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Turismo e overtourism: il neo ministro è in difficoltà

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha definito il termine overtourism un concetto con una “componente negativa che non fa bene al turismo”, invitando a non “spaventare i turisti internazionali”. Le dichiarazioni, rilasciate durante un appuntamento elettorale a Viareggio e riprese dall’Agi, ci inducono a ricordare che l’overtourism non è un’opinione, ma un fenomeno documentato da dati statistici nazionali e locali. Secondo UNWTO – Organizzazione Mondiale del Turismo, l’Italia è tra i primi cinque Paesi al mondo per arrivi internazionali, con oltre 57 milioni di turisti stranieri registrati nel 2023. Una pressione che si concentra in pochi centri urbani: città come Venezia, Firenze e Roma registrano rapporti tra presenze turistiche annue e popolazione residente tra i più alti d’Europa.

di Vincenzo Donvito | 10 Maggio 2026

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha definito il termine overtourism un concetto con una “componente negativa che non fa bene al turismo”, invitando a non “spaventare i turisti internazionali”. Le dichiarazioni, rilasciate durante un appuntamento elettorale a Viareggio e riprese dall’Agi, ci inducono a ricordare che l’overtourism non è un’opinione, ma un fenomeno documentato da dati statistici nazionali e locali.

Secondo UNWTO – Organizzazione Mondiale del Turismo, l’Italia è tra i primi cinque Paesi al mondo per arrivi internazionali, con oltre 57 milioni di turisti stranieri registrati nel 2023. Una pressione che si concentra in pochi centri urbani: città come Venezia, Firenze e Roma registrano rapporti tra presenze turistiche annue e popolazione residente tra i più alti d’Europa. Proprio a Venezia, il numero di posti letto in affitti brevi ha superato quello degli alloggi destinati ai residenti in alcune zone del centro storico, secondo dati della stessa amministrazione comunale.

L’overtourism non è la paranoia di alcuni residenti, ma un fatto che sta dilaniando economie e tessuti sociali di non pochi centri urbani.  Mancanza di alloggi per i residenti sostituiti dagli affitti brevi, prezzi in crescita superiore all’inflazione ufficiale, degrado estetico e migrazioni forzate: questi sono fatti, non opinioni. E sono fatti che danneggiano anche i turisti stessi, che trovano città  svuotate della loro identità .

Il ministero del turismo è stato ampiamente salutato dagli operatori del settore soprattutto in chiave di accesso ad agevolazioni pubbliche, finanziate in ultima analisi dalle tasse degli stessi cittadini italiani. I turisti italiani, in questo schema, si trovano a pagare due volte: come contribuenti e come consumatori di servizi turistici il cui costo cresce a ritmi superiori all’inflazione ufficiale.

Secondo Eurostat, nell’ultimo decennio, tra il 2015 e il terzo trimestre del 2025, i prezzi delle abitazioni nell’UE sono aumentati del 64,9% e gli affitti del 21,8% con punte significative nelle città  d’arte. Paesi come Spagna, Portogallo e Olanda hanno già  adottato misure restrittive sugli affitti brevi e sui flussi turistici nei centri storici, riconoscendo l’overtourism come problema strutturale di policy urbana.

Il ministro dovrebbe distinguere i fatti dalle opinioni. Continuare a fare di tutto perchè certi fenomeni si consolidino, e poi negarne l’esistenza, non è una strategia sostenibile nè per i residenti nè per i turisti, che non vanno a visitare le località per incontrare altri turisti ma luoghi che sono interessanti perchè vivi e vissuti, soprattutto da chi ci risiede.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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