Aldo Ciccolini è da considerarsi una vera leggenda del pianoforte, avendo ormai raggiunto il suo periodo di attività concertistica la bellezza di oltre 70 anni.
Grande ritorno del pianista Aldo Ciccolini alla Pergola (sabato 18, ore 16), dove si era esibito lo scorso febbraio in un recital per gli Amici della Musica, facendo registrare il tutto esaurito ed un enorme successo di pubblico. Questa volta, però, l’artista partenopeo, classe 1925, si esibisce insieme all’Orchestra del Maggio, in virtù di una collaborazione fra gli Amici della Musica ed il Maggio stesso. Si tratta dunque di un appuntamento concertistico di grande rilievo, non solo per gli interpreti coinvolti, ma anche per il debutto della massima compagine orchestrale fiorentina nei cartelloni degli Amici. Va inoltre sottolineato che quello di Ciccolini è soltanto il primo di una nutrita serie di concerti pianistici – ricordiamo i nomi di Kissin, Pires, Schiff, Perahia, Sokolov – che caratterizzano la solida collaborazione fra le due istituzioni musicali fiorentine nel corso della stagione 2014/15.
Il concerto è interamente dedicato a Mozart, di cui vengono proposti l’ouverture de “Le nozze di Figaro” e due fra i suoi più celebri ed amati concerti per pianoforte e orchestra, il KV 466 in re minore ed il KV 488 in la maggiore. Sul podio il direttore Giuseppe La Malfa.
Aldo Ciccolini è da considerarsi una vera leggenda del pianoforte, avendo ormai raggiunto il suo periodo di attività concertistica la bellezza di oltre 70 anni; infatti egli debuttò, appena sedicenne, nel 1941 al San Carlo di Napoli, mostrando fin da allora un talento fuori dal comune. Al punto che, pochi anni dopo, per l’esattezza nel 1949, vinse il prestigioso Grand Prix International Long-Thibaud di Parigi, città a cui Ciccolini si legò in maniera talmente forte da decidere, alcuni anni più tardi, di acquisire la cittadinanza francese.
Quindi, in seguito al debutto a New York con il mitico Dimitri Mitropulos, per il giovane pianista fu possibile intraprendere una luminosa carriera internazionale, a fianco di altri insigni direttori, quali Furtwängler, Ansermet, Kleiber, Gavazzeni e Maazel. Nonostante tutto ciò, Ciccolini è sempre stato un’artista schivo, che ha costantemente cercato di rimanere lontano dai riflettori e dal clamore mediatico, dedicandosi con professionalità, rigore e passione alla musica, da lui considerata una vera missione.
Il suo è uno stile pianistico di raffinata eleganza, basato su una cura attentissima al suono e sostenuto da una controllo estremo sul piano formale, grazie anche ad una tecnica scintillante, che, malgrado il passare degli anni, continua ad apparire assai solida ed incisiva. Per tutte queste motivazioni, non solo tecnico-interpretative, ma anche morali ed umane, Ciccolini è stato giustamente insignito del noto premio “Una vita nella musica” dell’Associazione culturale Arthur Rubinstein e del Teatro La Fenice di Venezia.
Per informazioni ulteriori si veda www.amicimusica.fi.it e www.operadifirenze.it

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