Sarà per questi giorni di fresco e freddo succeduti ai giorni del calco caldo afoso, sarà per la paura delle borse, ogni giorno, sarà per lo spettro default Grecia e Usa, chi l’avrebbe mai detto, sarà per questo e per molto altro ancora, ma davvero questa è un’estate anomala. O almeno lo sembra più delle altre. Per carità, solite code per il mare, solita bolgia in stazione per i treni delle vacanze, sempre pieni, sempre un po’ sgradevoli, solita corsa alle offerte dell’ultimo minuto, ma questa estate anomala ci regala affreschi singolari e innovativi. Ad esempio ci regala una serata fresca fredda di fine luglio in una piazza grande grande come piazza Maggiore a Bologna dove oltre mille persone, di tutte le età, di tutti i gusti, si guardano all’aperto “Il segreto dei tuoi occhi”, in spagnolo con sottotioli in italiano, film non facilissimo del 2009 ambientato nell’Argentina degli ’70. Vacanze sì, ma anche in città con cultura. Con svago e non solo a birra. Un’estate così. Anche al mare sembra un’estate anomala, più anomala delle altre. I soliti ritrovi del cuore rotondo di Milano Marittima non sono più affollati come una volta, forse sarà colpa anche del calcio che è caduto e delle veline che sono scomparse, ma la vita, dicono quelli che sanno tutto della Riviera, è adesso a Marina di Ravenna o a Riccione. Bastano dieci chilometri di litorale e cambia tutto. Dove una volta c’era il mondo adesso ci sono barman a fumare sconsolati, che guardano i veloci passanti e sembrano quasi implorare: fermatevi, vi faccio un drink anche sottocosto. Dai un mohito a un euro non sarebbe male come promozione. Copiando stili e campagne delle grandi catene commerciali. E invece in altri posti della Riviera dove fino a qualche anno fa c’erano raccolte famigliole con garruli infanti adesso ci sono i gruppi vip e aspiranti vip, sfoggianti magliette, griffate fin all’ascella. L’estate anomala è anche questa. Spiagge al risparmio con il ritorno delle famiglie 4 per 4 che arrivano sulla fetta di spiaggia libera, piazzano il frigo e i bambini e piantano l’ombrellone e aiutano a spogliare la nonna, ma anche pezzi di spiaggia da extra lusso con lettini bianchi in riva al mare, 70 euro al giorno per un ombrellone e un drink sui 15 euro. Un’estate anomala, un’estate divaricata. In attesa di un autunno che nessuno sa o vuole immaginare come sarà. Un’estate che speriamo non si consumi, come invece gli aperitivi del dibattito ci fanno temere, sulla polemica del ministeri sparsi per l’Italia. Non vorremmo davvero arrivare a Ferragosto se sentire o leggere titoli tipo: dopo le finanze e le riforme a Monza, il ministero dei beni culturali a Pompei, quello dell’agricoltura a Parma e la direzione pesca a Cesenatico, quello della Salute al San Raffaele e quello degli esteri al confine di Gorizia. Ci meritiamo ben altro. E come ha scritto Antonio Polito l’altro giorno sul Corriere “Non resta che fare sul serio”.
Fabrizio Binacchi

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