Se usciamo
dalla Ue non dovremo pagare 36 miliardi di euro. Così la dichiarazione del
premier inglese Boris Johnson.
Come nasce questo debito che il Regno Unito ha
con l’Ue?
Come noto, tutti gli Stati membri della Ue
versano un contributo che è ripartito all’interno, sotto forma di finanziamenti
per fondi strutturali e di investimento, progetti di ricerca, di coesione,
sociali, di sviluppo regionale, agricolo e marittimo.
Il Regno Unito ha sottoscritto il bilancio
comunitario che prevede una quota di partecipazione britannica.
In caso di Brexit senza accordo, il premier
Johnson ha dichiarato che non si sente vincolato al rispetto degli accordi
sottoscritti dal Regno Unito.
Una furbata, utile elettoralmente, ma che non
servirà perchè il Regno Unito sarà trascinato davanti alla Corte Internazionale
di Giustizia, che è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, e perché
il mancato rispetto di accordi internazionali metterebbe a rischio la
valutazione dei titoli di Stato britannici, oltre ad avere ripercussioni sui
propri mercati finanziari, visto che l’economia britannica ha un punto di forza
proprio in quei mercati. Oltretutto, chi si fiderebbe più di un governo che
sottoscrive impegni e poi non li mantiene?
Insomma, il premier Johnson gioca al
rimpiattino, fa finta di dimenticare che il Regno Unito non è quello dell’800 e
che la sua economia è strettamente connessa con la Ue e il resto del Mondo.
Un gioco pericoloso il cui prezzo sarà pagato
dal popolo britannico.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Ue, Uk e il furbo Johnson
In caso di Brexit senza accordo, il premier Johnson ha dichiarato che non si sente vincolato al rispetto degli accordi sottoscritti dal Regno Unito.

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