiano programmi diversi, ma non si vedano come nemici dell’Italia e della sua dignità internazionale. L’alternativa, del resto, non contempla la loro sopravvivenza. Meno ancora la loro floridezza. Semmai una fine ingloriosa ed esequie fra gli improperi. L’Italia non è una vedova del medioevo induista, tenuta a bruciare viva sulla pira del marito. La pira può essere evitata a tutti, se solo ritrovano un po’ di ragionevolezza e dignità politica.

Lucidissimo, da condividere parola per parola; spero che Napolitano lo legga e tragga dal cilindro la soluzione di un presidente del consiglio all’altezza.