Un’Europa socialista non farà altro, giustamente, che trascinare anche in Italia una forza di libertà come è quella socialista.
Questa forza dovrà rinascere da e con coloro che in questi anni hanno scelto di restare fuori dai vari giochi politici, senza una continuità a tutti i costi, come invece hanno fatto in tanti, scegliendo di farsi del male. Non hanno fatto del male solo a se stessi ma al progetto socialista in quanto tale, andando ad ingrossare le file di un qualcosa, contrario a questa forza.
I “mercenari” hanno sempre vinto e fatto vincere poche battaglie. Comunque quelle vinte non sono per il bene del popolo, ma per il compenso e le medaglie che da queste, poche vittorie, vengono elargite. Senza credo, senza ideali, quindi senza interessi generali perché si segue solo una corrente. Quello che è solo e soltanto un tentare di correre in soccorso dei vincitori anche senza un progetto, senza un riferimento storico, senza un a logica anche a volte troppo evidente.
La politica non sfugge a tutte le regole della vita, si può tentare con artifizi, trucchi di creare qualcosa che per un certo periodo duri per tenere in piedi una specie di castello elettorale e di poteri; ma poi arriva il momento che il castello non sta più in piedi. La forza delle cose è molto più forte di qualsiasi principio e quando arriva il momento, trascina via ogni tentativo orchestrato, certamente non per il bene collettivo. Tutti i paesi crescono in Europa, dalla Germania alla Spagna. Nazioni dove la componente politica socialista è molto forte mentre l’Italia perde competitività su tutti i fronti. Non è un caso perché basta a guardare l’evoluzione legislativa Italiana e ci rendiamo conto di quanto si senta la mancanza di una forza socialista liberale, l’energia alternativa fondamentale per altri paesi, completamente non considerata in Italia. La rinascita socialista dovrà essere portata avanti da coloro che in questi anni sono rimasti emarginati, che no! n sono s tati tentati dal canto delle varie sirene di turno, non da coloro che cercavano di legittimare chi socialista non lo era mai stato. Ora che son maturi i tempi perché rinasca il partito, questi ultimi li senti sbraitare da comode poltrone, dicendo di voler partecipare a questa riorganizzazione. Non sono più persone credibili ! Non si può essere uomini per tutte le stagioni. Non si può continuare a viaggiare su un cavallo bianco, salvo qualche sosta di convenienza, riverniciando un po’ il cavallo e ripartire raccontando di essere gli eredi di tutto. La gente non crede più ai vari voltagabbana. Sarebbe troppo semplice e senza senso. Basta saper aspettare e arriva un giorno per tutto, ogni cosa torna al suo posto; perché fortunatamente al di là di quello che possono pensare tanti illusi anche la politica ha una sua logica. Sta tornando la voglia di vivere una nuova grande stagione socialista, ma questa volta ci dovranno essere solo i giovani e coloro che hanno asp ettato questo momento facendo una specie di traversata del Giordano. Chissà perché hanno dovuto aspettare così tanto ?
Forse perché è una forza socialista che si deve dedicare a portare avanti chi è nato indietro !
Francesco Mazzeo

Caro Francesco.
Da socialista credo di poter dire che ricostruire una forza socialista non basta.
Cìè bisogno in Italia di ricostruire una cultura laica, della quale i socialisti sono componente importante se non proprio FONDAMENTALE.
Ma non facciamo l’errore di restare sempre nel nostro splendido isolamento, ricordandoci di come è finito ormai il SI di Boselli che ha navigato in mille formazioni ritornando 1/10 dello SDI di Fiuggi 95 (ovviamente come carica ideale) e ormai anche con scarsissima credibilità.
Portiamo avanti con tenacia tutta l’area LAICA, pensando ad una formazione socialista solo dopo che questa sarà consolidata almeno quanto lo era fino agli anni ’80.
Forse non ne avremo riconoscimenti, ma certamente i risultati si.