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Trump, Renzi e il referendum

Certamente l’America non è l’Italia ma, storicamente, nel popolo italiano le vicende americane sono vissute come “vicende di casa”: come imminente ed immanente futuro.

di Daniele Marchetti | 13 Novembre 2016

La sportellata è stata secca! Dura per l’America ufficiale, quella dell’«autorevole» corte, quella dell’opulente ed autoreferente  «serietà», l’America da bere!

Uno shock -i prossimi anni ci diranno quanto salutare- destinato comunque ed inevitabilmente a segnare il futuro anche dell’Italia. Un futuro politico che nel Belpaese si coniuga al costituzionale assumendo la scadenza assai ravvicinata del 4 dicembre.

L’indole moderata dell’elettorato italiano è solita rispondere alle sollecitazioni -soprattutto interne- con una reazione uguale e contraria. Ciò è accaduto anche recentemente. L’exploit dei 5 Stelle alle elezioni politiche del 2013 fu debitamente compensata dall’affermazione -in quel caso eccezionale- del PD alle elezioni europee del 2014 (con un netto ridimensionamento dei grillini) seguita da una sonora sconfitta dello stesso PD, sempre a guida Matteo Renzi, alle elezioni regionali del 2015 e dall’affermazione grillina alle recenti amministrativa.

Questa tendenza culturale dell’elettorato italiano alla “compensazione” potrebbe segnare anche la prossima cruna d’ago della politica italiana.

L’ondata di sconcerto disseminata dall’azzardo degli americani di puntare sull’ignoto, sconfessare ogni previsione per scommettere -quasi a scatola chiusa- su un “resettaggio” della politica USA e, più in generale, della politica mondiale -in queste ore nei bar della periferia italiana non si parlava d’altro- rischia, infatti, di portare acqua al mulino delle riforme e tradursi -per la regola del contrappasso- in un maggiore consenso per il Sì.

Certamente l’America non è l’Italia ma, storicamente, nel popolo italiano le vicende americane sono vissute come “vicende di casa”: come imminente ed immanente futuro. Ciò è capitato nel campo della musica fin dagli anni ‘50, ma anche per le mode e soprattutto nell’economia.

E siccome ciò che succede in America -prima o poi- accadrà anche da noi, la vicenda Trump in quanto “affare italiano”, potrebbe generare un maggior consenso verso “l’usato sicuro” che in questo caso è rappresentato non dal fronte del NO assai popolato di reduci ed ex, ma dal Governo e, al di là delle fandonie sulla personalizzazione -nella cultura individualista tutto è scientemente personalizzato-, dal suo Presidente.

Una reazione istintiva -di pancia o di «pratica saggezza»- che esula ogni merito e che questa volta, per timore anche della sola ipotesi di un qualsivoglia Trump italiano, potrebbe donare all’Italia quelle riforme attese da decenni.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, anni, consenso, Donald Trump, elezioni, elezioni politiche, elezioni regionali, futuro, governo, matteo renzi, merito, pd, politica italiana, popolo italiano, referendum, renzi, riforme, usa

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    15 Novembre 2016 alle 10:20

    No, speriamo veramente che gli italiani tirino fuori gli attributi. Come cittadino italiano all’estero ricevo la carta elettorale con l’opuscolo per come votare! Questo accade nell’italia di Renzi. Augiriamoci che il NO sia sonoro e che questa gente ritorni da dove è venuta, da decenni si aspetta una costituzine piu snella e condivisa dalla maggioranza, non la schifezza proposta dalla Boschi.
    NO al referendum, NO a Boschi&Renzi.

    Rispondi

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