
Il titolo non è ispirato all’omonimo film che Ravello diresse una dozzina di anni fa con il bravo Giallini. Quel film riprendeva in chiave leggera la tradizione della commedia all’italiana e le vicende legate all’occupazione abusiva delle case, soprattutto a Roma. Qui però si parla di altro, di uno scontro politico continuo fatto di colpi bassi che gira da tempo intorno alla magistratura. Non vogliamo ripercorrere i fatti recenti che dopo il referendum sapremo se hanno segnato un cambiamento. Basterebbe guardare al ruolo dei social che trasformano ogni episodio in un fermo immagine permanente da cui è impossibile sfuggire. A pagare non è solo il corrotto ma l’intera comunità politica che gli sta intorno. Negli ultimi anni abbiamo visto apparire figure quasi epiche per le loro gesta in prima linea e scomparire subito dopo senza lasciare traccia, senza neppure una memoria politica degna. In Francia Macron guarda con apprensione alle elezioni e cerca consensi tra i simpatizzanti di Sarkozy finito di recente in manette, quasi fosse normale arrestare uno degli uomini più potenti dell’Occidente solo qualche anno fa. In Italia i partiti di governo, dopo essersi amati a lungo, ora si osservano in cagnesco. Si parlano con distinguo sulla politica internazionale e si avvicinano con circospezione a quella nazionale. Le opposizioni, dove fino a ieri sembrava tutto scritto, non vogliono più accontentarsi di una parte della torta ma puntano a riprendere il potere. E sanno come si esercita perché lo hanno avuto e ne ricordano bene il profumo. Lo scontro appare inevitabile e probabilmente sarà duro. Se le urne dovessero confermare la fiducia alla Destra si aprirebbe per il Paese un percorso lungo simile a quello della vecchia Democrazia Cristiana con le sue correnti l’elezione del Capo dello Stato e il premierato. Per il Centro Sinistra non sarebbe solo una sconfitta elettorale ma un tunnel senza luce e metterà in campo tutta la propria esperienza per impedirlo cercando un riassetto interno ancora tutto da definire. L’idea che il Presidente del Senato possa un giorno puntare al Quirinale lascia perplessi così come lascia perplessi l’idea che l’attuale classe dirigente possa consolidarsi negli anni. Qualcuno dice che farà esperienza altri rispondono che senza solide basi non basta un decennio. Difficile immaginare la prima mossa dopo il suono della campana che aprirà la competizione. Forse il primo terreno di scontro sarà il dopo Olimpiadi di Milano Cortina con un dossier già oggi imponente. Costi risultati responsabilità della Fondazione finiranno sul tavolo e da lì potrebbe partire l’ennesimo tutti contro tutti dentro e fuori dal Parlamento.
Angelo Santoro

Lascia un commento