L’idea, o meglio la scusa, era quella di parlare di politica e politici degli anni ’80. Il risultato, invece, una serie di ragionamenti che portavano, dritto dritto, alla prossima legislatura, che si protrarrà, salvo incidenti di percorso, dal 2006 al 2010.
Non a caso era presente il maestro dei “ragionamenti”, Ciriaco De Mita, assieme a Vannino Chiti ed al segretario dell’UDC, Marco Follini, tutti accorsi a discutere dell’ultimo libro di Massimo D’Alema, incentrato sulla figura di Enrico Berlinguer.
Nell’aula Magna dell’Università di Firenze, sotto gli occhi benevoli del Rettore Marinelli e la partecipazione straordinaria dei Proff. Rogari e Tarchi, si è assistito alla prova generale del motivo conduttore del prossimo quinquennio: il corteggiamento dei cattolici di centro- destra per convincerli a passare nel fronte del centro-sinistra.
De Mita, nella cui corrente Follini ha militato quando era giovanissimo e già autorevole DC, lo ha fatto in maniera discreta, riproponendo un lessico familiare al suo ex discepolo. Chiti, assai abilmente, insistendo su temi che puntavano direttamente alla sensibilità del leader UDC: il primato della politica, il ruolo insostituibile dei partiti, la difesa della Costituzione “massacrata”, a suo dire, dalle riforme in via di approvazione da parte della maggioranza di centro destra, “da impedire in quanto non più emendabili”.
Follini né si è dato, né si è negato. Nessuno sa come andrà a finire; ma tutti hanno capito che a Firenze è cominciata una nuova storia. Che, nelle intenzioni dei protagonisti, dovrebbe portare l’UDC a costituire assieme alla Margherita la parte moderata del centro-sinistra, e consentire il taglio di qualche cespuglio non presentabile nel consesso delle moderne democrazie occidentali.
LA SEDIA VUOTA
Ciò ha reso ancora più evidente un’assenza al dibattito sulla politica degli anni ’80 e sul libro di D’Alema. Quella di un rappresentante dell’area politica e culturale laico-socialista. La figura di Craxi incombeva, ma in maniera tale che gli oratori potevano piegarla e distorcela a loro piacimento: limitando a pochi casi le cadute di stile (il dibattito è stato notevole per il livello degli interventi).
La discussione sarebbe stata certo più completa senza questo vuoto. Ma colmarlo non spettava agli organizzatori. Spetta a tutti coloro che si riconoscono in tale filone: che non avranno rappresentanti autorevoli fintanto che, unendosi, non saranno capaci di costituire una forza autorevole.

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