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Un “club” riflesso di un mondo che non c’è più
I POTENTI SENZA POTERE

Come si fa a governare, con strumenti nazionali, economie il cui aspetto finanziario è mondiale? di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 14 Luglio 2008

Prima di annegare nel nostro ombelico, occupandoci solo di sboccati e sgrammaticati, osserviamo quel che succede ad un mondo nel quale i potenti non sono più tali. Hanno ancora i bottoni per il comando, ma qualcuno ha staccato i fili e, talora, li pigiano a vuoto. In Europa più di un governo s’è detto apertamente contrario alla politica dei tassi seguita dalla Banca Centrale Europea, la quale ha fatto spallucce ed è andata avanti per i fatti propri. Quando ai cittadini europei ne è data opportunità, votano contro l’Europa. In compenso le istituzioni europee se ne fregano di quelli per cui i cittadini hanno votato. Direi che, così procedendo, non si va lontano.

Il forum degli otto Paesi che si ritengono più influenti, il G8, si riunisce e partorisce auspici generici. Le emissioni inquinanti sarebbe bello si dimezzino da qui ad un futuribile 2050, ma Cina ed India fanno sapere che un simile programma non li riguarda. Si auspica l’aumento della produzione del petrolio, quale strumento per calmierare i prezzi, un rimedio per proporre il quale non occorre avere né potere né fantasia. A comprimere la speculazione dei mercati finanziari, invece, non ci provano, perché quella ha capacità di ramificazione, coinvolgimento e velocità che il G8 neanche si sogna. Sarkozy s’è accorto del vicolo cieco e propone di prendere atto del diminuito potere chiamando in soccorso, ed a partecipare, anche Paesi come la Cina, il Brasile e l’India. Altri, italiani compresi, dicono: sarà cieco, ma è nostro, il vicolo. Il fatto è che quel club è un fossile della guerra fredda, riflesso di un mondo che non c’è più.

Il nodo è: come si fa a governare, con strumenti nazionali, economie il cui aspetto finanziario è mondiale? come si fa a tenere in equilibrio, anche ambientale, un mondo in cui le ragioni della forza militare e della divisione in blocchi non possono più fermare lo sviluppo di nuovi ed enormi protagonisti? Rispondere opponendosi alla globalizzazione è un modo per non rispondere e sgusciare via. Tanto, quella avanza comunque. Sarebbe bene avere un legame forte fra le due sponde dell’Atlantico, a difesa della democrazia. Ma da una parte c’è uno Stato federale ed un governo, dall’altra una burocrazia monetaria e parlamentare che non piace ai popoli, e neanche ai governi europei.

Davide Giacalone (Pubblicato su Libero )

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Francesco Mazzeo

    24 Luglio 2008 alle 11:24

    E’ quello strano potere che dalla politica e’ stato sempre frenato, che ha voluto l’Europa, che ci ha ingannato sui tassi, ci sta ingannando sulla burocrazia, ci inganna sulla liberta’, ci inganna sulla democrazia, ci inganna sulle importazioni dalla Cina, ci inganna su una moneta l’euro senza un Paese. Fermiamoci un attimo a riflettere i popoli hanno ragione, e’ quello strano potere sta osando un po’ troppo.

    Rispondi

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