Oleksandr Kandyba era noto in patria con lo pseudonimo di Oleksandr Oles nato in Ucraina il 5 dicembre 1878 a Bilopillya nello Oblast di Sumy membro della famiglia cosacca di Kharkiv dove studiò veterinaria. La sua popolarità di poeta si diffuse presto con raccolte di poesie che attraversano tutto un periodo cruciale per la vita e la libertà degli ucraini, testimone di drammi umani come l’occupazione del 1921 dei bolscevichi, o il genocidio del kulaky delle campagne non solo del 1921, ma soprattutto dell’ Holodomor del 1932/33; la morte indotta o ” moroty holodom” che significa letteralmente ” infliggere la morte attraverso la fame”. Oles, in questa poesia data 22 agosto 1931, anticipa il dramma che da tempo aveva minato la popolazione che Stalin voleva eliminare. Il dramma di oggi ha origini lontane e sono collegate. Allora, ma anche prima l’Europa tacque su un dramma immenso. Breve, ma di intensa emozione che come un epitafio accusa l’indolente Europa. Oles, morì a Praga in esilio poco prima l’epilogo della seconda guerra mondiale nel luglio del 1944.
Ricorda
Quando l’Ucraina per la libertà
Si dissanguava, ma combatteva
E aspettava almeno sostegno
L’Europa taceva.
Quando la la gente dopo il boia
Nella Carestia niente più ci diceva
Stava morendo sorda e muta
l’Europa taceva.
Poi, quando ha maledetto la vita
Una lacrima grande col sangue cadeva
È diventata un’ unica tomba
l’Europa taceva.
Enrico Martelloni

Lascia un commento