L’affermazione arriva dal Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessant. Intervistato da NBC News ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a collaborare con i paesi europei per imporre ulteriori sanzioni volte a portare l’economia russa al “collasso totale”.

Il ministro ha aggiunto che gli Stati Uniti sono pronti ad aumentare la pressione sulla Russia, ma hanno bisogno del sostegno dei partner europei. Passaggio chiave, perché ad es. la Germania compra petrolio e gas russo per i territori della ex-DDR, “altrimenti non saprebbero come fronteggiare l’inverno”, poi ci sono la Slovacchia e l’Ungheria, già rimproverate da Donald Trump perché con i loro acquisti finanzierebbero la guerra della Russia.
Nel dettaglio: “In questo momento siamo in una gara tra quanto a lungo l’esercito ucraino può resistere e quanto a lungo può resistere l’economia russa… E se gli Stati Uniti e (l’Unione Europea) possono intervenire, imporre più sanzioni, dazi aggiuntivi ai paesi che acquistano petrolio russo, l’economia russa subirà un crollo completo e questo costringerà il presidente Putin a sedersi al tavolo delle trattative.”
Un “crollo completo”.
Su che si basa tanta sicurezza?
Sul fatto che mai fino ad ora questo tipo di sanzioni sono state decise ed applicate dall’Occidente. Ma già dal mese scorso l’amministrazione Trump ha imposto tariffe del 50% all’India, mettendo nella “causale” il continuo acquisto di petrolio russo da parte del Paese durante la guerra in Ucraina.
I commenti di Bessent sono arrivati poche ore dopo che la Russia aveva effettuato un attacco aereo con un numero record di droni e missili durante la guerra, uccidendo almeno quattro persone e danneggiando un edificio governativo a Kiev.
Il giorno prima, il presidente Volodymyr Zelenskyi aveva dichiarato che i partecipanti al vertice della “Coalizione dei Risoluti” tenutosi giovedì a Parigi, durante una conversazione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno discusso i modi per fermare l’aggressione russa e le garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
Luciano Priori Friggi

Lascia un commento